Contro la memoria

indios-amazzoniaIl culto dei morti, la passione per gli anniversari, la giornata della memoria, tener desta la memoria… C’è qualcosa che non mi convince, come se la qualità di Funes fosse un’attitudine sterile e paralizzante, contraria alla vita. Io la penso come gli Yanomami, un’antica tribù amazzonica stanziata nelle foreste fra il Venezuela e il Brasile, che ormai è ridotta a poco più di 10.000 individui. Praticano una forma bizzarra di cannibalismo funebre. Quando uno dei suoi membri muore, gli altri della comunità lo riducono in cenere, in un falò che brucia non solo il corpo del defunto, ma pure tutto ciò che gli appartiene, dall’arco al piccolo perizoma. Mescolano le ceneri con polpa di banana e le inghiottono mentre cercano di dimenticare il nome del defunto, che non dovrà più venire pronunciato da alcuno. Bisogna cancellare ogni traccia del suo essere e ogni ricordo della sua persona, e non tanto per se stessi, ma affinché il dimenticato possa attraversare la soglia della “Casa del tuono”, l’equivalente del nostro paradiso.

4 Risposte to “Contro la memoria”

  1. elio Says:

    Sospetto però che l’oblio non abbia bisogno di alleati.

  2. gianni biondillo Says:

    Cadi in contraddizione: se vuoi dimenticare i morti perché continui a citarli?

  3. sergiogarufi Says:

    ciao elio. non so se sia così vero che l’oblio non abbia bisogno di alleati. in ogni caso io sono a favore di una metabolizzazione della memoria, che quella tribù amazzonica in fondo pratica alla lettera. questo culto del passato, di cui pure io sono vittima consapevole (per rispondere a gianni), credo abbia più a che fare con una mancata elaborazione. per es. le ossessioni per i miei lutti familiari e sentimentali, su cui torno con insistenza percussiva e probabilmente fastidiosa, sono una sorta di peperoni della memoria, ricordi traumatici indigeriti, ecco perché il metodo degli yanomami mi sembrava interessante e utile.

  4. gianni biondillo Says:

    Peperoni della memoria? PEPERONI DELLA MEMORIA?

    (ecco come il kitsch si fa sublime…)

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