la cognata

paolo

Il sogno erotico degli italiani è la cognata, così ha sentenziato un noto rotocalco. Il risultato in fondo non è così sorprendente: la cognata è la donna che si incontra più spesso, nelle feste comandate e nelle riunioni di famiglia; e, come diceva Hannibal nel silenzio degli innocenti, si desidera soprattutto ciò che ci circonda e ci è familiare. Poi c’è il fascino del proibito, un tabù che costeggia l’incesto, e infine c’è la grande tradizione, quella nobile e letteraria, come nel caso di Paolo Malatesta immortalato nella Divina Commedia. Manca solo il libro, anche se forse galeotta è ancora la lettura (per esempio di facebook).

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4 Risposte to “la cognata”

  1. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 14 gennaio 2000 – Quando leggo che Saul Bellow è divenuto padre a 84 anni, ripenso a trent’anni fa, quando lessi Herzog, libro galeotto e soprattutto, penso ora, colui che lo scrisse. Perché lui, che trent’anni fa aveva la mia età, ma che il libro l’aveva scritto prima, cioè quando era più giovane – Herzog, se non sbaglio, è del ‘65 [*] -, ha poi continuato, con soddisfazione e successo a scrivere, mentre io, in questi trent’anni, non ho saputo fare niente di meglio che sopravvivere, ingrassare, diventare nonno, scrivere un diario che è di poca soddisfazione e assolutamente di nessun successo. Certo è quel libro lo lessi come non avevo mai letto prima e, per fortuna, non ho più letto dopo. Lo lessi in un’estate infuocata, sudata, disperata, ma, soprattutto, infoiata. Lo lessi come una specie di Faust americano. Lo lessi come non si dovrebbe mai leggere un romanzo, ma come un romanzo vuole sempre essere letto. « Protagonista […] è un intellettuale ebreo, impastoiato fino alla pazzia dall’eccessiva intellettualizzazione e da una situazione familiare disperatamente confusa. » (Enciclopedia della letteratura Garzanti, 1972). Lo lessi come se fosse Henry Miller. Oppure, penso ora, come se fosse Woody Allen. Come se fosse un film – che so, Conoscenza carnale (Mike Nichols, 1971). Lo lessi in traduzione – di chi? -, lo lessi in trance. E, qualche anno più tardi, avendo deciso di scrivere io, ancora mi compiacevo di parlare con le sue stesse parole: « Se sono pazzo, per me va benissimo ». Come se fossi Saul Bellow. Come se fossi americano. Come se fossi figlio di russi emigrati. Come se fossi ebreo. Come se fossi pazzo. Come se fossi Herzog. Ma chi, io? [*] È del ‘64 (Enciclopedia della letteratura Garzanti, cit.) “.

  2. Sergio Pasquandrea Says:

    Lo diceva anche Rascel: “Aveva raggiunto la meta agognata: la cognata…”

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