L’amore al tempo del Lodo Alfano

susanna e i vecchioni, del guercino

14 Risposte to “L’amore al tempo del Lodo Alfano”

  1. sergio pasquandrea Says:

    Solo che oggi è Susanna a offrirsi per prima.
    E, ad ogni modo, nessun Salomone giudicherebbe il vecchione di turno.

  2. antonio lillo Says:

    parlando di bellezze al bagno un amico mi ha detto che conosci quel gran pezzo della veronica raimo…
    come si può fare per avere un autografo un appuntamento una dedica su un libro al massimo un bacio al volo???

  3. antonio lillo Says:

    scusa
    a quanto ho scritto sopra ho dimenticato di aggiungere un sorriso🙂

  4. sergiogarufi Says:

    ciao sergio, è vero, in alcuni casi i genitori di susanna spediscono addirittura il book della figlia ai vecchioni🙂
    ciao antonio, capisco il tuo interesse per veronica, è una ragazza speciale, quando la sentirò le riferirò i tuoi complimenti🙂

  5. antonio lillo Says:

    ok ci conto😉

  6. lisa Says:

    Il Guercino testimonia che certi appettiti purtroppo sono sempre esistiti. ma nel dipinto i vecchioni appaiono così miseri nella loro perversione e completamente schiacciati dalla purezza di Susanna e lei quasi ignara che questa miseria possa esistere, mentre in certe “altre” immagini, se vogliamo fare un paragone con i nostri tempi, appare il solo e semplice rivoltante degrado. Comunque sia, io mi chiedo come sia possibile avere così poco rispetto del proprio corpo tanto da privarlo di ogni dignità.
    poi leggo lillo e mi consolo…insomma persone sobriamente normali esistono ancora🙂

    ciao
    lisa

  7. sergiogarufi Says:

    ciao lisa. a me il guercino affascina per molti motivi. era un sentimentale, fu visto piangere davanti a quadri di artisti che stimava, e poi cercava il dialogo con lo spettatore. sia questa versione di susanna e i vecchioni del prado che marte venere e amore sono opere che non possono esistere senza di noi, perché ci sono dipinti che guardiamo e dipinti che ci guardano (pensa a las meninas, per es.) in questo susanna e i vecchioni c’è addirittura una chiamata di correità, lo spettatore è un voyeur quanto i due vegliardi spioni, tant’è che uno di loro ci intima di far silenzio col signum harpocraticum nel timore di essere scoperti. e infine lo trovo molto attuale perché lo stato di salute di una civiltà si misura dal rapporto fra i sessi, e il nostro degrado politico e morale ci sta facendo tornare indietro di secoli, a un popolo di “utilizzatori finali”.

  8. dario Says:

    ….insomma, non solo non ci sono più le susanne di una volta, ma grazie al lodo alfano i vecchioni la fanno franca, anzi querelano il povero daniele… otemporaomores!

  9. antonio lillo Says:

    a lisa grazie🙂

  10. lisa Says:

    sergio non so se ho compreso cosa tu intenda per “utilizzatori finali”. Quello che io vedo è che nel coinvolgimento dello spettatore del Guercino c’è una chiara “ammissione” di un’azione colpevole: io che guardo Susanna so che la sto violando, io posso specchiarmi nei vecchioni e decidere di non essere complice, è una realtà raffigurata che lascia una scelta.
    Non è così nelle immagini che abbiamo visto, che impongono a chi le guarda una realtà in cui identificarsi per essere loro stessi reali. Tu accennavi a las meninas, ecco quello che manca oggi è lo specchio.

    ciao
    lisa

    antonio…di nulla

  11. monicavannucchi Says:

    Sono molto, molto d’accordo con lisa; quello che manca oggi è lo specchio!
    e vogliono farci credere che manchi anche la possibilità di scegliere da che parte stare! monica

  12. antonio lillo Says:

    yes, i wish that for just one time you could stand inside my shoes you’d know what a drag it is to see you. bob dylan

  13. emma locatelli Says:

    Concordo, siamo un popolo di “utilizzatori finali”. Ma fino a che punto intendiamo spingerci? Dove sta il limite? C’è qualcosa ancora in grado di sucitare in noi una reazione?

  14. Alessia Says:

    Siamo un popolo di utilizzatori finali?!
    Stiamo scherzando?!
    Il limite è già superato da un pezzo!
    Invece sul fatto che siemo totalmente inerti mi duole constatare che è tragicamente vero!
    Nel commento di Emma c’è tutto: la rassegnazione, il dubbio e si intravede anche la via di uscita. Il problema è che s’intravede e basta.
    Io non mi sento parte di un popolo di utilizzatori finali, di corrotti e corruttori. Quelli che ci trascinano in questa meschina regressione sono loro, noi veniamo trascinati e purtroppo difficilmete (ma non è impossibile) possiamo ribellarci. Loro sono le reti a strascico e noi i pesci che vi rimangono impigliati: è giunta l’ora di trasformarsi in squali!
    P.S.: a questo non ci credo neanche io!

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