notizie che non lo erano

Una nota rubrica de Il Post, la bella rivista on line diretta da Luca Sofri, s’intitola “notizie che non lo erano”. In sintesi, si tratta di pezzi che denunciano le storture deontologiche dell’informazione: il sensazionalismo gratuito, le semplificazioni interessate, la costruzione di scandali inesistenti. Una rubrica meritoria, insomma, che pesta a destra e a sinistra, sebbene a sinistra con maggior gusto, forse per la malcelata aspirazione di Sofri junior a incarnare la coscienza critica del riformismo italiano. Ad ogni modo falsità di quel tipo abbondano sulla stampa nostrana, e un periodico nuovo che si voglia distinguere deve partire proprio da lì. Meglio ancora, dovrebbe distinguersi soprattutto non facendo ciò che rimprovera agli altri.

Leggendolo ieri ho notato questo brano messo in evidenza http://www.ilpost.it/2012/03/05/unita-contro-autostrada-del-sole/. Fa riferimento al saggio di Enrico Menduni L’autostrada del sole (edito dal Mulino), e alle polemiche che accompagnarono la sua costruzione a metà degli anni 50. La sottolineatura mi sembra molto strumentale: ricordare oggi, cioè nel mezzo delle polemiche sulla TAV, che i comunisti più di mezzo secolo fa si opponevano all’A1, suggerisce implicitamente al lettore che quell’atteggiamento antistorico è in fondo lo stesso che anima il movimento NO TAV; come se gli scontri in Val di Susa fossero liquidabili alla stregua di rigurgiti di luddismo.

Sulla TAV non mi esprimo, ne so troppo poco per appoggiare convintamente una tesi o l’altra, però riguardo alla costruzione dell’A1 conosco bene quale fu la posta in gioco. La sinistra (e con lei molti intellettuali del calibro di Cesare Brandi) non si opponeva alla costruzione dell’autostrada, bensì al c.d. tracciato a fucilata, ossia la linea retta che unisce due punti senza curarsi di cosa c’è in mezzo. Le proposte che furono avanzate prevedevano piccoli aggiustamenti (Milano-Bologna era più lunga di 13,5 km), nella convinzione che l’assecondamento del paesaggio non è solo il risultato della sua tutela, ma soprattutto il riconoscimento del valore architettonico di una strada. Brandi (in un articolo del ’56 oggi incluso ne Il patrimonio insidiato, Editori Riuniti) insisteva sul fatto che “la natura più caotica riceve un ordine e una forma dal suo passaggio”, così come il fascino di certe coste (tipo le Cinque terre o la costiera Amalfitana) dipende dall’insieme dei panorami e pure dal loro coordinamento (“come perle in un filo”) operato dalla strada. Il valore architettonico dell’A1 stava dunque proprio nell’arrogarsi “la rappresentanza e l’interpretazione plastica dello spazio che attraversava”.

Vinse il partito del tracciato a fucilata, forse a ragione. Ma su una cosa sono certo, e cioè che liquidare in poche righe la complessità di quel dibattito culturale, come se la sinistra avesse sempre avuto in uggia le magnifiche sorti e progressive o sia l’alfiere di un pensiero nostalgico-reazionario, non significa fare del buon giornalismo.

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Una Risposta to “notizie che non lo erano”

  1. gianni biondillo Says:

    Sottoscrivo.

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