ossidiana

ossi

Era la cosa più bella di Lipari, così nera e lucida e piena di storia. Probabilmente fu la sua abbondanza a favorire l’insediamento delle prime popolazioni preistoriche su queste isole vulcaniche, e in seguito fu il suo commercio, come sostituto della selce, a renderle prospere. Mi piaceva tutto dell’ossidiana, anche i bracciali e gli orologi un po’ kitsch che vendevano le gioiellerie del corso. Con i miei ne prendemmo una enorme in una spiaggia sotto la valle dei Mostri, a Vulcano. Pesava un casino e la trasportammo in gommone fino al porticciolo di Marina corta rischiando di ribaltarci a ogni onda. Oggi quel grosso vetro si trova nel soggiorno di mia madre a Torrelles, vicino al caminetto, al fuoco che la generò. È una delle poche cose superstiti di quel periodo felice. Ogni volta che la vedo penso che contenga in sé il segreto di una cacciata, la cacciata dall’inferno.

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