Questa è troppo bella, devo raccontarla assolutamente. Loredana Lipperini (nella foto), la giornalista culturale di Repubblica, sul suo blog, vero e proprio tempio webbico dell’antielitismo, cita una frase di Gianarturo Ferrari, il boss della Mondadori, che afferma che “il segmento più forte dei 3.300.000 lettori italiani del Codice da Vinci sono i lettori forti, non i deboli”. A supporto di ciò un commentatore fornisce i dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori), secondo cui per “lettore forte” si intende in Italia colui che acquista almeno 7/10 libri l’anno. Sempre secondo le stime dell’AIE, questi lettori ammonterebbero a circa 4.760.000 su 14 milioni di italiani che leggono (dati 2008).
Che dire? Facciamo qualche calcolo. Nel nostro paese si vendono circa 55 milioni di libri l’anno, testi scolastici compresi. Se i c.d. lettori forti sono 4.760.000 e comprano 7/10 libri l’anno, vuol dire che quasi 47 milioni di libri venduti su 55 milioni li acquistano loro, e i restanti 10 milioni di lettori occasionali sono proprio tali, nel senso che ne comprano meno di 1 a testa all’anno. Cioè neanche per regalarli a Natale, e quindi non leggendoli, e sempre ignorando che esiste il mercato dei libri di testo, quello obbligatorio per i suoi clienti. Bah… A me questa operazione di maquillage nominalistico ricorda tanto la proposta che fece Berlusconi nel 2002 quando la Fiat era in crisi, e lui suggerì di cambiare il nome della Punto chiamandola Ferrari (forse anche Gianarturo), quasi bastasse questo per trasformare un’utilitaria in una fuoriserie. Il “lettore occasionale” di un tempo oggi è stato promosso a ”lettore forte”, e il “non lettore” è diventato un “lettore occasionale”, così la crisi non c’è più, come la pancia della pubblicità. L’ho sempre detto io che l’antielitismo è un elitismo massificato.