Premio Domenico Rea

Ieri sono andato alla cerimonia del Premio Rea, e ho perso. Si svolgeva all’hotel Regina Isabella di Ischia, dove da piccolo ero stato coi genitori. I cinque finalisti erano Simone Lenzi, Matteo Nucci, Tea Ranno, Viola Ardone e il sottoscritto. Appena arrivati ci ha accolto un bel buffet, poi in una sala dell’albergo i cinque componenti della giuria tecnica hanno presentato il libro che avevano scelto. Erano tutti in tiro, e io l’unico scacione in jeans e senza giacca. Lì ho scoperto che la mia presentatrice era Rossana Valenti, una signora che l’aveva letto con grande attenzione (cosa non scontata, sentendo gli altri). Mentre i presentatori parlavano la conduttrice ha comunicato la prima tranche dei 130 voti della giuria popolare, e risultavo terzo con 6 voti, preceduto da Ranno e Ardone (9 voti ciascuna) e seguito da Nucci e Lenzi (5 voti ciascuno). Ho riposto ogni speranza e mi son distratto un po’. Chiacchieravo con Nucci, che mi segnalava fra gli sponsor l’Alilauro, la compagnia di navigazione con la quale avevamo preso l’aliscafo da Napoli e il cui trasporto non era offerto dall’organizzazione. Poi  mandavo mesti sms alla fidanzata rimasta a Roma, evidentemente presagendo la sconfitta, e sbirciavo in giro cercando consolazione e trovandola sul cartellone dove ero chiamato “Carufi”, contento perché almeno non avrebbe perso il nome giusto. Infine non ho saputo più niente della votazione, che si svolgeva in un altro ambiente, ed è stato proclamato il vincitore mondadoriano (tanto per replicare in sedicesimo il derby dello Strega). Quando ho chiesto il conteggio finale alla conduttrice mi è stato detto con una logica bizzarra: “non lo diamo per correttezza”. Comunque sono certo che sia stato fatto tutto in modo inappuntabile, e poi non me ne sono andato a mani vuote, ho vinto un bel piatto ricordo con l’isola e un Nettuno in rilievo, che ho usato come frisbee poco dopo.

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4 Risposte to “Premio Domenico Rea”

  1. Matteo Nucci Says:

    Eh, no, caro Carufi. Il premio rea alla fine i voti li ha rivelati. Sarà stato forse il fiuto del cronista che si aggirava per le sale, di cui non dico il nome per evitare pubblicità, o sarà stata l’urgenza di chiarezza. Comunque tutto era raccontato sul Mattino del giorno dopo. Scopriamo così che Tea Ranno si è conquistata il premio con 31 voti, seguita dalla Ardone con 15. Terzo Lenzi con 8 voti. E infine cito: “quarto e quinto rispettivamente con 6 e 5 voti i due libri di Ponte alle Grazie: Il nome giusto di Sergio Carufi, storia degli effetti deleteri della lettura su un venditore di libri usati e Il toro non sbaglia mai di Matteo Nucci”.
    Insomma, caro mio, non ci siamo scrostati dalle posizioni iniziali, secondo il segugio cronista. Forse era un voto di partenza, una sorta di handicap tipo golf. Però puoi consolarti: il giornalista ha letto il tuo libro e se l’è proprio goduto.
    Eh eh, dai, Ischia è bellissima. Tu ci andavi da piccolo, io non la conoscevo e il giro che mi sono fatto ieri valeva davvero la pena. Tornando ho ripreso alilauro. Caremar non aveva corse. Eppoi, mi sono detto, mica c’entrano loro. Loro sponsorizzano. Dopo, quel che danno dove va va. Mi resta solo un rimpianto. Che la sera del gran gala abbiano aperto il buffet prima che noi arrivassimo. Di solito non si fa.

  2. sergiogarufi Says:

    ciao matteo, pensa che tempo fa annunciai qui che ero tra i finalisti del rea e un commentatore, vedendo che 3 su 5 appartenevano al gruppo gems, avanzò dei dubbi sull’egemonia della nostra casa editrice in questo premio, guarda come siamo andati a finire! cmq quel giornalista del mattino è un genio, nessuno aveva mai colto così in profondità il senso del libro, la prossima volta quella frase la metto in fascetta.

  3. Dinamo Seligneri Says:

    Certi premi meglio perderli (come l’ha perso Trevi) che vincerli (come l’ha vinto Piperno). Lo avevo scritto pure qui da me in tempi non sospetti.
    Non so come stia andando il libro di Piperno, ma da quel che so Qualcosa di scritto è già alla seconda ristampa…. e si trova difficoltà a reperirlo nelle biblioteche rionali. Secondo me che Trevi sia bravo non è da mettere in dubbio e che meriti di essere letto nemmeno, ma che venda così bene come sembra forse lo deve anche ad un secondo posto tanto discusso.

  4. gianni biondillo Says:

    “storia degli effetti deleteri della lettura su un venditore di libri usati”?
    Un genio!
    (ma un bel campo da lavoro maoista, per certe categorie?)

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