frasi fatte

vit

Per tanti anni ho creduto che l’espressione “piangere come un vitello” fosse relativa al distacco forzato del cucciolo dalla madre, o peggio allo strazio degli ultimi istanti prima della macellazione. Per chi è molto sensibile alle parole, e le maneggia con attenzione, non esistono espressioni scontate. Anche quando sento qualcuno dire frasi apparentemente innocue, tipo “tagliamo la testa al toro“, mi capita di trasalire, di intenderle alla lettera, e quella sul vitello la consideravo una delle più feroci. Quella espressione fu uno dei motivi per cui mangio pochissima carne, pur non potendomi dichiarare un vegetariano, e soprattutto mai di bebè, cioè vitelli e  agnelli. Poi, di recente, ho scoperto che in realtà si riferisce alla vite, la cui linfa dei tralci recisi dopo la potatura somiglia alle lacrime, ma sono ugualmente contento di essermi sbagliato.

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