Il vero sconforto

Che sconforto, leggere Contro i maestri dello sconforto (Nancy Huston, excelsior 1881, pp. 413, E 16,50). E che pena, scoprire che un critico importante come Carla Benedetti (qui) abbia trovato “bello” e “coraggioso” questo saggetto dilettantesco e imbarazzante che cerca di liquidare, con argomentazioni risibili, dei giganti della letteratura come Thomas Bernhard (paragonato addirittura a Hitler), Samuel Beckett, Emil Cioran, Milan Kundera, Elfriede JelinekMichel Houellebecq. Due brevi considerazioni: la prima è che a volte dietro un grande uomo (Tzvetan Todorov, per es.) non c’è proprio niente, al massimo un trolley. E la seconda, di Thomas Mann, che ci ricorda che “ogni grande libro contro la vita costituisce un’irresistibile seduzione a viverla ancora più intensamente”.

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13 Risposte to “Il vero sconforto”

  1. gianni biondillo Says:

    Non ho letto né il libro né la recensione di Carla (che ora vado prontamente a leggere), ma spiegami, perché la trovo surreale e bellissima, la questione trolley, altrimenti non ci dormo la notte… anzi, non non spiegarmela. Accetto il mistero.😉

  2. sergio pasquandrea Says:

    “L’indagine della Huston si appoggia a un “metodo” che a molti potrà apparire poco ortodosso, entrando cioè anche nella biografia degli autori e andando a scovare il loro nocciolo patogeno, il rifiuto della vita, del sesso, della generazione.”

    Davvero, che sconforto…
    Del tipo: Pavese era depresso perché soffriva di eiaculatio precox (giuro che l’ho sentito dire, anche se non ricordo da chi: devo aver rimosso), oppure: Leopardi era solo un povero gobbo sfigato.
    Eccetera.

  3. sergio pasquandrea Says:

    *praecox*, chiedo venia.

  4. sergiogarufi Says:

    ciao gianni, la battuta sul trolley è legata al fatto che l’autrice è la moglie di todorov. ciao sergio, le obiezioni biografiche sono appunto all’origine di quello sconforto, sia come metodo in sé che per le forzature e le inesattezze.

  5. gianni biondillo Says:

    Siamo in pieno “Contre Sainte-Beuve”!😉

  6. sergiogarufi Says:

    sempre che citi tu, eh?🙂

  7. gianni biondillo Says:

    Io cito, tu tarzan! 😉

  8. luigi weber Says:

    La battuta sul trolley è grandiosa, Sergio.

  9. linnioaccorroni Says:

    ho letto anch’io il libro della huston, spinto dallo sfogo della Benedetti e condivido in gran parte il tuo giudizio e ciò che più mi ha irritato, oltre all’invereconda ammucchiata di autori tanto eterogenei e differenti che la Huston maldestramente assembla in una specie di Collettiva-Nichilisti, è la linearità simmetrica del testo:il capitolo dove vita e biografia di questi presunti maestri dello sconforto viene meccanicamente sovrapposta solo per dimostrare una tesi artatamente precostituita ed il capitolo successivo dove la huston tenta di confutare e demolire , a colpi di ricordi autobiografici, la coltre di nichilismo e di disperazione che, secondo lei, caratterizza questi autori.
    però c’è un capitoletto di poche pagine intitolato ‘la commemorazione dei defunti’ che ho trovato bello e commovente.
    ps la battuta sul trolley a me pare misogina anzichenò.

  10. mario Says:

    mah. In effetti io ho letto solo la recensione della Benedetti (che, però, metteva in risalto l’approccio contenutistico, limitato dell’autrice). E sai cosa ho pensato? Che le fosse piaciuto perché spazzando via tutti i grandi – e non ne lascia in pace uno – finiva per lasciare il campo al suo amato Moresco. Sono malizioso?

  11. sergiogarufi Says:

    ciao luigi, troppo buono.
    ciao linnio, più che nichilisti l’autrice li definisce “nientisti”, e secondo me “nientista” è quell’approccio critico-biografico-sessista, per cui all’origine del loro sconforto c’è un rapporto conflittuale con la madre.
    ciao mario, chi non lo è?😉

  12. sandra burchi Says:

    non ho letto il libro ma la huston mi piace molto. grazie per la segnalazione, anche se infastidita.

  13. gabriella Says:

    Nulla so ed a questo punto nulla mi interessa sapere di questa Nancy Huston.

    M’è bastato leggere di Thomas Bernhard paragonato ad Hitler e di Milan Kundera gettato nel pozzo dello “sconforto” per farmi passare la voglia di approfondire.
    Se questa signora dice di Thomas Bernhard e di Milan Kundera le cose che qui leggo, temo proprio che la signora abbia letto molto poco o comunque molto superficialmente sia Bernhard che Kundera.

    Io, comunque, continuo ad apprezzare Bernhard, Kundera e Todorov.
    A proposito del quale Todorov comincio a pensare che forse non è sempre mica tanto vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna… 🙂

    Grazie per l’ospitalità.

    P:S: Sono andata su l’articolo della Benedetti e me lo sono diligentemente letto tutto.
    Certo, se il massimo del pensiero critico in Italia oggi è questo, sto fresca.
    Io, eh. Altri possono allegramente continuare ad essere felici e contenti.

    P.P.S. E per piacere si lascino in pace Saint Beuve e Proust, che vengono tirati in ballo (quasi sempre a sproposito) tutte le volte che a qualcuno la cosa sembra far comodo.

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