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	<title>Commenti a: Baricco oratore</title>
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	<description>la periferia dello spirito</description>
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		<title>Di: Francesco di branco</title>
		<link>http://lavienbeige.wordpress.com/2012/06/04/baricco-oratore/#comment-2292</link>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco di branco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jun 2012 14:44:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una curiosità: qual era uno dei migliori scrittori della sua generazione? Non ne vedo in giro, né da Fazio, né in libreria. Quanto a Baricco, è un ottimo conoscitore di scrittori e di libri e sa raccontarli con intelligenza, peccato che sia un mediocrissimo scrivente.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una curiosità: qual era uno dei migliori scrittori della sua generazione? Non ne vedo in giro, né da Fazio, né in libreria. Quanto a Baricco, è un ottimo conoscitore di scrittori e di libri e sa raccontarli con intelligenza, peccato che sia un mediocrissimo scrivente.</p>
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		<title>Di: matteo ciucci</title>
		<link>http://lavienbeige.wordpress.com/2012/06/04/baricco-oratore/#comment-2283</link>
		<dc:creator><![CDATA[matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 09:51:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Visto che è Sabato, e mi sono visto l&#039;intervento, approfitto per una chiacchiarata sul tuo blog. 

Anch&#039;io ricordo le nottate ad ascoltare Pickwick rapito, e ricordo esattamente il pomeriggio trscorso sul divano a leggere Oceano Mare - che, ripensandoci, credo mi piacesse solo per una certa pretenziosità, che, allora che ero più giovane, però, ricercavo - e le due ore di un pomeriggio di pioggia trascorse a leggere Novecento - quello sì, confezionato in modo cinematografico. In fondo, però, mi era piaciuto davvero. 

Baricco rimane per me un mistero. Concettualmente pare un saggista moderno, aperto ai barbari, legato a ricordi di un immaginario più televisivo che letterario. Figlio della stessa civiltà dell&#039;immagine di cui parla, postmoderno, che mescola nei suoi interventi scarpe da tennis e Fenoglio, piacere e ricercatezza. La sua poetica però è più simile a quella di un Rossini: guarda al passato estetizzandolo, ma è restauratrice. Forse mi piace perchè propone il ritorno a un gusto raffinato e colto di un mondo di cui anch&#039;io, sotto sotto, desidererei far parte. Per restare in argomento, è lui il mio Federer. 

La &quot;civiltà dei barbari&quot; di cui discute non è altro che una raffigurazione poetica del più prosaico mercato culturale di massa, più destrutturato e di conseguenza più accessibile, che diventa complessivamente più forte per i suoi epigoni attraverso il numero dei nuovi arrivati, che però sono soggetti più fragili. (Questo tema ha un parallelo matematico, in cui, più debole è la topologia che si usa in uno spazio funzionale  - qui, la qualità letteraria del lettore - maggiore è la tipologia delle serie che convergono - qui, i libri che superano la linea di galleggiamento dell&#039;esistenza).

Il mistero per me è come Baricco (mi) piaccia pur proponendomi una rappresentazione aristocratica del mondo dei libri, che rappresenta il contrario di ciò che i suoi saggi mi suggeriscono di accettare (persino il brano di Fenoglio letto ha per oggetto il mondo della campagna contadina: è nostalgico, sì, ma è tutto fuorchè aristocratico).

La parte che mi interessa di più, però, è legata al fatto che l&#039;argomentazione ultima del suo saggio &quot;I barbari&quot; è sostanzialmente di tipo economico: il mercato è cresciuto, sono girati più soldi, i nuovi arrivati, maggioranza, ne hanno ridefinito i gusti: non è una giustificazione sociale, ma economica; anzi, finanziaria. Perchè trova la ragione ultima del cambio epocale che descive nel fatturato, nella quantità di denaro iniettato nel sistema, e non capisco come Baricco paia non rendersi conto di come questo tema sia ormai da tempo diventato la nuova ideologia, e quandi, la sua conclusione, invece che andare in profondità, si banalizza. Ah, penso: ancora questioni di soldi, ancora la crisi. Mi vien voglia di rileggere Balzac - cosa che farò.

La parte che più mi colpisce è che il tema del denaro, in forma cosciente o involontaria, sta tornando a diventare la nota dominante in tanta arte (Hirst, Koonst, Beigbeder, Houellebecq, a cui si aggiunge Baricco). E, insieme ad esso, l&#039;estetizzazione della realtà come tentativo di cristallizzazione di una società che tutta la sociologia ci descrive come liquida o in via di liquefazione.

I riferimenti alla crisi economica, di &quot;liquidità&quot; appunto, e agli squali dell&#039;alta finanza, come nelle opere di Hirst, appunto, sono la cosa che mi dà più da pensare. Oppure la frantumazione del tempo: il ritorno del passato, del metallo che si curva dell&#039;art-déco, del vintage dell&#039;america anni &#039;40, dell(anti-)boom economico degli anni &#039;60, dei simboli degli anni &#039;80, tutto, tutto confluito insieme nell&#039;estetica del mosaico - anche il tuo romanzo patchwork potrebbe aver ingoiato gli stimoli della crisi.

Se hai qualche buona idea o qualche buon punto di vista, son tutt&#039;orecchi.

Buon fine settimana,
Matteo]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che è Sabato, e mi sono visto l&#8217;intervento, approfitto per una chiacchiarata sul tuo blog. </p>
<p>Anch&#8217;io ricordo le nottate ad ascoltare Pickwick rapito, e ricordo esattamente il pomeriggio trscorso sul divano a leggere Oceano Mare &#8211; che, ripensandoci, credo mi piacesse solo per una certa pretenziosità, che, allora che ero più giovane, però, ricercavo &#8211; e le due ore di un pomeriggio di pioggia trascorse a leggere Novecento &#8211; quello sì, confezionato in modo cinematografico. In fondo, però, mi era piaciuto davvero. </p>
<p>Baricco rimane per me un mistero. Concettualmente pare un saggista moderno, aperto ai barbari, legato a ricordi di un immaginario più televisivo che letterario. Figlio della stessa civiltà dell&#8217;immagine di cui parla, postmoderno, che mescola nei suoi interventi scarpe da tennis e Fenoglio, piacere e ricercatezza. La sua poetica però è più simile a quella di un Rossini: guarda al passato estetizzandolo, ma è restauratrice. Forse mi piace perchè propone il ritorno a un gusto raffinato e colto di un mondo di cui anch&#8217;io, sotto sotto, desidererei far parte. Per restare in argomento, è lui il mio Federer. </p>
<p>La &#8220;civiltà dei barbari&#8221; di cui discute non è altro che una raffigurazione poetica del più prosaico mercato culturale di massa, più destrutturato e di conseguenza più accessibile, che diventa complessivamente più forte per i suoi epigoni attraverso il numero dei nuovi arrivati, che però sono soggetti più fragili. (Questo tema ha un parallelo matematico, in cui, più debole è la topologia che si usa in uno spazio funzionale  &#8211; qui, la qualità letteraria del lettore &#8211; maggiore è la tipologia delle serie che convergono &#8211; qui, i libri che superano la linea di galleggiamento dell&#8217;esistenza).</p>
<p>Il mistero per me è come Baricco (mi) piaccia pur proponendomi una rappresentazione aristocratica del mondo dei libri, che rappresenta il contrario di ciò che i suoi saggi mi suggeriscono di accettare (persino il brano di Fenoglio letto ha per oggetto il mondo della campagna contadina: è nostalgico, sì, ma è tutto fuorchè aristocratico).</p>
<p>La parte che mi interessa di più, però, è legata al fatto che l&#8217;argomentazione ultima del suo saggio &#8220;I barbari&#8221; è sostanzialmente di tipo economico: il mercato è cresciuto, sono girati più soldi, i nuovi arrivati, maggioranza, ne hanno ridefinito i gusti: non è una giustificazione sociale, ma economica; anzi, finanziaria. Perchè trova la ragione ultima del cambio epocale che descive nel fatturato, nella quantità di denaro iniettato nel sistema, e non capisco come Baricco paia non rendersi conto di come questo tema sia ormai da tempo diventato la nuova ideologia, e quandi, la sua conclusione, invece che andare in profondità, si banalizza. Ah, penso: ancora questioni di soldi, ancora la crisi. Mi vien voglia di rileggere Balzac &#8211; cosa che farò.</p>
<p>La parte che più mi colpisce è che il tema del denaro, in forma cosciente o involontaria, sta tornando a diventare la nota dominante in tanta arte (Hirst, Koonst, Beigbeder, Houellebecq, a cui si aggiunge Baricco). E, insieme ad esso, l&#8217;estetizzazione della realtà come tentativo di cristallizzazione di una società che tutta la sociologia ci descrive come liquida o in via di liquefazione.</p>
<p>I riferimenti alla crisi economica, di &#8220;liquidità&#8221; appunto, e agli squali dell&#8217;alta finanza, come nelle opere di Hirst, appunto, sono la cosa che mi dà più da pensare. Oppure la frantumazione del tempo: il ritorno del passato, del metallo che si curva dell&#8217;art-déco, del vintage dell&#8217;america anni &#8217;40, dell(anti-)boom economico degli anni &#8217;60, dei simboli degli anni &#8217;80, tutto, tutto confluito insieme nell&#8217;estetica del mosaico &#8211; anche il tuo romanzo patchwork potrebbe aver ingoiato gli stimoli della crisi.</p>
<p>Se hai qualche buona idea o qualche buon punto di vista, son tutt&#8217;orecchi.</p>
<p>Buon fine settimana,<br />
Matteo</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Cpd</title>
		<link>http://lavienbeige.wordpress.com/2012/06/04/baricco-oratore/#comment-2279</link>
		<dc:creator><![CDATA[Cpd]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 16:36:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Concordo sulla sua capacità di affabulatore e anche sull&#039;opinione inerente alla scrittura. Sono evidentemente due lavori diversi, entrambi necessari e utili. Lo scrittore dotato però, rischia l&#039;immortalità; l&#039;affabulatore rischia di raccontarne le gesta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo sulla sua capacità di affabulatore e anche sull&#8217;opinione inerente alla scrittura. Sono evidentemente due lavori diversi, entrambi necessari e utili. Lo scrittore dotato però, rischia l&#8217;immortalità; l&#8217;affabulatore rischia di raccontarne le gesta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: dario</title>
		<link>http://lavienbeige.wordpress.com/2012/06/04/baricco-oratore/#comment-2278</link>
		<dc:creator><![CDATA[dario]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2012 11:02:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[...non son riuscito a finire un solo libro di baricco, alcuni li ho mollati dopo poche righe, ma non mi perdevo una puntata di &quot;pickwick&quot;... post perfetto...

dario]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;non son riuscito a finire un solo libro di baricco, alcuni li ho mollati dopo poche righe, ma non mi perdevo una puntata di &#8220;pickwick&#8221;&#8230; post perfetto&#8230;</p>
<p>dario</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio pasquandrea</title>
		<link>http://lavienbeige.wordpress.com/2012/06/04/baricco-oratore/#comment-2277</link>
		<dc:creator><![CDATA[sergio pasquandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 15:37:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Baricco è una persona molto intelligente che scrive cose molto stupide. Ci sono scrittori che scrivono cose geniali, ma quando aprono bocca dicono delle scemenze deprimenti.
Così come ci sono studiosi geniali, ma pessimi insegnanti, assolutamente incapaci di trasmettere la loro conoscenza ad altri. (E viceversa, ovviamente: studiosi mediocri, brillanti e coinvolgenti quando sono in cattedra).
Come dici tu, le due cose non sono connesse.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Baricco è una persona molto intelligente che scrive cose molto stupide. Ci sono scrittori che scrivono cose geniali, ma quando aprono bocca dicono delle scemenze deprimenti.<br />
Così come ci sono studiosi geniali, ma pessimi insegnanti, assolutamente incapaci di trasmettere la loro conoscenza ad altri. (E viceversa, ovviamente: studiosi mediocri, brillanti e coinvolgenti quando sono in cattedra).<br />
Come dici tu, le due cose non sono connesse.</p>
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