Archive for settembre 2014

Jovanotti su twitter

settembre 8, 2014

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due cronopios: Cortázar e Jovanotti

settembre 7, 2014

jova2La critica idraulica, come la chiamava ironicamente Cortázar, è sempre alla ricerca delle “fonti”, dei libri che hanno influenzato il tuo libro, come se le idee non potessero sfociare che da lì. È un approccio intellettualistico che lui rifiutava, tipico di chi pone l’accento sul sapiens anziché sull’homo. E difatti, di fronte a un’opera complessa e adamitica come Rayuela, la dichiarazione d’indipendenza della letteratura ispanoamericana, molti critici restarono spiazzati, non trovando appigli per le loro dotte esegesi. In una lettera del 24 novembre 1964 a Nestor Lugones, un laureando che gli chiedeva le fonti di Los Reyes, Cortázar rispose così, fingendo di confondere le fonti con le fontanelle:

Le uniche che vedo con chiarezza sono quelle della Piazza del Congresso, dove io passavo spesso in quell’epoca a causa di una ragazza che viveva vicino alla Confetteria del Mulino”. E poi aggiunse: “Non creda che mi sto burlando di lei […] Gli investigatori del fatto letterario partono quasi sempre dall’errore di credere che non c’è effetto senza causa. Più che un errore è una semplificazione. Io non usai nessuna fonte (copio i termini della sua lettera); in ogni caso vai a sapere quali remote e multiple fonti usarono me. Un disegno di Cocteau, per esempio, con un giovane minotauro che guarda lontano. O qualcuno che fischiettava sotto la mia finestra, disegnando un labirinto nell’aria. Lei mi cita il nome di Asterione, ma io mi resi conto di questo nome molto dopo, grazie a un bel racconto di Borges. Per me il minotauro non aveva e non ha nome. Il personaggio di Axto, per terminare, è pessimo per una tesi, perché non ha alcuna origine.  Lei forse ammetterà che di quando in quando a uno scrittore capita d’inventare un personaggio traendolo dal puro nulla. È triste, ma è così. Probabilmente per questo Minosse mandò a tortura e a morte Axto; anche Minosse cercava fonti, aveva una forte vocazione da filologo. E concluse con un invito perentorio: “Entri da solo nel labirinto, i gomitoli non le servono a nulla”.

superlCortázar è molto presente nel mio nuovo romanzo, Il superlativo di amare. Gino, il protagonista, non è solo il traduttore del suo epistolario, ma è un suo grande ammiratore, uno stalker postumo che ne spia le abitazioni e i rapporti sentimentali; eppure l’argentino non rappresenta una vera fonte d’ispirazione. Anche nel mio caso, ha contato più una fontanella secca vicino a un monastero di Bevagna, dalla quale fantasticavo potesse sgorgare all’improvviso un’acqua miracolosa, che tutti i libri che ho letto. Cortázar volevo che fosse solo una presenza fantasmatica, una sorta di spirito guida, come Humphrey Bogart per Woody Allen in Provaci ancora Sam; niente di più. E da questo confronto, dal ripercorrere i passi dell’argentino a Parigi, il protagonista avrebbe dovuto infine trovare la propria strada, capire che casa sua stava altrove, che doveva seguire un’altra stella, ascoltare un’altra musica.

Sulle note di Come musica ho conquistato la mia donna, come ho detto l’altro giorno in un’intervista radiofonica. L’effimera eternità di ogni storia d’amore danza intorno a una sua colonna sonora, e siccome il rapporto fra Gino e Stella ha parecchi spunti autobiografici, se dovessi indicare un’altra fonte del mio libro segnalerei quel bellissimo pezzo di Jovanotti. Anche il rapporto fra Gino e Stella è costellato da “false partenze”, sospetti infondati e fraintendimenti. Anche lui sa che “è successo già, che altri già si amarono non è una novità”, però fin dall’inizio vede in lei qualcosa di speciale, qualcosa che non ha nessun’altra. E alla fine, dopo una drammatica separazione, cercherà di riprendersela, consapevole che nella vita contano più gli affetti dei concetti, perché “solo l’amore rimane, tutto il resto è un gioco”. Nel poco tempo che sono stati assieme Gino e Stella “si sono attraversati fino nel profondo”, ma resta ancora da scoprire “al centro del suo cuore che c’è”, ed è questa insondabilità dei sentimenti ciò che più ci attrae in una persona. Ma forse Cortázar c’entra anche qui, perché il suo spirito rinasce ogni giorno nelle forme più diverse. Vedendo il videoclip di questa canzone, ogni suo lettore riconoscerà immediatamente, nel balletto degli escavatori meccanici come docili elefanti davanti al domatore, l’estro e la follia stralunata di un autentico cronopio.

I ringraziamenti sul venerdì di Repubblica

settembre 5, 2014

ven

Rece della rete

settembre 4, 2014

http://eidoteca.net/2014/09/03/fenomenologia-dei-ringraziamenti-letterari-nella-narrativa-italiana/ http://d.repubblica.it/attualita/2014/09/04/news/difficile_dire_grazie_lui_sa_perche_libro-2268804/

http://it.feedbooks.com/interview/418/nel-mio-caso-la-letteratura-%C3%A8-una-lente-attraverso-la-quale-guardare-il-mondo

http://m.ilmessaggero.it/m/messaggero/articolo/spettacoli/878933 http://www.rivistastudio.com/editoriali/libri/sui-ringraziamenti

http://www.lafrusta.net/rec_garufi_superlativo_amare.html

http://www.pagina99.it/blog/6878/Quando-grazie-vuol-dire-prego.html

http://www.treccani.it/magazine/piazza_enciclopedia_magazine/cultura/Grazie_di_che_Un_vezzo_letterario.html?nt=0

http://www.flaneri.com/index.php/flaneri/leggi/il_superlativo_di_amare_di_sergio_garufi/

http://www.polkadotpattern.it/2014/09/i-ringraziamenti-dei-libri-sono-la-mia-parte-preferita/

http://www.grammateca.it/editoria/libro-libro-storie-libri-parlano-libri/

http://www.europaquotidiano.it/2014/09/18/lamore-a-cinquantanni-secondo-sergio-garufi/

http://www.unacasasullalbero.com/superlativo-amare/

http://www.elle.it/Magazine/Come-scrivere-libro-successo-scrittori-Glenn-Cooper-Sergio-Garufi-Sara-Rattaro-Helene-Grimaud

http://www.cosebellemagazine.it/2014/09/30/lui-sa-perche/

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/che-ruffiani-i-grazie-degli-scrittori-1060952.html

Rai Radio 2

settembre 3, 2014

radio2Stamattina ero al programma di Fabio Canino Miracolo Italiano, su Rai Radio 2, e mi sono divertito. Qui il podcast  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9bb8a6f1-3c78-4ab2-849d-ebc0cb05b9de.html

E tre

settembre 2, 2014

trioQuesta foto l’ha scattata mio nipote di 15 anni, oggi che gli sono arrivati il romanzo e l’antologia. A vederli assieme mi fanno un po’ impressione. Solo cinque anni fa, se qualcuno mi avesse detto che in un lustro avrei scritto e pubblicato tre libri gli avrei dato del pazzo. Insomma, non ci credo manco io. Ogni volta che ne scrivo uno dispero di concluderlo anche mentre sto scrivendo l’ultimo capitolo. Per il secondo romanzo poi è stato anche peggio. La mia compagna mi riferì che alcuni le avevano detto: “chissà cosa scriverà ora, dato che ha messo tutto nel primo”, e a volte anch’io pensavo “che cazzo m’invento adesso?”. La verità è che le idee non mi sono mai mancate, ero io a non credere che meritassero attenzione. Due anni prima che apparisse in tivù Masterpiece avevo scritto e depositato alla SIAE il format di un talent show letterario, e quando ne parlavo agli amici il commento era sempre lo stesso: “sono cose da addetti ai lavori, interessano solo te e i tuoi colleghi”, e alla fine Masterpiece andò in onda su Rai3. Due mesi fa, mentre ancora discutevo la copertina del secondo romanzo, ho proposto un nuovo saggio al mio editore, e lui ha accettato, per cui in questo mese discuteremo il contratto e l’acconto. Adesso ho in mente qualcosa per un nuovo programma televisivo, e pure un’altra antologia; insomma, mi sa che quella pila di libri aumenterà. Il problema è rendere remunerativa la cosa, far sì che ci possa campare dignitosamente, perché con 3000 copie (tanto vendette Il nome giusto) ci paghi al massimo le sigarette. Non sarà facile, perché le librerie sono piene di titoli adescanti e vuote di clienti, ma ci proverò.

eccolo

settembre 1, 2014

staf