Cecità ricorrenti.

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Quattrocento anni fa Lope de Vega lamentò lo stato in cui versava la letteratura castigliana, dopo un periodo di splendore. Dimenticò la circostanza che lui era vivo, che lo era pure Quevedo e che pochi anni prima era uscito il Chisciotte, che aveva già letto. I grandi libri e i grandi autori non sono facili da riconoscere subito, e la tendenza a lamentarsi e a rimpiangere il passato è tipica di ogni epoca, da Marco Aurelio in poi.

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