Cachinni infantili

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L’altro giorno ero un po’ spleenato, stavo guidando per lavoro nella zona industriale di Varese e a un certo punto mi è arrivato un sms della TIM che mi dava il benvenuto in Svizzera. Mi è tornato subito il buon umore, e mi sono ricordato quando da bambino abitavo al Centro Edilnord di Brugherio, l’incipit professionale del nostro premier, e nei pomeriggi estivi portavo mio fratello Mario in bici a un paio di chilometri di distanza, cioè al Villaggio Falk, un modesto complesso di case popolari per gli operai dell’acciaieria, dicendogli: “guarda che bello, questa è Roma! Se fai il bravo domani ti faccio vedere Parigi”. Lui era estasiato, pensava di aver raggiunto il favoloso finisterrae ai confini del mondo, continuava a ringraziarmi, e io dentro di me ridevo come un fesso. Poi mi stupisco perché ora si fuma l’impossibile…

9 Risposte to “Cachinni infantili”

  1. antonio lillo Says:

    sei la seconda persona che incontro nella mia vita che usa la parola cachinno, la prima era montale (!) in una poesia di satura…

    dubito però che montale avrebbe mai finito un suo pezzo come hai fatto tu…😉

    semplicemente lo adoro, hai solleticato le corde del mio mondo poetico come raramente mi succede, perlomeno in internet!🙂

  2. gianni biondillo Says:

    Minchia che stronzo!😉

  3. antonio lillo Says:

    sempre di montale:

    IL PIRLA

    prima di chiudere gi occhi mi hai detto pirla,
    una parola gergale non traducibile.
    da allora me la porto addosso come un marchio
    che resiste alla pomice. ci sono anche altri
    pirla nel mondo ma come riconosclerli?
    i pirla non sanno di esserlo. se pure
    ne fossero informati tenterebbero
    di scollarsi con le unghie quello stimma.

  4. monicavannucchi Says:

    Che iena! Però, però… gli insegnavi a trasfigurare la realtà utilizzando l’immaginazione e credo che lui lo sapesse e stesse al gioco.O no? Quindi le canne saranno un surrogato di fratello per abbandonarsi a immaginifiche visioni!?

  5. sergiogarufi Says:

    ciao antonio, grazie, sei troppo buono. non sapevo dei cachinni di montale, e neppure dello stronzo, a questo punto inizio a pensare che magari anche lui ogni tanto si fumava l’impossibile…
    eh gianni, hai ragione, mio fratello un po’ stronzo lo è, nel senso che non passa mai le canne🙂
    monica, hai colto il senso, bisogna viaggiare con l’immaginazione, questo voleva essere il mio insegnamento, il problema è che lui ha frainteso e ora si fa dei viaggi psichedelici🙂

  6. elena Says:

    Beh, a me pare bellissima la fantasia di dire questa è Roma è domani ti porto a Parigi.
    Il problema è che dentro te la ridevi!!:)))
    Ma quella biciclettina lì della foto, poi, gliel’hai mai prestata? (secondo me o ti hanno costretto a prestargliela o dallo sguardo che trapela dal tuo occhietto gliene hai combinata un’altra!::)))

  7. antonio lillo Says:

    ma hai cambiato la fine!!!

  8. da Says:

    la lunga gloriosa storia dei fratelli Spinelli

  9. sergiogarufi Says:

    ciao elena. boh, e chi se lo ricorda…quello scherzo lì succedeva qualche anno dopo la foto, ma lo sguardo in effetti è già allora da bastardo-dentro🙂
    ciao antonio. i miei sono work in progress, a volte cambio qualcosa anche nei post vecchi.

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