Il vessillo di Robinson

cimitero

Nel lungo carteggio con Max Brod, per timidezza o scarsa autostima Kafka non parla quasi mai dei propri scritti, piuttosto interroga l’amico sui suoi, e Brod si sbrodola volentieri, non si fa certo pregare. E’ da Kafka che ho preso la definizione di “scrittore non praticante”. Nel cimitero di Monza ogni tanto mi attardo a guardare le lapidi altrui, quasi tutte con solo il nome e le date di nascita e morte, al massimo integrate con la professione del morto. Boltanski fece un’opera che riuniva tante lapidi laconiche, quasi che la vita di un uomo fosse soltanto quell’esile trattino che divide due cifre. Una delle lapidi monzesi che più mi hanno incuriosito è di una donna. C’è il suo nome, le date, e infine un breve epitaffio: “ero una scrittrice”. Tornando a casa digitai il nome su Google, per vedere cosa avesse scritto, ma non apparve nulla. Feci lo stesso tentativo nella biblioteca locale: niente. Forse non pubblicò mai, probabilmente fece un lavoro che non c’entrava con la letteratura, e tuttavia ciò che le premeva più di tutto era di far sapere al mondo che la sua vera essenza era stata lì, nella scrittura. Quella frase scolpita è un urlo afono, disperato, una rivendicazione orgogliosa che lacera per un attimo il velo di anonimato che tutt’oggi la protegge e la occulta. La scrittura, come diceva Kafka, è il vessillo di Robinson, la bandierina che il naufrago issa sul punto più alto dell’isola deserta nella speranza che qualcuno, nello sconfinato oceano di indifferenza, la veda e lo salvi.

Tag: , ,

5 Risposte to “Il vessillo di Robinson”

  1. antonio lillo Says:

    “no one was saved”
    the beatles, eleanor rigby

  2. monica mazzitelli Says:

    Chi decreterà chi sono gli scrittori? Non sarà chiunque scriva a decidere con vergogna o entusiasmo di esserlo? Chi sancisce la cicatrizzazione di un bisogno così doloroso, a volte, da essere una maledizione invece che un dono? La nostagia di una proiezione incompleta. Poterlo essere almeno da morta, inciso sul marmo; forse non è inutile. Forse è il ricongiungimento con sé, finalmente.

  3. Luca Gamberini Says:

    affascinante ritrovare passaggi del romanzo “il nome giusto” in questo blog. ho 25 anni e sono dottore in italianistica. ho studiato parecchia filologia. è veramente qualcosa di meraviglioso. tra qualche ora (al più tardi domani) finirò di leggere il suo libro. e le scriverò certamente qualcosa. per ora posso solamente dire: bellissimo.

    Luca

  4. sergiogarufi Says:

    grazie luca, sono felice che ti stia piacendo (ci diamo del tu?).

  5. Luca Gamberini Says:

    certamente, molto volentieri. ho terminato la lettura giusto ieri. dove/come posso mandarti i miei pareri?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: