il demone dell’analogia

scia

Oggi pensavo una cosa. E cioè che se Landolfi, da grande traduttore dal russo, “quando scriveva in proprio non faceva altro che tradursi, nascondendo in sé l’originale” (come sosteneva Montale), allo stesso modo Borges, critico brillante e lucidissimo (come si vede nei suoi textos cautivos o nelle inquisizioni), quando scriveva in proprio non faceva altro che recensirsi, risparmiandosi e risparmiandoci la fatica dell’opera prima.

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Una Risposta to “il demone dell’analogia”

  1. L'esageratore Says:

    Bella foto di Borges a Palermo.

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