Licealità

pecoraro Francesco Pecoraro è un commentatore assiduo di Nazione Indiana col nick tashtego (da cui l’omonimo blog) o col proprio nome, oltre che autore di una bella raccolta di racconti (Dove credi di andare, Mondadori) che ebbe un discreto successo presso gli addetti ai lavori vincendo pure qualche premio. Io e lui ci siamo scontrati spesso, soprattutto all’epoca in cui facevo parte della redazione di quel blog. Mi sembra che il primo nostro diverbio riguardasse Cioran. Di un mio pezzo lui aveva contestato con veemenza la frase secondo cui per il rumeno “fra Dio e il Nulla vi è un vincolo strettissimo“, consigliandomi in sintesi di tener “giù le mani da Cioran” e di farmi le mie “indebite inferenze” con altri. Ora, chiunque conosca un minimo l’opera del rumeno sa che la mia affermazione può essere criticata al massimo come un’ovvietà, non certo come un travisamento del suo pensiero, dato che quasi tutti i suoi libri sono pieni di considerazioni simili. Ad ogni modo, dopo quell’episodio ci furono altri motivi di polemiche. Il fatto è che lo si trova ovunque, che si parli di quote latte, suicidio assistito, marcatura a uomo, fecondazione artificiale, razzismo o vene varicose non c’è argomento sul quale taccia, ha la vocazione dell’opinionista che vuol sempre dir la sua. E la sua, guarda caso, è quasi sempre in contrasto con quella degli altri, come se un complimento gli costasse sangue e sudore. La cosa divertente è che l’offesa che rivolge più frequentemente ai suoi interlocutori è la c.d. “licealità”, intendendo con ciò l’attitudine un po’ muffita a sentirsi superiori agli altri. A me ricorda a volte il signor Müller menzionato da Karl Kraus, uno spettatore delle prime teatrali berlinesi che già mentre si alzava il sipario all’inizio della rappresentazione urlava sdegnato dalla platea: “Che porcheria!” Ultimamente, non senza una certa inquietudine, mi accorgo di essere d’accordo con molti suoi interventi.

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5 Risposte to “Licealità”

  1. gianni biondillo Says:

    Io adoro Tashtego, anche quando non sono d’accordo con lui. E’ grave?😉

  2. p. ferrucci Says:

    Io e Pecoraro abbiamo una cosa in comune: abbiamo disabilitato i commenti nei nostri blog. Diversamente da lui, però, non ho mai pensato nemmeno lontanamente di attribuirmi un soprannome.

  3. franz krauspenhaar Says:

    tash non è uno da vie di mezzo. per quanto mi riguarda, sono in disaccordo con lui spessissimo, e lo adoro (come gianni) pochissime volte. pochissime ma buone.

    certo, preferisco di gran lunga il tashtego/pecoraro scrittore. Dove credi di andare è uno dei pochi libri di narrativa italiana degli ultimi anni che mi ha davvero convinto.

  4. elena Says:

    Tahtego è perfetto quando si vuole vedere il mondo attraverso una lente nera, deformante, deprimente. La vie en noire.

  5. Lucio Angelini Says:

    Chissà se la Lipperini lo censurerebbe. Lei non sopporta opposizioni al lipperin-pensiero, peraltro perennemente calcato su quello di Wuming 1.
    (“Wumingotte e la fida scudiera Lippapanza”)

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