io la volevo così

la scartarono, però poteva finire peggio:

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 15, 2012 alle 6:32 pm ed è archiviata in spigolature. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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giugno 19, 2012 alle 9:05 am |
La prima copertina sarebbe stata fantastica.
Non conosco l’immagine né l’autore (magari si tratta di un scatto assai noto, e ti stai burlando dei gonzi), ma è una fotografia quasi chagalliana. Una Vitebsk postindustriale, periferica, quotidiana – e là, nel cuore esatto di tutto questo, un uomo che no, non si sta buttando: sta prendendo il volo.
giugno 19, 2012 alle 10:50 am |
Ciao Effe, la prima era quella che volevo, ma dissero che era triste. La volevo perché la citavo nel libro (a pag.151, nel capitolo benjaminiano). E’ un fotomontaggio realizzato da Yves Klein (ora su di lui hanno appena inaugurato una mostra a palazzo ducale a Genova) che s’intitola “Salto nel vuoto”, e mi sembrava un tuffo allegro, come di qualcuno che “sta prendendo il volo”, come dici tu. E il volo (la canzone “i believe I can fly” che lo sprona a Chicago, quel tipo di suicidio ecc) è un’ossessione del protagonista. Chissà, magari riuscirò a mettercela se lo traducono…
giugno 19, 2012 alle 11:11 am |
Triste?
Diamine.
Vero che ho letto elogi, in una qualche recensione, sul soggetto infine scelto per la copertina del Nome (detto così, sembra un titolo di forza biblica, Hashem) .
Però la foto non è triste, quantunque anche nel triste si possa cogliere la bellezza; è, invece, leggera. Levita. Varrebbe la pena scrivere un libro appositamente per giustificarne l’utilizzo.
giugno 21, 2012 alle 3:31 pm |
mi sovviene ora guardandola – http://www.flaneri.com/fileblog/il-nome-giusto-di-sergio-garufi-ponte-alle-gr-L-zk1sw6_1.jpeg ma il fantasma è Vincenzo? Sembra
giugno 21, 2012 alle 4:01 pm |
Hai indovinato
luglio 13, 2012 alle 1:43 pm |
molto peggio, mioddio…