Archivio per settembre 2011
piuttosto che
settembre 21, 2011Lab
settembre 19, 2011La prova dell’esistenza di Rio
settembre 14, 2011Il paradiso
settembre 14, 2011
Certi giorni penso che il paradiso potrebbe esistere. Basta che la libreria Notebook dell’Auditorium apra un angolo gastronomia vicino ai divanetti che danno sul giardino, e lo dia in gestione ad Antonini, quello di via Sabotino. Non dico tanto: mi bastano le tartine all’aragosta, i cornetti salati e una selezione dei dolci, tipo la Sacher, i profiteroles e le crostate di frutta, e io da un posto così non me ne andrei più.
Ritorno alla realtà ma con fantasia
settembre 13, 2011Vere leggende metropolitane
settembre 12, 2011
Andrea Inglese, citando il saggio di Domenico Caro Le credenze popolari del nuovo millennio. Italia 2000-2010 (Locus Solus, Urbino 2010), riferisce che “il pensiero magico condiziona il comportamento elettorale di una fetta importante di cittadini. Tra i non votanti da più di dieci anni, il 7% è convinto che la situazione politica sia bloccata da una setta vaticana, che controllava prima Andreotti ed ora Berlusconi; il 4% ritiene che Gelli sia il capo della Stato e Napolitano un suo portavoce; il 12% sostiene che Berlusconi abbia poteri medianici, in grado di controllare telepaticamente l’elettorato disilluso, ed è per tale ragione che ha smesso di recarsi alle urne. Tra i votanti compulsivi, invece, il 36% è convinto che il capo del governo sia Bruno Vespa e che ad ogni nuova puntata di Porta a porta si debba votare per un quesito referendario (Sabina ha strangolato Sara sì o no?, Marrazzo deve copulare con i transessuali sì o no?). Tra le vedove non diplomate, il 31% sostiene di avere ricevuto profferte sessuali da Silvio Berlusconi; il 6% sostiene di aver subito prigionia e abusi sessuali (con un apparecchio ad energia idraulica) da parte di Berlusconi; tra i vedovi non diplomati, il 48% denuncia di essere stato vittima di sodomia praticata da Berlusconi o “da qualcuno del suo entourage” “. Io non sono vedovo e sono diplomato, eppure mi sentirei di sottoscrivere quest’ultima affermazione. A volte fra le leggende metropolitane si celano delle verità inquietanti.
partecipazioni
settembre 9, 2011Io lavoro qui. Via della Conciliazione è un posto curioso per lavorare. Se scendi per prenderti una bibita fresca al baracchino del pachistano la paghi 3 euro e mezzo, peggio di un bar alla moda. E’ la strada dei pellegrini e dei turisti, tutti sudati, stanchi e armati di macchina fotografica; la sagra del ladrocinio e dei santini. Va da Castel Sant’Angelo a San Pietro, 300 mt monumentali, fatti in epoca fascista demolendo l’intrico medievale di Borgo Pio; così non c’è più la sorpresa, lo sbigottimento che nasceva scoprendo all’improvviso l’imponenza della cattedrale per antonomasia. Sui larghi marciapiedi, incorniciati da una doppia fila di obelischi sormontati da lanternoni, scorre ininterrottamente un fiume di gente straniera in entrambi i sensi, e io mi incrocio a loro quando parcheggio la moto per andare in ufficio. Oggi una coppia di novelli sposi giapponesi veniva fotografata sullo sfondo del cupolone, e io temo d’aver attraversato proprio nel momento cruciale. Forse fra quarant’anni, all’altro capo del mondo, quando io non ci sarò più, quei due mostreranno con orgoglio e nostalgia ai nipoti l’album delle proprie nozze romane, e la mia sagoma vi farà capolino.
Il miglior complimento
settembre 8, 2011Sono apparse diverse recensioni da quando è uscito il libro. Sebbene nessuna lo abbia stroncato, solo poche non mi hanno deluso, fra cui quella di Marco Rossari, che credo abbia reso giustizia al mio lavoro. Ma è mai possibile saziare la fame di riconoscimento di un esordiente? Forse neppure quelli che hanno fatto subito il “botto”, coniugando il consenso della critica alle buone vendite (tipo Paolo Sortino o Maria Pia Veladiano), sono mai paghi. Mentre lo scrivevo senza uno straccio di contratto, avrei brindato a champagne se mi avessero pronosticato quanto poi è successo: la pubblicazione con un buon editore, la distribuzione capillare, la presenza nelle vetrine di alcune librerie, una dozzina di recensioni e nessuna particolarmente “cattiva”, le interviste alla radio, la comparsata in TV… Eppure l’amarezza resta, forse perché un anno di sudore, coliche, bestemmie e notti insonni nel migliore dei casi viene consumato in 3 ore di lettura e liquidato in 30 righe di recensione, spesso riassuntive. O forse perché di questo mondo, dall’esterno, prima avevo una visione idealizzata, e poi ho scoperto che è come gli altri, se non peggio. Quello che ti detesta, e si offre di parlarne pubblicamente giusto per dire che “è un gran libro perché non si vergogna di essere melenso, non si vergogna di essere noioso”, e in pratica insomma fa schifo ed è per questo che è bello. Poi c’è chi a parole ti dice che è magnifico, superlativo, e dopo un mese scrive un commentino stitico sul giornale in cui gli unici giudizi di valore sono delle riserve. E ancora quelli che subappaltano lo sputo per pararsi il culo… Lo so, non bisognerebbe lamentarsi, c’è di peggio: chi ha scritto dei bei libri e non l’hanno neppure pubblicato, chi l’hanno pubblicato ma non recensito… Fra le poche soddisfazioni ci metto la scoperta, fatta digitando vanitosamente il titolo su google, che certe biblioteche pubbliche, come quelle della provincia di Mantova o di Verona, possiedono 8 copie ciascuna del romanzo, e 7 sono in prestito. E un complimento, buttato lì su fb quando ancora lo bazzicavo. Lo scrisse Stefano Ciavatta, uno che stimo. Disse: “ora Senza verso non è più solo”. Alludeva alla sua biblioteca, naturalmente, che pare conti più di 4000 volumi, in cui ogni dettaglio, incluso l’accostamento, è studiato e ponderato. Ecco, che il mio libro possa stargli accanto degnamente è un onore che vale i sacrifici e le imprecazioni. L’altro giorno, mentre ci incrociavamo a Fahrenheit, discutendo sul tema dello sconto del 15% e sul rapporto fra grande distribuzione e piccole librerie, a un certo punto Trevi ha detto: “io e Garufi abbiamo la stessa fascia di mercato”. Anche quello è stato un bel momento. Sono sicuro che lo sarà pure la presentazione del 15 alla Feltrinelli.
fahrenheit bis
settembre 5, 2011Alle 17 di oggi parlo di libri usati con Emanuele Trevi a Fahrenheit (Rairadio 3).
qui il podcast:
http://www.radio.rai.it/RADIO3/FAHRENHEIT/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=325840





