Caraco

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Scriveva in modo così duro e intransigente Albert Caraco, contro le donne, il piacere, la felicità, ma nel fondo il suo animo era gentile, e infatti ebbe la delicatezza di aspettare che fossero morti entrambi i genitori prima di togliersi la vita. Che nome Caraco, per un madrelingua spagnolo suona come un’imprecazione, quasi un rutto tridimensionale. Voleva tanto assomigliare a Cioran, il suo modello di stile, con la sua scrittura senza sconti e senza orpelli, voleva essergli amico e gli spediva tutti i suoi libri con dediche affettuose sperando che lo considerasse un suo pari, e invece il rumeno lo teneva a distanza come uno scocciatore qualsiasi, solo perché non aveva un grande talento. Insomma, mi sa che ho un’altra casa da andare a vedere a Parigi, questa volta in una zona non mia, vicino all’Arco di Trionfo, anche se a giudicare da google street view (34, rue Jean-Giraudoux) sembra una costruzione molto recente, troppo se si considera che Caraco ci abitava da subito dopo la guerra (forse per questo manca la placca commemorativa).

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