Per lungo tempo ho creduto che Dio non esistesse, e mi stupivo di come, malgrado l’evidenza schiacciante delle prove di cui ormai disponiamo, molti si ostinassero a negare l’idea che un sistema così complesso e interconnesso potesse derivare da un processo governato dal caso. Come convincersi infatti che la meccanica perfetta del nostro corpo, lo stesso cervello che riflette su se stesso, siano arrivati a questo grado di sofisticazione a causa di un semplice gioco di mutazioni senza un fine predefinito, cioè per innumerevoli tiri di dadi successivi avvenuti nel corso di una evoluzione che si perde nella notte di miliardi di anni fa? Sebbene sia possibile analizzare e spiegare perfino le ragioni di questa incredulità, qualcosa in loro è restio ad ammettere questa costruzione del caso, forse gli sembra che sottragga al mondo e a loro stessi ogni significato profondo. Pensavo insomma, come afferma Camillo Sbarbaro in Quisquilie, che la vita ha bisogno di un alibi: quello dell’aldilà, quello dell’arte; in mancanza di meglio, quello della prole. A sé la vita non basta. Ma di recente mi sono convertito. Ora ho la prova inconfutabile della sua esistenza. Difatti, se fosse solo una mera superstizione, un semplice caso di psicosi collettiva, come molti autorevoli scienziati sostengono, io ci sarei cascato in pieno. Insomma, se non esistesse io lo avrei visto certamente, o perlomeno mi sarebbe apparso in sogno. Ma non l’ho mai visto, dunque Dio esiste.
marzo 25, 2009 alle 10:46 am |
http://www.flickr.com/photos/49253150@N00/112133209/
marzo 25, 2009 alle 12:42 pm |
Molto bella la foto, il segno che aspettavo (ma allora non c’è)
marzo 26, 2009 alle 8:03 pm |
dio puo’ perfino permettermi di adorarlo.