sbatti il mostro in terza pagina

Sbattere il mostro in terza pagina, questo fu il triste destino che la critica ufficiale riservò a Charles Lutwidge Dodgson, in arte Lewis Carroll. Ce lo rivela Karoline Leach, in un brillante ed accuratissimo saggio (La vita segreta del papà di Alice, Castelvecchi, pp.427, euro 22) che ripercorre in dettaglio la travagliata parabola umana e artistica del celebre reverendo anglicano, confutando la vulgata critica che da un secolo ormai lo ritrae morbosamente attratto dalle bambine fino a rasentare i limiti della pedofilia. Secondo l’autrice, il mito negativo nacque e si diffuse soprattutto a partire dalla prima agiografica biografia redatta poco tempo dopo la sua scomparsa dal nipote Stuart Dodgson Collingwood,  il quale, nel tentativo di confezionare e tramandare l’immagine di un uomo casto e irreprensibile, unicamente dedito a coltivare una genuina fede religiosa, censurò ogni traccia dei suoi normali appetiti sessuali, evidentemente considerandoli imbarazzanti. La Leach aggiunge che su queste reticenze il secondo biografo, cioè Langford Reed, costruì poi il mito negativo della pedofilia, trasferendo su Carroll la propria ossessione per le ragazzine. In verità di imbarazzante, nei suoi diari e nelle sue lettere, c’era in effetti molto, tenendo conto della morale vittoriana dell’epoca, ma questo niente aveva a che vedere con la pedofilia. Il rapporto equivoco fra Lewis Carroll e i Liddell riguardava piuttosto la natura della sua relazione con la famiglia di Alice, che per Karoline Leach in sostanza era quella di un uomo che stava usurpando un ruolo paterno che non gli spettava; non a caso dopo la morte di Carroll Alice pretese di entrare in possesso delle matrici originali delle illustrazioni del libro, e di fronte al rifiuto perché erano state distrutte si domandò a che tipo di “lascito” aveva diritto. Dall’analisi dei documenti, fra cui alcune pagine inedite del diario di Dodgson, emergono dettagli significativi in questo senso.  In particolare una delle famigerate pagine tagliate, ossia quella del 27 giugno 1863, che diede adito a infinite speculazioni sulle causa della rottura del rapporto fra la famiglia Liddell e Dodgson,  visto che successivamente quest’ultimo dichiarò di essersi tenuto alla larga da loro per molti mesi, ci mostra una realtà ben diversa dalle fantasiose illazioni che ne erano state fatte. Ben lungi dal rinvenirvi un accenno alla leggendaria e delirante proposta di matrimonio rivolta a un’ingenua undicenne, qui si legge chiaramente che all’origine di quei dissapori c’era la diffusione del pettegolezzo secondo cui Dodgson usasse le piccole Liddell come pretesto per fare la corte alla governante e ad “Ina”, che potrebbero essere la sorella maggiore di Alice o Lorina, la stessa madre. Altro documento prezioso per sfatarne l’alone negativo è l’antologia di componimenti erotici scritti fra il 1859 e il 1868, vale a dire intorno ai trent’anni, non inediti ma sconosciuti alle bibliografie critiche carrolliane in quanto firmati con la criptica sigla “CLD”, dove traspare l’intimità di un uomo che visse relazioni affettive e sessuali spesso contrastate e sofferte, anche tenendo presente il suo mestiere di insegnante nella devotissima Christ Church di Oxford,  ma senza alcun dubbio “mature”.  Corredato da un ampio apparato iconografico che illustra tutti i protagonisti della vicenda umana del creatore dell’immortale Alice nel paese delle meraviglie, il densissimo studio di Karoline Leach riabilita una volta per tutte una delle personalità artistiche maggiormente controverse e geniali del XIX secolo, sulla quale erano state proiettate ingiustamente le peggiori perversioni.

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5 Risposte to “sbatti il mostro in terza pagina”

  1. dario Says:

    gran titolo, peraltro (quello del post…)
    bentornato.

  2. sergiogarufi Says:

    ciao dario, grazie e ben ritrovato.

  3. chi Says:

    lo leggerò!

  4. matteo ciucci Says:

    Bentornato anche da parte mia; ottima recensione, densa e compatta.

    Un po’ di domande: Che leggi di bello quest’estate? Chi è il successore di DFW? Quando esce il tuo libro?

    Ciao,
    Matteo

  5. sergio garufi Says:

    grazie matteo. sto scrivendo molto più che leggere, ma sono ancora lontano dalla fine, per cui non so quando uscirà. il successore di dfw non ho la minima idea di chi sia, sempre che ne abbia uno, conosco poco la letteratura americana, mi spiace. buone vacanze.

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