Mia

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Amalia Mia Cinotti nacque a Milano il 28 agosto 1920 da Aurelia Cena e da Guido. L’arte fu tutta la sua vita: il padre era un pittore, il suo compagno Ugo Nebbia sarà un pittore, e lei diventerà una storica dell’arte eccelsa. Chi vuole studiare Caravaggio oggi non può ignorare le sue monografie, e leggendole non potrà non gustare le sue folgoranti definizioni ossimoriche del Merisi, a partire dal Bacchino malato, l’autoritratto di un “giovane nostalgico“. Eppure a volte ho l’impressione che nonostante quegli studi importanti, quelle intuizioni critiche brillanti, tutto ciò che resta di lei sia solo un nome su delle copertine, la voce di una bibliografia. Per questo stamattina appena ha spiovuto mi sono incamminato verso il centro e sono entrato nel cortile di via Albricci 7, vicino al Duomo, a pochi metri dai resti dell’abside di San Giovanni, e ho chiesto il permesso di fotografare il palazzo – un palazzo anonimo e moderno come tanti altri – a un portiere attonito e diffidente che non si spiegava tutta quella curiosità. Da una di queste finestre infatti, il 17 maggio 1992 Mia Cinotti si buttò e morì. Erano i giorni convulsi di Mani pulite, e per quello, o per imbarazzo, i giornali e le tv non ne parlarono. Ho voluto renderle omaggio perché, pur essendo un nome noto fra gli addetti ai lavori, a volte temo, come disse Ungaretti, che “forse io solo so ancora che visse”.

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Una Risposta to “Mia”

  1. Kiko Says:

    Tuo fratello morì giovane; tu eri
    la bimba scarruffata che mi guarda
    « in posa » nell’ovale di un ritratto.
    Scrisse musiche inedite, inaudite,
    oggi sepolte in un baule o andate
    al màcero. Forse le riinventa
    qualcuno inconsapevole, se ciò ch’è scritto è scritto.
    L’amavo senza averlo conosciuto.
    Fuori di te nessuno lo ricordava.
    Non ho fatto ricerche: ora è inutile.
    Dopo di te sono rimasto il solo
    per cui egli è esistito
    . Ma è possibile,
    lo sai, amare un’ombra, ombre noi stessi.

    Eugenio Montale, “Tuo fratello morì giovane” in Satura

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