i cronopios di Zara ed H&M

santambrogio

Mi piace fare shopping con Chiara da H&M in via del Corso, perché lì tutto mi parla di Caravaggio. La zona intorno a quel negozio è la sua Roma molto più di altri luoghi canonici come via della Pallacorda, vicolo del Divino Amore, San Luigi dei Francesi o Sant’Agostino. Il fulcro è la basilica di Sant’Ambrogio, la chiesa dei milanesi e delle meretrici, che fu progettata dall’architetto Onorio Longhi, il miglior amico di Michelangelo nonché suo inseparabile compagno di baie e di risse. Di fronte, “riscontro al palazzo del Curenaschiere” (il responsabile dell’immondizia), abitava Maddalena Antognetti, detta Lena o la Roscina, la bellissima cortigiana dai capelli fluenti e il seno florido che gli fece da modella per la Madonna dei pellegrini, e per l’onore della quale ferì il notaio Mariano Pasqualone che l’aveva offesa. Caravaggio andava talmente spesso da lei che fu arrestato due volte in quello spiazzo, il 18 novembre 1604 e il 28 maggio dell’anno successivo. E subito dietro Sant’Ambrogio, intorno al Mausoleo di Augusto, si stendeva l’Ortaccio, il ghetto malfamato delle prostitute come Anna Bianchini, “la puttana de Dio” e “bugiarona” che per Caravaggio impersonò la Maddalena penitente e la Madonna nel Riposo durante la fuga in Egitto.

Ma Roma è fantastica perché ci sono passati tutti, a volte anche per fare shopping in quei negozi, non solo nei paraggi. Ecco perché dopo che siamo usciti da H&M, spesso facciamo un giro pure da Zara lì davanti. È che mi piace ripercorrere i passi di Julio Cortázar, e immaginarmi il pomeriggio del 24 dicembre 1953, quando l’argentino e sua moglie Aurora entrarono in quel palazzo, che allora ospitava La Rinascente, per farsi i regali di Natale. Fuori era già buio e il freddo pungente accompagnava le melodie rustiche degli zampognari, mentre la giovane coppia si aggirava tra la calca della vigilia alla ricerca di un dono da scambiarsi. Alla fine lei ricevette una sottoveste e lui un caleidoscopio del costo di 300 lire, che al rientro a Parigi, nella loro casa al 54 di rue Mazarine, Julio usò come infallibile “pruebacronopios“. Il test funzionava così: quando qualcuno entrava in casa loro, lui glielo porgeva e ne studiava le reazioni. Se rigirandosi in mano il caleidoscopio l’ospite “se enloquece, salta por el aire, ect, lo proclamo cronopio”, mentre “si condesciende con una sonrisa de buena educacion, lo mando mentalmente al corno.” Chissà che fine ha fatto quel caleidoscopio.

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