Lucette è viva

Lucette Almansor, la piccola ballerina, la vedova del grande Céline, è ancora viva. Credo che abbia 100 anni. La donna che lo conobbe nel ’36, all’epoca di Morte a credito, che visse con lui nel mitico appartamento al quinto piano di rue Girardon 4 durante l’occupazione tedesca, che scappò con lui sotto i bombardamenti e sempre con lui patì l’esilio danese, quella donna è ancora viva, e abita nella stessa casa di Meudon dove lui morì 51 anni fa mettendo la parola fine a Rigodon, il testamento dedicato agli animali.

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2 Risposte to “Lucette è viva”

  1. Effe Says:

    51 anni di solitudine.
    Tanto che non so più se quella donna ancora in vita è vera, o è un carattere, o tutto questo è l’inizio di un viaggio e di un romanzo.

  2. Dinamo Seligneri Says:

    Sì, la signorina Almansor c’è ancora, sa della crisi economica, sa dei Maja, e dell’ascesa di Francois Hollande. Vive nella spettrale cornice meudoniana… penso abbia cent’anni pieni.
    Il problema però non è questo.
    Ho letto da qualche parte che la signora Lucette fa (giustamente secondo me) da argine alle insistenze dei lettori e sopradittutto degli editori ai quali il marito scrittore dopo il triplice (quadruplice per certi versi) scivolone di stile sull’antisemitismo aveva posto il veto di pubblicare i pamphlet… antisemiti, appunto.
    Céline s’era accorto di aver detto – seppur l’aveva detto divinamente – delle cose sciocche e insulse, cose che al suo tempo la più parte della popolazione francese e parigina farfugliava, rintozzata dai giornalini e dagli studi di eugenetica… insomma, come potesse uno col gusto estetico di Céline ripetere quei rosari di luoghi comuni lì è veramente un mistero insondabile. Certo oggi non siamo da meglio. Se pensiamo alle posizioni populiste e “mediatiche” che assume Houellebecq sull’islam, senza per altro conoscerlo affatto… quando si dice che la storia non insegna niente.
    Ma Céline, troppo tardi, si ravvide, e bloccò i libelli.
    In Italia c’è stato Guanda che si vide costretto a ritirare le copie in distribuzione delle Bagattelle, gridando addirittura alla censura di regime… in realtà la decisione era di Céline e Lucette la faceva (e la fa) semplicemente rispettare. Dov’è la censura? Magari è auto-censura.
    Alla morte di Lucette, da come ho capito – ma forse ho capito male – dovrebbero uscire dai bauli diversi pacchi di materiale, roba per feticisti della persona Céline soprattutto (che sono sicuramente in maggioranza rispetto agli ammiratori delle sue opere scritte) come epistolari e quant’altro, e forse verrà sciolto il vincolo dei libelli antisemiti… che si potranno pubblicare a iosa.
    Sinceramente, credo che uno debba stare attento a ciò che pubblica, anche perché Céline al tempo dei libelli era un quarantenne adulto e vaccinato, ma credo pure che questa prescrizione d’autore, giustamente prevista dai codici, abbia fatto da buon deterrente temporale e quando sarà possibile vendere i pamphlet sotto la luce del sole almeno saranno passati parecchi anni da quel clamore e se non si è imbecilli andare al di là delle solite banali questioni. Certo, pare che nulla si sia placato da allora… mi riferisco al cinquantenario negato… ma siamo sicuri non sia stato marketing editoriale?
    Chi ci capisce è bravo.

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