il movimento senza palla

mattotti

Il movimento senza palla dei personaggi di un romanzo è fondamentale. In quelle costruzioni a dittico in cui si narrano due vite che scorrono parallele per incontrarsi solo alla fine (tanti Houellebecq per esempio, o l’ultimo Scarpa), e in cui si procede per ellissi e salti temporali, per episodi salienti avvenuti a distanza di anni uno dall’altro, bisogna saper gestire e far intuire con poche battute anche i movimenti dei personaggi non ripresi dal narratore (tipo Noodles che alla domanda: “Che hai fatto in tutto questo tempo?”, risponde: “Sono andato a letto presto“).

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Una Risposta to “il movimento senza palla”

  1. acabarra59 Says:

    “ 15 novembre 1994 – Solo verso i trent’anni capii il gioco del calcio. Inutili e risibili le sgroppate lungo le fasce i cross generosi e qualche volta anche molto precisi i rientri appassionati in difesa alla caccia di un uomo rimasto solo. Era tutto un problema di finte esitazioni gioco di squadra. Si trattava di vederlo il gioco. Quindi serviva la posizione e un’andatura magari lenta. Il baricentro all’indietro il corpo quasi schiacciato sul terreno. E poi innanzitutto: lucidità. Mi sembrava un gioco da vecchi. Ramino scopone e tressette. Finii per chiedere di stare in porta. “.

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