Il Premio Strega a Trevi

Fra cinque giorni ci sara’ la cerimonia di assegnazione del Premio Strega e io spero che lo vinca Emanuele Trevi. Sono convinto che sia uno dei migliori scrittori italiani e che meriti di vincerlo da anni. Qualcosa di scritto e’ un bellissimo libro, ma non e’ l’unico suo a meritare un riconoscimento cosi’ importante. Senza verso, per esempio, non era da meno. Lo so, scriviamo per lo stesso editore, ma la mia stima per lui come critico e narratore data da molto prima, e sull’archivio di questo blog fortunatamente ve n’e’ traccia. Quando mesi fa seppi dal mio editor che candidavano Trevi allo Strega, temetti che non avesse possibilita’ di vincere. Ponte alle Grazie fa parte del Gruppo GeMS, il terzo gruppo editoriale italiano, e certi rapporti di forza pesano allo Strega, se no non si spiegherebbe come mai i vincitori degli ultimi anni appartenessero ai gruppi Mondadori-Einaudi e Rizzoli-Bompiani. Scrivere per GeMS, al di la’ del valore di cio’ che si e’ scritto, allo Strega in genere garantiva non piu’ di un onorevole terzo posto, come dimostrano Matteo Nucci e Bruno Arpaia (e comunque non senza un notevole lavoro lobbistico sottorraneo). Ma nel suo caso esiste una convergenza d’interessi che potrebbe bypassare questo handicap. Primo il fatto che fra poco uscira’ un libro di Trevi per Einaudi Stile Libero (come ha annunciato Paolo Repetti su facebook), bissando cosi’ il suo esordio narrativo (I cani del nulla). E questo prossimo libro di Trevi beneficerebbe molto della vittoria dello Strega – forse addirittura piu’ di Qualcosa di scritto, che ha il difetto di presentarsi con un look un po’ ostico da saggio di critica letteraria su Pasolini, tanto che Fazio a Che tempo che fa lo azzoppo’ dicendo che per apprezzarlo era necessario leggere Petrolio – in una certa misura ricompensando Einaudi della sconfitta di Marcello Fois, il suo autore ufficiale. E inoltre il fatto che un einaudiano di ferro come Ernesto Ferrero, che lavoro’ pure per Mondadori, in occasione del Salone del Libro ha fatto un sorprendente endorsement appoggiando la candidatura di Trevi. Insomma, secondo me ce la potrebbe fare.

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Una Risposta to “Il Premio Strega a Trevi”

  1. Dinamo Seligneri Says:

    Spero pure io che vinca Trevi.
    Ma mi chiedo pure n’altra cosa: se c’è tutto quel popò di storie dietro allo Strega (ed ormai Sergio non è il primo a dirlo – anche se gli fa cmq onore il fatto di rimarcarlo così analiticamente – lo sanno pure li muri che gli è così) c’è da festeggiare o da rallegrarsi davvero per chi lo vince?
    Non lo dico da purista, non sono nato ieri l’altro, ma nessuno si dimentica la Matteucci che cambiò editore (dalla scuderia Adelphi alla Bompiani) per meglio correre al titolo “Strega”.
    Mi viene da chiedere, nonostante io non sia nato ieri l’altro, se questo è un concorso di narrativa o una corsa di formula uno colle scuderie e gli sponsor e i direttori e i pneumatici da pioggia e quelli per l’asfalto liscio.
    Se vince Trevi, può farmi pure piacere, ma ste classifiche iniziano veramente a straccarmi. ma straccarmi potente.

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