Così vorrei saper scrivere

“Oggi, quasi vent’anni dopo, la coppia non è più la stessa. Anche se stiamo ancora insieme, Parigi gioca da tempo la sua partita di drugstore e grattacieli, svende l’ossigeno e la calma alle automobili. Io invecchio accanto a lei, dimentico luoghi privilegiati e itinerari rituali. Paradosso beffardo: quanto più apparteniamo a una città, tanto meno la viviamo. Di notte però, girovagando per il Marais solitario o fumando seduto su una panchina del canale Saint-Martin, ritorna l’immagine nuda e tremante del primo incontro, e so che ci amiamo ancora e corriamo ai nostri appuntamenti.”

(Julio Cortázar, “Parigi, ultimo primo incontro”, 22 agosto ’77, in Carte inaspettate, Einaudi)

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