Superstizioni

febbraio 4, 2014

supersticionQuesta foto è della macchina travolta da un torrente a Noto, nel Siracusano. Sono morte tre persone lì dentro. Il dettaglio che mi ha colpito è il cornetto portafortuna.

sopralluoghi

novembre 10, 2013

foto

Trailer

ottobre 29, 2013

 

http://www.unilibro.it/libri/f/autore-editore-collana/garufi_sergio-ponte_alle_grazie-scrittori

http://www.libreriauniversitaria.it/corrispondenze-garufi-sergio-ponte-grazie/libro/9788862204026

http://www.wuz.it/libro/inarrivo/9788862204026/Garufi-Sergio/corrispondenze.html

http://www.libroco.it/dettaglio_libro.php?codiceweb=462272743189107

sul Corriere

ottobre 1, 2013

storie_distefano-b

graziediesistere-corrieredellasera

la personalità ombra dell’autore

settembre 30, 2013

unita

Domenica 29

settembre 27, 2013

roland1

back home

settembre 17, 2013

rolandDomenica 29 settembre alle 17 torno nella mia città natale e spero di rivedere tanti vecchi amici che in questi ultimi tre anni di residenza romana ho un po’ trascurato, anche telefonicamente. Sarò nel locali dell’Assab one (che si trova appunto in via Assab 1 a Milano, zona Cimiano-Palmanova), invitato da Roland scritture a parlare con la mia coautrice Carolina Cutolo di un libercolo scherzoso che abbiamo concepito assieme sul tema dei ringraziamenti letterari. Il libro uscirà fra alcuni mesi con ISBN e avrà l’onore di un’introduzione di Umberto Eco. Qui qualche dettaglio in più:  http://www.rolandscritture.it/?page_id=213

Una recensione al nome giusto

agosto 31, 2013

sergej

http://www.weekendetempolibero.com/il-nome-giusto-di-sergio-garufi-recensione/

La notte dell’autore

luglio 4, 2013

legr

Poche cose ma belle

giugno 22, 2013

svolta obbligQuando facevo l’arredatore, una delle frasi più ricorrenti che mi sentivo rivolgere dalle clienti intenzionate ad arredare una casa era “voglio poche cose ma belle“. Parlavano ovviamente di case vuote, magari appena comprate. Questa frase la dicevano in tante, era un classico. E soprattutto la dicevano con un tono distinto, come se fosse qualcosa di speciale, che non tutti condividono. Ecco, io penso che un piccolo consiglio di scrittura possa partire da questa considerazione. Il linguaggio è pieno di frasi fatte e prive di significato. Sono le prime che ci vengono in mente per descrivere una situazione, e quindi sono le più subdole, perché si presentano come automatismi ma con un fascino particolare, appunto come se stessimo dicendo qualcosa di originale, che ci connota in positivo. Per riconoscerle basta fare un esercizio elementare d’immaginazione, di collaudo sulla loro tenuta, e cioè ribaltarle, verificare se il contrario ha senso. In questo caso il contrario di “voglio poche cose ma belle” è “la voglio stracolma di minchiate“, una frase inconcepibile. Eppure quando visitavo gli appartamenti dove mi si richiedeva un intervento parziale, magari cambiare solo le tende o un divano, trovavo invariabilmente delle case ingombre di cianfrusaglie. Questo per dire che le petizioni di principio sono come il collutorio, ti fanno sentire più pulito ma non sono altro che sputacchi, non metabolizzi niente, fai un gargarismo e finisce lì. Tutti a parole vogliono poche cose ma belle, eppure molti fanno il contrario. Per quanto riguarda la scrittura, la necessità di quel collaudo (nel caso la frase fatta provenga da un narratore onnisciente, certo non dalla cliente di un arredatore) serve soprattutto all’economia espressiva della narrazione. Il lettore viaggia per conto proprio. Possiamo indicargli le strade possibili, ma se sta guidando in una via con la svolta a destra obbligatoria, è inutile suggerirgli di mettere le freccia.


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