Archive for maggio 2016

il bosco verticale

maggio 21, 2016

bosco

Questa è la famosa torre Guinigi a Lucca. Non so come nacque l’idea del bosco verticale all’architetto Stefano Boeri, ma giurerei che la torre del marito di Ilaria del Carretto c’entri qualcosa. E’ tutto lì, in fondo. Le idee migliori sono le più semplici, e sono sotto gli occhi di tutti. E a quelli che irridono quel grattacielo, sebbene sia stato giudicato il più bello del mondo da due premi internazionali, dicendo che se gli togli il verde sui balconi non è che un edificio banalissimo, rispondo che anche la casa sulla cascata non è niente di che se togli la cascata.

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una topa da URL

maggio 20, 2016

topa

immedesimazioni

maggio 19, 2016

hombre

Quando mi chiedono in quale personaggio letterario mi identifico, rispondo sempre nominando il protagonista de L’Uomo senza qualità, però quello dell’edizione spagnola.

il giudizio memorabile

maggio 18, 2016

carav

Questo è vicolo del Divino amore, la strada più bella di Roma secondo Cristina Campo. Al 19 non c’è alcuna targa che lo segnali, ma si sa per certo che ci abitò Caravaggio dai primi di maggio 1604 a fine luglio 1605. La struttura della casa è rimasta identica nei secoli: due piani, la scala, il giardino in cui il pittore teneva l’orto, il cortile con la vera del pozzo e il portichetto sotto il quale fu firmato il contratto di affitto. Era sia casa che bottega, infatti qui Caravaggio visse e dipinse in compagnia di Francesco Boneri detto Cecco, il modello di tanti suoi dipinti, nonché garzone e compagno di avventure. Si conosce perfino il contenuto della casa, compreso il numero di libri che Caravaggio possedeva (dodici), dato che ne fu fatto l’inventario, quando il pittore scappò a Genova dopo aver ferito il notaio Mariano Pasqualone, e la padrona di casa, Prudenzia Bruni, chiese e ottenne il sequestro di tutti i suoi beni per morosità. Nelle mie passeggiate domenicali in centro spesso torno sui suoi passi: Sant’Agostino, Piazza del Popolo, via della Pallacorda, San Luigi dei Francesi. In quest’ultima chiesa il Baglione narra che Federico Zuccari, l’illustre e temuto accademico di San Luca (una specie di Sainte-Beuve ante litteram), fu portato nell’estate del 1600 dai suoi allievi entusiasti ad ammirare le tre tele della cappella Contarelli, ma quando le vide scosse la testa ed esclamò: “Che rumore è questo? Io non ci vedo altro che il pensiero di Giorgione“.

Ecco, ogni volta che ripenso a quell’episodio mi tornano in mente la lettera dell’Università di BernaFB_IMG_1528311922223con cui bocciarono la candidatura di Albert Einstein a professore associato di fisica, e poi l’incipit della colonna infame di Manzoni, che riassume tutte queste memorabili castronerie:

“Ai giudici che, in Milano, nel 1630, condannarono a supplizi atrocissimi alcuni accusati d’aver propagata la peste con certi ritrovati sciocchi non men che orribili, parve d’aver fatto una cosa talmente degna di memoria che, nella sentenza medesima, dopo aver decretata, in aggiunta de’ supplizi, la demolizione della casa d’uno di quegli sventurati, decretaron di piú, che in quello spazio s’innalzasse una colonna, la quale dovesse chiamarsi infame, con un’iscrizione che tramandasse ai posteri la notizia dell’attentato e della pena. E in ciò non s’ingannarono: quel giudizio fu veramente memorabile”.

 

corpus inscriptionum latrinarum

maggio 17, 2016

bagno

scritte sulla porta di un bagno dell’Institut Català d’Oncologia a Hospitalet de Llobregat

il curriculum vitae di Kafka

maggio 16, 2016

cv kafka

una figa imperiale

maggio 15, 2016
Blake Lively

L’attrice Blake Lively. (AP Photo/Thibault Camus)

Grammatiche della ricreazione

maggio 14, 2016

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Queste righe le scrisse Giorgio Manganelli dopo aver finito la prima stesura di Hilarotragoedia, quando viveva in via Gran Sasso 38 a Roma presso la famiglia Magnoni. Se potessi andare indietro nel tempo mi piacerebbe fare un salto in quel momento preciso, vedere l’atto di nascita di un grande scrittore. Non sarebbe la mia prima scelta in assoluto, ma sarei curioso di assistere a quell’istante fondativo, a quell’emozione così consapevole. Tuttavia, salvo rari casi come questo, io resto più attratto dalle pause e dagli inciampi di una biografia, che non dai suoi momenti capitali, dalle “scelte irrevocabili”. Insomma, lascio volentieri a Steiner il piacere di baloccarsi con le grammatiche della creazione, e mi accontento di porre mano a quelle, ben più sottili e impervie, della ricreazione.

lo stile scorrevole

maggio 12, 2016

jovv

“Eccettuati Chateaubriand, Balzac, Stendhal, Mérimée, de Vigny, Flaubert, Banville, Gautier, Leconte de Lisle, tutta la gentaglia moderna mi fa orrore. I vostri accademici, orrore. I vostri liberali, orrore. La virtù, orrore. Il vizio, orrore. Lo stile scorrevole, orrore. Il progresso, orrore. Non parlatemi mai più di chi non dice nulla».

(Charles Baudelaire)

Fallimenti

maggio 11, 2016

isbn

Quando scrissi il libro sui ringraziamenti io non volevo solo trovare un editore, volevo avere il potere di farlo fallire.