vite cadette

ber

Che storia, quella di Berry Berenson. Metà fiaba e metà tragedia. L’avevo scoperta facendo una ricerca sui fratelli dei fuoriclasse, in specie quelli che avevano inseguito il successo sulle orme del familiare illustre. Mi incuriosiva la follia del proposito e le scarsissime chances di riuscire, l’insieme di privilegi e frustrazioni legati al vivere all’ombra di un fenomeno planetario. Gente come Riccardo Fellini, il fratello di Federico, che provò invano a sfondare nel cinema, o Hugo Maradona, che grazie all’intercessione di Diego fu preso dal Napoli ma venne ceduto poco dopo. L’elenco era lungo, ma fra tutti spiccava il caso di Berry Berenson. Bisnipote dello storico dell’arte Bernard, nipote della stilista Elsa Schiaparelli, sorella di Marisa e moglie di Anthony Perkins, Berry fu sempre la parente di qualcuno. Come Marisa scelse la carriera di modella e attrice, ma senza grandi risultati. Questa vita al genitivo parve superata quando nel ’94 restò vedova e cercò di ricominciare da zero. L’occasione arrivò durante una vacanza in Jamaica dove conobbe Albert Parchment, un signor nessuno col quale si fidanzò e aprì il classico bar sulla spiaggia. Vissero anonimi e felici fino alla mattina dell’11 settembre 2001, quando lui l’accompagnò all’aeroporto di Boston per prendere il volo dell’American Airlines diretto a Los Angeles. Berry si sedette vicino al finestrino, al posto 19a, poche file dietro Mohammed Atta. Meno di un’ora dopo il decollo l’aereo si schiantò sulla Torre Nord del World Trade Center e lei divenne una delle tante vittime di quegli attentati. Neanche della sua morte fu la protagonista.

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Una Risposta to “vite cadette”

  1. acabarra59 Says:

    “ Venerdì 24 gennaio 1997 – « 2 giugno 1947, I Tatti – Ancora pochi anni fa, iniziavo la mia giornata leggendo i poeti greci, latini e tedeschi e i pensatori e gli storici, ognuno nella propria lingua. Adesso non leggo che giornali e periodici, in massima del giorno o che trattano dei fatti correnti. Che cosa ne ricavo per me e per altri? Non ho nessuna autorità in materia, non scrivo di attualità, nessuno di veramente competente mi consulta in proposito e quello che posso dire io al riguardo è considerato un pettegolezzo. E allora, perché vado avanti così mentre dovrei leggere i poeti e i pensatori di tutti i tempi? Perché il presente mi affascina, perché è relativamente facile da seguire sebbene più incomprensibile del passato. » (Bernard Berenson, Tramonto e crepuscolo. Ultimi diari 1947- 1958) (Perché avevo detto che Berenson è noioso?) “.

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