gli occhi muti

modi

Hanno appena inaugurato una grande mostra su Modigliani a Genova, e ci voglio andare assolutamente, anche per rifarmi la bocca dopo aver visto un pessimo film sull’artista livornese cui aveva prestato la faccia, perdendocela, Andy Garcia. Io sono un grande fan di Modigliani, soprattutto dei suoi ritratti, con quegli occhi cavi e la loro calma impenetrabilità destinata a frustrare il desiderio di poterli facilmente decifrare, di capire che si cela sotto. In genere questo silenzio del senso è una cosa che apprezzo anche nei film, penso ai finali reticenti con le inquadrature mute, come quelli de Le invasioni barbariche Lost in translation, che terminano entrambi con un bacio e una separazione dolorosa, il primo preceduto dalle copertine dei libri cari del defunto, fra cui il Cioran di Storia e utopia, e il secondo addirittura con delle parole sussurrate all’orecchio di lei che a noi sono vietate.

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