la festa del papà

auguri_papaIl 19 marzo non sarà mai la mia festa. Lo pensavo stamattina, quando, come ogni martedì, l’ex marito della mia compagna è passato a prendere suo figlio per portarlo a scuola, e il piccolo gli ha dato un disegno con gli auguri per la festa del papà. Questo bambino passa molto tempo con me, più che con qualsiasi altro adulto. Lo porto a scuola quattro mattine su cinque, poi vado a riprenderlo tutti i pomeriggi e lo accompagno a musica e a rugby un paio di volte a settimana. Insieme ceniamo quasi tutte le sere, dopo il bagno gli asciugo i capelli, a volte lo porto in braccio a letto se si è addormentato davanti alla tv, ma non sarò mai suo padre, a me non darà mai un disegno come quello di stamattina. Essendo stato adottato dalla mia compagna quando aveva due anni e mezzo, io nei suoi confronti posso esercitare soltanto una paternità doppiamente vicaria, dopo quella del padre biologico e del padre adottivo.

Quando penso alla catena delle generazioni mi spaventa l’idea di essere l’ultimo anello, che dopo di me non ce ne sarà un altro. Se potessimo vedere come in una sequenza fotografica i volti di tutti i nostri antenati, dalla prima scimmia a nostro padre, sfilerebbe una galleria infinita di ritratti inquietanti perché estranei e al contempo familiari. Ognuno di noi è il prodotto di un numero incalcolabile di accoppiamenti. I nostri antenati si sono sempre riprodotti, spesso vivendo in condizioni terribili, con una grotta per casa, dovendosi procacciare il cibo tra carestie, pestilenze e guerre; ed io invece, che ho goduto delle condizioni più favorevoli per farlo, non lascio discendenti, spezzo questa lunghissima catena. Sono lo stadio terminale di un infinito processo evolutivo, l’ultimo in senso cronologico ma pure l’ultimo perché dopo di me non ci sarà più nessuno. Last and least.

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7 Risposte to “la festa del papà”

  1. gianni biondillo Says:

    L’unica è fare un figlio. Assieme, io e te!!! 😉

    (sono a roma domani, Oggi per te che leggi, se mi leggi in tempo. Ma ho perso i numeri di telefono di tutti, il tuo compreso!)

  2. sergiogarufi Says:

    ti chiamo io gianni, sono contento che sei a roma!

  3. Cpd Says:

    Capisco solo in parte: ho una sola figlia, e i cugini che portano il mio cognome, hanno a loro volta messo al mondo femminucce. Sono in semifinale: mia figlia, se non partorirà dando il suo cognome al figlio, sarà nelle tue condizioni. Ogni tanto ci penso, poi mi dico che è solo ego, poi ci ripenso, mi ridico lo stesso, ecc.

  4. sergiogarufi Says:

    ciao cristiano, però io parlavo di una cosa diversa, di non avere un figlio (adottato o di sangue) che ti faccia gli auguri alla festa del papà.

    • eliakree Says:

      Si magari non è bello. Però pensa anche al contrario. Io che sono un padre separato devo accettare che mio figlio trascorra più tempo con l’uomo della mia ex che con me. Non è molto bello anche questo. Insomma ,non avrai qualcuno che ti fà gli auguri alla festa del papa, pero trascorri più tempo te con lui che suo padre, e le relazioni e i rapporti affettivi si costruiscono soprattutto vivendo insieme…o sbaglio?

  5. Cpd Says:

    Ciao Sergio, Certo avevo capito, ma non s’era capito. Era, come dire, un capisco- che vorrebbe una pacca sulla spalla a testimoniarne il calore-, ma con i limiti di chi non lo vive in forma diretta. Ma sto perdendo la capacità di farmi capire.

  6. Andrea Pomella Says:

    Una volta, a un amico che aveva appena perduto il padre, nel fargli le condoglianze dissi: “Sai, questa cosa non potrai mai capirla, però io in questo momento ti invidio”. Naturalmente non gli invidiavo il lutto, ciò che gli invidiavo era il fatto che avesse un padre da piangere, mentre io conservo appena il ricordo pallido di un uomo che a un certo punto della sua vita scelse di prendere un’altra direzione, una direzione che non contemplava l’esistenza di me come figlio. La differenza che c’era in quel momento tra me e il mio amico è che il mio amico piangeva un uomo di cui avrebbe conservato dei ricordi, mentre io non avrei mai avuto né l’uomo né i ricordi. Ho ancora memoria di come mi squadrò quando gli dissi quella frase, provai una tenerezza struggente per la rabbia che covava nello sguardo.
    Quest’anno, il giorno della festa del papà, mi è arrivato un messaggio sulla posta. C’era scritto: “19 marzo, un abbraccio”. L’uomo che me l’ha mandato porta il mio stesso cognome.
    Cioran ha scritto: “Aver commesso tutti i crimini, tranne quello di essere padre”.

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