Archive for ottobre 2016

sentenze oracolari

ottobre 22, 2016

solitudine

Céline, nei Colloqui col Prof. Y, protestava con veemenza: “Non ho idee, io; nessuna! Non trovo nulla di più volgare, comune e disgustoso delle idee!” Oggi che sono tornate in auge, e che di molti scrittori si loda soprattutto “la prodigiosa intelligenza”, conviene ribadire quel saggio monito. Il fascino della letteratura non appartiene all’ordine delle idee, ma scaturisce dall’insinuazione ereticale che, in verità, non ci sia niente da dire. Per Blanchot proprio questo era l’ideale della letteratura: “non dire nulla, parlare per non dire nulla, e fare del nulla il tutto”, come nel finale del racconto sul pogrom in Dolori precoci di Danilo Kiš. Non c’è storia, non c’è sviluppo, non c’è direzione, piuttosto un turbinio furioso di suoni, odori e gesti che si accavallano senza sosta. Lì, fra il parossismo cinetico della folla che depreda un grande magazzino e lo sguardo incredulo del piccolo narratore che assiste alla razzia, salta ogni logica del pieno e del vuoto, del significante e del significato, perché sostanzialmente estranea alla letteratura, che costituisce la revoca di qualunque significato nella sfida delle apparenze insignificanti, la destituzione di qualunque pieno nella vertigine del puro vuoto. Ciò che resta è solo la registrazione dell’indifferente laconismo delle cose, come la scatola di conserva che, reliquia del saccheggio, il bambino si ritrova in mano senza volere alla fine di tutto. Scritta a grandi lettere rosse, vi si legge una sinistra sentenza oracolare: “spaghetti alla bolognese“.

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p.s.

ottobre 21, 2016

nut

Tempo fa qui avanzavo il sospetto che l’unico libro che Walter Benjamin si portò appresso, durante la sua fuga verso la Spagna, fosse stato scelto soprattutto per le affinità spirituali col suo autore, e ora ne ho avuto la conferma. Come ho appreso dalla biografia critica di Howard Eiland e Michael Jennings (edita da Einaudi), tre settimane dopo il suo arrivo a Lourdes Benjamin scrisse ad Hannah Arendt che la descrizione di La Rochefoucauld del cardinale Retz era un ritratto adeguato di lui stesso: «La sua indolenza lo ha sorretto in gloria per molti anni, nell’oscurità di una vita errabonda e appartata».

Voto a perdere

ottobre 21, 2016

ale

Questa è Alessandra Ferreri, una milanese di 49 anni che insegna Tai Chi e che alle scorse elezioni comunali della sua città si era candidata nella lista Alternativa Municipale. E’ balzata agli onori delle cronache perché dopo lo spoglio delle schede si è scoperto che non aveva ottenuto alcuna preferenza, neppure la sua.

i postumi della scrittura

ottobre 20, 2016

ottobre

Questi pezzi sul blog a volte li scrivo con qualche giorno d’anticipo, e poi li programmo affinché escano in una data e un’ora prefissate. Per esempio questo lo sto scrivendo alle 14.27 del 29 settembre, e sarà pubblicato quasi un mese dopo. Lo faccio perché prima ne avevo scritti altri e perché voglio che ne esca uno al giorno. Non so quanto tempo ancora andrò avanti, ma magari quando morirò il blog continuerà a vivere e ad essere aggiornato, come le unghie che crescono dopo che il cuore cessa di battere.

idem

ottobre 19, 2016

emily

This is my letter to the World
    That never wrote to Me –
The simple News that Nature told –
    With tender Majesty
Her Message is committed
    To Hands I cannot see –
For love of Her – Sweet – countrymen –
    Judge tenderly – of Me

verifiche

ottobre 19, 2016

tav

Quando con Chiara abbiamo prenotato l’albergo in Largo Augusto ero contento perché quello per me è un angolo di Milano pieno di ricordi.

La sera con gli amici spesso andavamo al cinema President, che era comodissimo e aveva una programmazione di qualità; di giorno invece, soprattutto durante i primi anni di università, cioè l’82-’83, quando mi ero iscritto a Giurisprudenza alla Statale e pensavo di far l’avvocato ed entrare in studio con mio padre, io e lui andavamo al club Conti a fare ginnastica nell’intervallo di pranzo. Papà amava cimentarsi in incontri di lotta greco-romana con Ibrahim, un gigante egiziano che era stato campione del mondo della specialità e di cui col tempo divenne molto amico, tanto che un paio di estati le passò con moglie e figlio da noi al mare. Io mi vergognavo un po’ a vederlo sudare e menarsi carponi davanti a tutti come un ragazzino, per cui di solito me ne stavo in disparte. Poi ricordo che gli piaceva il contrasto di temperature, la sauna rovente e subito dopo l’immersione nella piscina gelata, e mi invitava invano a seguirlo.

Infine mangiavamo qualcosa da Taveggia, di solito lui un piattino triste di prosciutto perché era perennemente a dieta, sebbene non si schiodasse dai 100 kg neanche a morire, ed io invece mi rimpinzavo di porcate, tipo coca-cola e dolci, con una particolare predilezione per la mela in gabbia.

Alla fine del pranzo ognuno tornava alle sue occupazioni, lui nel suo ufficio in via Manzoni ed io alla biblioteca Sormani. Era felice mio padre in quel periodo, pensava che mi sarei laureato e avrei portato avanti il suo studio. Ripercorrendo quei passi ho scoperto che il club Conti in via Cerva non c’è più, e il cinema President neppure, o meglio ce n’è un altro leggermente spostato e con un nome diverso.

Solo Taveggia è rimasto uguale ad allora: la porta d’entrata con la maniglia d’ottone scrostato, il bancone, il giornale da consultare in piedi sulla mensola in vetrina, la sala da the in fondo a sinistra, la tetra allegria delle chiacchiere delle sciure… Non è cambiato niente, perfino i camerieri sembravano gli stessi di trent’anni fa. Così appena varcata la soglia il mio sguardo è corso invano nel reparto pasticceria alla ricerca delle mele in gabbia, e non trovandole ho chiesto all’inserviente se le facevano ancora, convinto del contrario, e invece mancavano soltanto perché poco prima erano finite. Allora mi son preso un bignè e due mignon alle fragole con un bicchiere d’acqua, e ho verificato che anche il conto di Taveggia era rimasto uguale, cioè da ladri, proprio come un tempo.

un uomo da copertina

ottobre 18, 2016

nuo

Sono sulla copertina dell’ultimo numero di Nuovi Argomenti, a fianco alla Madonna della misericordia di Piero della Francesca, grazie a un bel ritratto fattomi da Tommaso Pincio.

polo Ralph Lauren

ottobre 17, 2016
donato di camillo

 

punti di vista

ottobre 16, 2016

hob

Chissà che fine ha fatto il Sala. Nella mia vita precedente, quando facevo l’arredatore a Monza, era uno dei miei clienti più affezionati. Sempre cordiale e corretto, se gli piaceva qualcosa non badava a spese. Era sopravvissuto a due mogli ma non aveva l’aria inconsolabile del vedovo. Si teneva in forma e lo vedevo spesso in centro, tutto impettito nei suoi golfini a V di cachemire color pastello in compagnia di belle donne più giovani. Un giorno seppi che eravamo vicini di casa. Lui abitava in una stupenda villa barocca, io in un appartamento di un anonimo palazzo borghese che costeggiava il suo parco. Gli dissi che quando mi affacciavo alla finestra lo invidiavo un po’ (a proposito di motore immobile), e lui rispose che mi sbagliavo, perché la mia vista era migliore della sua. Oggi dovrebbe avere novant’anni, ma temo non sia casuale la sua assenza dall’elenco telefonico. Grazie a lui capii l’importanza del panorama, e come possa funzionare anche da pungolo artistico. Solo così si spiega l’eccezionale fioritura di talenti che vantano certi posti anonimi il cui unico pregio è appunto la vista, come Hoboken, la cittadina sul fiume Hudson con lo skyline di Manhattan davanti, che ha dato i natali a Frank Sinatra, Alfred Stieglitz, Michael Chang e tanti altri. Ma a volte basta un piccolo scorcio per stimolare i più ambiziosi, e tutto succede solo in un momento preciso. Come per Courbevoie, un comune alle porte di Parigi, in cui alla fine dell’Ottocento si verificò una miracolosa temperie, grazie alla quale due genî come L. F. Céline e Jacques Henri Lartigue nacquero a distanza di pochi giorni e qualche metro l’uno dall’altro.

 

cadute

ottobre 16, 2016

love

mi piace l’espressione inglese fall in love, perché innamorarsi è anche cadere in trappola, e non aver voglia di liberarsi (Chiaretta a NY, nel bookshop del nuovo Whitney, gennaio 2016)