Il Movimento letterario 5 stelle

annapremoliOggi al supermarket ho visto questo libro e mi ha colpito la fascetta (“se è un caso letterario ci sarà un perché”). Ho pensato che il bipolarismo regna anche nella Repubblica delle Lettere, e che pure lì si finge di essere alternativi ma si pratica il consociativismo, perché oramai governano insieme i fan di Topolò (meno siamo meglio stiamo) e quelli di Mantova (la classifica docet), entrambi ossessionati dai numeri di vendita. Ma se non mi riconosco in questi schieramenti cosa sono, un grillino? E’ per questo che appena uscito dal supermarket ho controllato lo scontrino?

Tag:

3 Risposte to “Il Movimento letterario 5 stelle”

  1. moreno Says:

    Che grande malinteso ! i fan di topolò e quelli di mantova? topolò non è un festival e soprattutto non è letterario. E non si vuole essere alternativi a nessuno: solo lavorare in pace in un luogo che amiamo, difficile per una sua storia molto travagliata, pieno di problemi di non facile risoluzione. E’ un piccolo borgo dove si fanno dei laboratori, in gran parte musicali, (talvolta anche video e fotografici) per i ragazzi del luogo. Vengono ospitati progetti esclusivamente pensati sulla base dei diversi stimoli raccolti sul luogo. C’è anche una piccolissima sezione di poesia, “Voci dalla sala d’aspetto”: 3 serate con poeti sloveni o del triveneto (e qualche raro caso proveniente da più lontano). Il “meno siamo, meglio stiamo” è semplicemente frutto del montaggio dell’intervista che mi venne fatta: la parte tagliata era molto più prosaica e riguardava la stretta strada che sale a topolò e soprattutto, ricordo bene, la capienza del parcheggio di topolò e degli spazi del paese: ergo, per motivi pratici non è possibile avere un grande pubblico o si verrebbero a creare seri problemi. Il montaggio ha fatto sì che restasse solo la conclusione del discorso che appare, così, snobistico, quando invece si riferiva solo a dati molto pratici e organizzativi. Se qualcuno di coloro che ci hanno criticato (e anche deriso) dopo l’uscita del documentario avesse avuto la curiosità di dare un’occhiata al nostro sito, avrebbe capito, quantomeno, che non siamo un “festival letterario”. Bastava un po’ di curiosità, digitare “stazione di topolò” su google…. ciao
    moreno miorelli, coordinatore di stazione di topolò/postaja topolove

  2. sergiogarufi Says:

    anch’io ho notato qualche malinteso. non ci crederà ma so bene che topolò non è un festival letterario. d’altronde, se pensa che abbia visto quel documentario (e difatti lo vidi e lo recensii), non potevo non saperlo. tuttavia, pur avendo visto quel documentario, non è da lì che ho tratto lo slogan “meno siamo meglio stiamo”, bensì, molto più prosaicamente, da un programma televisivo di renzo arbore. la verità è che per me topolò non è topolò, ma un tòpos, quello dell’evento culturale riservato a pochi, e in questo senso lo contrapponevo a mantova, dove si giudica la riuscita della manifestazione dal numero di biglietti venduti. inoltre ponevo l’accento sui fan di queste manifestazioni, più che sulle manifestazioni stesse, perché credo che le si siano prese a modello con parecchie forzature e contraddizioni. tra i fan di topolò, per esempio, c’è una mia “collega” che su facebook, riguardo al proprio romanzo, scrisse “se avessi venduto molto mi sarei chiesta dove ho sbagliato”; e al contempo lamentava lo scarso appoggio promozionale della sua casa editrice e la piccola tiratura fatta. insomma, non ce l’ho né con voi né con mantova (forse sarò un democristiano), e se posso vado a vederli entrambi. sono i fan, i fanatici, che non mi piacciono.

  3. moreno Says:

    caro sergio, grazie per la risposta, le assicuro che nella mia non c’era nulla di polemico nei suoi confronti: era solo una precisazione. Tra l’altro, è la prima volta che preciso, visto che mai abbiamo preso la parola per entrare nella polemica scatenata dal documentario (quello sì, provocatorio), che sarebbe stata infinita e forse controproducente per andrea cortellessa (che ci vuole bene). Le ho risposto perché ho visto il suo blog dove c’è amore per ciò che scrive e per la scrittura. La storia di “senza scrittori” è nata dalla richiesta fattaci di effettuare alcune riprese per rai5 (mi pare) nell’ambito di una serie di 8 puntate, pillole di 10′, dedicate ai festival italiani. Ci dissero, “siamo al nord, a mantova, facciamo un salto anche da voi per una delle trasmissioni” (la troupe si muoveva da roma). Con il tempo, il loro progetto è evidentemente cambiato e ci siamo trovati improvvisamente ad essere l’inadeguato (e improprio) contraltare al mondo editoriale italiano e degli scrittori, che con noi non c’entra proprio nulla. Poi, il malinteso del discorso sui parcheggi…anche divertente (noi cerchiamo di allargare il più possibile la cerchia di persone che possano apprezzare una situazione come la nostra e un luogo come il nostro). Nei pochi minuti hanno incluso anche una clip di mia moglie, antonella bukovaz, nativa di topolò e stimata come poetessa da cortellessa, che legge alcuni suoi versi e così s’è creata la confezione del “festival letterario” . Diciamo che un po’ siamo stati usati per portare al paradosso una tesi di partenza. E’ anche altrettanto vero che gli autori del documentario ci vogliono bene e han pensato, così facendo, di darci una mano. Come sa, siamo stati bersaglio di frizzi e lazzi ai quali non abbiamo replicato mai (lei è il primo e l’unico a conoscere il backstage di “senza scrittori”). Ci ha sorpreso leggere da penne prestigiose “topolò, il più piccolo festival letterario del mondo, dove si ritrovano scrittori” eccetera eccetera…Davvero con google, oggi, certa leggerezza non si spiega. Così come la mancanza di curiosità in quelle penne nel voler sapere cosa sia ‘sta topolò del cavolo. Comunque, siamo dei panta reiani e andiamo avanti per la nostra strada. Sul fanatismo siamo perfettamente in sintonia, sempre detestabile: “la moltiplicazione degli sforzi pur avendone dimenticato il motivo di partenza”, scrisse qualcuno. Siamo in zona impestata dal nazionalismo e abbiamo subito minacce e altro a causa di ciò, quindi… Sì, abbiamo molte persone che vedono in noi una specie di mulino bianco dell’arte pura, altri una woodstock della ricerca sonora…mah…ognuno con una sua proiezione. Noi siamo la stazione di topolò e, come sa, la stazione è uno spazio neutrale e neutro, non chiede chi sia il passeggero in transito, né che idea si sia fatto dei nostri binari.
    La saluto caramente, mi scusi per la lungaggine e, se avrà tempo, noi saremo aperti dal 12 al 21 luglio (sull’inserto del sole24ore di domenica prossima dovrebbe esserci qualcosa, mi dicono). Le auguro ogni bene e complimenti per il blog.
    moreno

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: