le discussioni in rete

ihih

Io mi ci infilo spesso, pur sapendo che non conviene. Il problema è che non sono mai un discorso sull’oggetto (un libro, un articolo, una frase), sul quale si confrontano pareri e punti di vista diversi, ma un’occasione di protesta identitaria, in funzione della quale l’oggetto non si dà quindi come oggetto, bensì come estensione rappresentativa di se stessi, protesi narcisistica. La cosa paradossale delle discussioni letterarie in rete è l’invocare argomenti sempre più onerosi all’interno di dinamiche che tendono per loro natura ad escluderli. Sarebbe come pretendere che Luisa si disamori di Franco se le dimostro che è un idiota. L’investimento personale produce inevitabilmente attriti e resistenze, e dunque risposte emotive, come tali refrattarie a qualunque argomento razionale. Che è poi il motivo per cui in genere anche dopo decine di repliche, obiezioni e chiarimenti a sfinire, ciascuno resta sostanzialmente della propria idea, ma con un’antipatia in più.

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