Il Nobel a Dylan?

dylan

Nel rissoso parlamento dei miei io confederati, la parte più conservatrice, quella che governa stabilmente la maggioranza dei miei pregiudizi, considera un’orribile iattura l’eventualità che quest’anno venga assegnato a Bob Dylan il Premio Nobel per la letteratura. L’equivalente, in pratica, della consegna delle chiavi della città assediata ai barbari accampati fuori le mura. Giusto per non darla vinta a Baricco, che a questa capziosa immagine si è affezionato, preferisco ascoltare la mia opposizione, che la sciagura quasi la auspica, e i miei tanti io dubbiosi, in fondo sono gli indecisi che decidono le elezioni. Alla base di tutto c’è una semplice constatazione, e cioè che l’arte si è sempre nutrita di sensi di colpa. Chi ha qualcosa da farsi perdonare cerca in ogni modo di alleggerirsi la coscienza promuovendola e finanziandola. Enrico Scrovegni pagò lautamente Giotto per scontare il peccato di usura, e il Nobel non è altro che il rito di espiazione dell’inventore della dinamite.

Bob Dylan, in questo senso, è il candidato ideale cui dare l’ambìto premio. I non lettori sono spesso inclini a identificare Dio con l’autore (o cantautore) divinizzato, detentore di un Verbo che sottrae lo spazio scenico alla sua originaria e impronunciata dirompenza. Ed è proprio la letteratura, secondo il metodo non positivo della drammatizzazione, della messa in scena di una violenza simbolica, l’erede naturale di quelle forme di dispendio con cui le comunità arcaiche perseguivano l’eterno presente della catastrofe. Sacrificando anche se stessa, se necessario: giacché si tratta appunto di attingere l’inattingibile.

Incoronare d’alloro un cantante come il massimo poeta del nostro tempo sancirebbe da un lato il definitivo suicidio della poesia, ridotta ormai a un linguaggio sempre più afasico e inintelligibile rivolto a pochi adepti, e dall’altro potrebbe ingenerare una tale quantità di sensi di colpa nel grande pubblico da prolungargli indefinitamente la vita. Niente a che vedere, dunque, col rifiuto della tesi, avanzata da autorevoli commentatori quali Mazzoni e Tondelli, secondo cui “il contesto rock ha prodotto i più grandi poeti degli ultimi decenni”, e neppure una snobistica allergia verso l’assiologia quantitativa, che premia il maggior consenso popolare dei cantautori rispetto ai poeti. Piuttosto una scommessa, forse azzardata, tesa a dimostrare che certe eutanasie a volte funzionano da cardiotonico, e che tra il rogo (seppur simbolico) e il lenocinio non sia sempre preferibile il secondo; se non altro il primo riguarda solo la spoglia ostensibile dell’opera e in fondo ne consacra la sua ontologica inviolabilità.

Ma tutto questo, sia chiaro, senza rinunciare a ribadire che qui non si fanno gerarchie: tutte le espressioni artistiche hanno pari dignità. Perché è a leggere le tante biografie agiografiche di Bob Dylan (tipo quella di Robert Shelton edita da Feltrinelli), che si insinua invece il fondato sospetto che a soffrire di un complesso di inferiorità siano proprio gli estimatori della canzone d’autore, con quei continui e insistiti riferimenti a Rimbaud, Eliot e Yeats.

La canzone d’autore – e quella di Bob Dylan è uno degli esempi migliori – ha una sua poesia, il che però è ben diverso dall’affermare che sia poesia. Sarebbe come scambiare il sostantivo per l’aggettivo. Il testo di una canzone può essere poetico come un tramonto, un arcobaleno, una danza, un viso lavorato dal tempo, ma vive simbioticamente con la musica che lo accompagna e lo giustifica. La poesia la musica l’ha dentro, è musica verbale di suo, basta a se stessa. La poesia canta e danza nell’orecchio da sola, senza bisogno dell’ausilio del pentagramma, mentre i testi delle canzoni suonano vuoti e monchi in assenza del loro abito di note. La poesia è appannaggio esclusivo dei poeti, di chi opera unicamente col linguaggio, perfino in assenza di un suo pubblico, “che non per questo smette di cercare”, come ha scritto mirabilmente Cortellessa ne La fisica del senso. Forse aveva ragione Raboni, quando, in uno dei suoi ultimi articoli, disse che “la poesia, in sé, non esiste – esiste soltanto, di volta in volta, e ogni volta inaudita, ogni volta imprevedibile e irrecusabile, ogni volta identica solo a se stessa, nelle parole dei poeti”.

27 Risposte to “Il Nobel a Dylan?”

  1. sergio pasquandrea Says:

    Una volta De Gregori disse che chi dice che la canzone è poesia non ha capito niente né della canzone né della poesia.

  2. sergio pasquandrea Says:

    Lo so che auto-citarsi non è elegante, ma non ho saputo resistere:
    http://ruminazioni.blogspot.com/2009/02/sono-solo-canzonette.html

  3. Il Nobel a Dylan? « la vie en beige Says:

    […] More: Il Nobel a Dylan? « la vie en beige […]

  4. antonio lillo Says:

    un discorso simile lo faceva luzi in una lettera a de andrè (che comunque era infinitamente più famoso di luzi) e anche alessandro carrera in un suo splendido saggio ormai fuori commercio sull’opera di dylan. che cioè la canzone non è poesia, che ha una sua forma e una sua storia ma anche una sua splendida dignità. quanto mi piacerebbe che dylan prendesse il nobel, sono anni ormai che incrocio le dita. magari fiirà come mike bongiorno che diventa senatore dopo la morte, ma spero proprio di no! a che servirebbe? e soprattutto a chi?
    ma viva dylan, invece! e viva garufi! viva lillo! viva biondilillo!🙂

  5. lorenzo galbiati Says:

    Colgo come un richiamo a Sostiene Pereira nell’incipit di questo articolo…
    comunque anche i miei io conservatori si arrabbierò all’idea del nobel a Dylan, e per un semplice motivo: credo che Springsteen sia meglio!

    Ma a dire il vero, credo anche che De Andrè e Guccini siano proprio su un altro piano (superiore) rispetto a tutti gli americani.

  6. lettrice Says:

    buongiorno

    dici. La poesia è appannaggio esclusivo dei poeti, di chi opera unicamente col linguaggio, perfino in assenza di un suo pubblico, “che non per questo smette di cercare”, come ha scritto mirabilmente Cortellessa ne La fisica del senso. Forse aveva ragione Raboni, quando, in uno dei suoi ultimi articoli, disse che “la poesia, in sé, non esiste – esiste soltanto, di volta in volta, e ogni volta inaudita, ogni volta imprevedibile e irrecusabile, ogni volta identica solo a se stessa, nelle parole dei poeti”.

    come tutti i discorsi d’amore.

    §

    in attesa del nobel allo scrittore non letto.
    ma la musica, indubbiamente, aiuta un bel po’.

  7. alessandro zannoni Says:

    caro sergio, i tuoi pezzi mi ammaliano, perchè sai usare la lingua italiana, conosci belle parole desuete alla scrittura e al linguaggio comune, sai articolare splendidi pensieri con rimandi ad autori e citazioni, e mi fai nascere una sana invidia che mi porta alla voglia di leggere di più e migliorarmi; perchè io, da sempliciotto quale sono, avrei fatto un post molto stringato: che stronzata il nobel a dylan! e guarad che non scherzo, ti ammiro molto.

  8. sergiogarufi Says:

    grazie ad antonio e alessandro per i complimenti e a lettrice, lorenzo e sergio per l’attenzione.

  9. fernando coratelli Says:

    infatti, per tagliare la testa al toro, proporrei di dare il nobel a scurati, così smette di piangere lo strega.🙂
    battute a parte, mi ricordo tempo addietro, giovanissimo amante del rock-newwave (anche detto “dark”) e al contempo diciannovenne (bei tempi) infatuato di poesia simbolista francese, che mi misi a scrivere un pezzo sui testi delle canzoni di Robert Smith (Cure) perché mi premeva dimostrare che fossero poesia. Bene, anni dopo mi capitarono fra le mani quelle pagine scritte nel lontano 1990 – mentre scivolava via il Mondiale delle Notti Magiche (poesia anche quella?) – e mi resi conto di quello che tu evidenzi nel passaggio in cui reciti: “a soffrire di un complesso di inferiorità siano proprio gli estimatori della canzone d’autore, con quei continui e insistiti riferimenti a Rimbaud, Eliot e Yeats”. Infatti più che un’ermeneutica dei testi di Robert Smith avevo scritto un saggio critico sulla poesia di Baudelaire, Verlaine, Mallarmé e Rimbaud, tale era stata la mia foga di dimostrare le paternità e dare lustro alle parole di Robert Smith.
    No, la poesia è una cosa, la canzone è un’altra: condivido. Ognuno nella propria dignità, su piani diversi alla stessa altezza. Anzi, sullo stesso piano di palazzi diversi.

  10. franz krauspenhaar Says:

    io sono per il nobel a sergio caputo, a franco fanigliulo, sono per il nobel a morgan, a franco quarto e franco primo, sono per il nobel ai marcellos ferial, a sandro giacobbe, ai cugini di campagna; sono per il nobel a rubens barrichello, ad “adelio”, il negozio di calzature di via rembrandt a milano, sono per il nobel a mia madre, sono per il nobel a stefano rodotà, a ignazio la russa, sono per il nobel a raffaella carrà, a tito stagno, a robbie williams, e alle mentos.

  11. enrico de lea Says:

    condivido, ut dicit in FB

  12. franz krauspenhaar Says:

    su http://www.markelo.net il pezzo completo, intitolato “Bob Nobel”.

  13. elena Says:

    beh, a questo punto lo voglio pure io il Nobel. Ebbè!

  14. Marina Says:

    il nobel è tascio.
    sergio, per cortesia, ritorni?

  15. sergiogarufi Says:

    ciao marina, ho bisogno di staccare un po’, troppi casini da sbrigare, poi fb è tascio, ma te t’ammucco lo stesso🙂

  16. Hasta Sempre Says:

    bhe ma nessuno potra’ negare che molti testi di Mogol, Fossati, De Andre’, Dalla sono ALTISSIMA Poesia

  17. franz krauspenhaar Says:

    no, sono poesia sempre in rapporto alla musica, ma non vivono di vita propria. ecco perchè dare il nobel della letteratura a un cantautore, seppure di grande valore, è sputare in faccia agli scrittori veri, quelli che fanno musica con le parole senza bisogno nemmeno di uno “scacciapensieri”.

  18. alessandra riva Says:

    D’accordo con te Franz, “fanno musica con le parole” è stupendo. Sergio sempre belli i tuoi post, ormai li ho letti quasi tutti…🙂

  19. emma locatelli Says:

    A questo punto preferirei assegnassero il Nobel a Leonard Cohen, che è infinitamente superiore a Dylan.

  20. sergiogarufi Says:

    ciao alessandra, grazie.

  21. antonio lillo Says:

    per emma.
    cohen non è superiore a dylan. è diverso (e loro sono amici). cohen ci piace di più perchè è più “europeo”, come poetica, come scrittura, come espressione, ma non è che dylan sia inferiore. dylan è figlio del blues, dei neri, di ginsberg così come cohen è figlio dei maledetti francesi, dell’esistenzialismo, di garcìa lorca ecc… come si può dire che uno è superiore all’altro? sono due mondi diversi e tutti e due da esplorare a dovere.

  22. Rosaria Says:

    Gli aedi e i rapsodi accompagnavano musica a versi ritmati: in pratica, cantavano. Così nascono l’Iliade e l’Odissea. Voi glielo avreste dato il Nobel ad Omero, o chi per lui? Io sì. Per questo sarebbe bellissimo se il Nobel fosse vinto da Dylan.

    With your mercury mouth in the missionary times,
    And your eyes like smoke and your prayers like rhymes,
    And your silver cross, and your voice like chimes,
    Oh, who among them do they think could bury you?
    With your pockets well protected at last,
    And your streetcar visions which you place on the grass,
    And your flesh like silk, and your face like glass,
    Who among them do they think could carry you?
    Sad-eyed lady of the lowlands,
    Where the sad-eyed prophet says that no man comes,
    My warehouse eyes, my Arabian drums,
    Should I leave them by your gate,
    Or, sad-eyed lady, should I wait?
    (da Sad Eyed Lady of the Lowlands. Questa è una poesia, non ha neanche bisogno della musica per essere decretata tale. Il fatto che poi la musica ci sia, e che sia bellissima, è un valore aggiunto).

  23. franz krauspenhaar Says:

    ma con tutta la eccellente letteratura che c’è in giro per il mondo è proprio necessario dare il nobel a dylan per i suoi testi per canzone? che vivano di luce propria non direi. sono funzionali a un brano musicale. la verità è che dylan è un simbolo. ha rappresentato la cultura pop “left wing” per 40 anni a livello planetario.

    ecco, se dobbiamo trasformare il nobel per la letteratura per il nobel all’artista rappresentativo allora va bene. se dobbiamo continuare, più male che bene, a dare il nobel a degli scrittori e poeti veri (ricordo che il citato cohen scrive testi per canzoni ma anche poesie pure e “semplici”; perchè, vorrei chiedere alla gentile commentatrice?) allora togliamoci dalla testa bob dylan, altrimenti il nobel alla letteratura, decennio più decennio meno vorranno darlo anche a jovanotti. la fine è vicina, ma non così tanto, credo.

  24. antonio lillo Says:

    per franz. il tuo discorso è logico ma andrebbe davvero bene se il nobel fosse un premio giusto che valuta la qualità dell’autore prima di tutto, ma sappiamo che così non è… che ci sono alcuni GRANDI scrittori che ne sono stati esclusi per motivi meramente politici, che con le qualità del testo non hanno nulla a che fare… succede! poi l’hanno dato a dario fo, cui si può ugualmente rimproverare che i suoi scritti siano un mezzo per fare teatro e quindi non debbano essere valutati in sè… se poi in effetti facessero un nobel per la canzone, considerando anche che è la canzone ad essere la forma d’arte più rappresentativa della seconda metà del secolo passato, beh allora sarei un uomo felice!🙂

  25. Fabrizio (quello di Tom Waits) Says:

    Se l’han dato La Clézio o Golding possono tranquillamente darlo a Dylan… Fabrizio.

  26. chi Says:

    herta muller

  27. davide Says:

    “Ah ero molto più vecchio allora sono molto più giovane adesso” Solo per questo verso, e per le splendide musiche, e per gli altri versi che vivono anche senza le musiche, bisognerebbe darglielo…vero Mr. Jones?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: