Napoleone e i soldi

Questa bella faccia sorridente appartiene a Luca Luciani, un manager della Telecom che qualche anno fa diventò famoso per un video trasmesso su youtube in cui, cercando di motivare i dirigenti della sua società in un momento di crisi, li invitava a fare come Napoleone a Waterloo. Al di là della gaffe culturale, a me colpì di quel discorso la logica elementare, quella per intenderci riassunta nella biografia di Simona Ventura Crederci sempre, arrendersi mai. Se bastava quello, per motivare dei collaboratori, e si potevano impunemente sparare cazzate come quella sulla vittoria napoleonica a Waterloo, allora non c’era bisogno di pagare tanto qualcuno, chiunque era in grado di farlo. Perché in seguito al tormentone in rete si scoprì quanto guadagnava Luciani, e cioè qualcosa tipo 900.000 euro l’anno. Insomma, passano gli anni e la gaffe viene archiviata, il nome di Luciani torna nel dimenticatoio, finché l’altro ieri, sfogliando il giornale, l’ho ritrovato in un’ansa che ne elogiava le doti manageriali, sottolineando i suoi successi alla guida della partecipata brasiliana della Tim. L’avevano mandato lì, all’altro capo del mondo, come una promozione, e avevano avuto ragione loro, perché la cultura non serve a un cazzo, certo non a fare soldi.

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Una Risposta to “Napoleone e i soldi”

  1. dario Says:

    …caro Sergio, dura la vita dello scrittore, eh? Il protagonista del tuo romanzo l’avrebbe presa con più distacco…(e certo, un fantasma…)

    proprio in questi giorni sto leggendo “le mosche del capitale” di Volponi, in cui il protagonista, alter ego dello scrittore, alto dirigente “umanista” passa da un’ azienda “che somiglia alla olivetti” ad un’altra “che somiglia alla fiat”(fortini), sperimantando amare delusioni riguardo alle proprie speranze “cultural-politiche”.
    Perdona la sintesi grossolana, ma se hai il volume, rileggiti il dialogo tra i ficus e il calcolatore, anzi te ne ricopio un lacerto, è il calcolatore che parla: “no, siete il segno di una stagione dell’industria: piante nane da relazioni umane (…) esistono ormai solamente i programmi e il sistema che io posso stabilire e svolgere (…) altrimenti ogni cosa resta fuori, a vivere in disordine la crisi;ciascuna nel modo che preferisce: politico, letterario, estetico… come vi pare; ma poi nemmeno tanto, perchè anche in queste crisi io scarico le mie influenze. Ma su, non scoraggiatevi, (…) siete tutti dirigenti se vi dirigete verso di me”

    ciao. dario

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