Rileggendo Danubio

magr

La scena è la seguente. Siamo nell’estate del 1983, a Kierling, un piccolo paese vicino a Vienna. Claudio e alcuni suoi amici stanno facendo un viaggio in macchina seguendo il corso del Danubio.

Claudio è l’io narrante di tutta la storia, ha quarantasei anni e insegna letteratura tedesca all’università di Trieste. Era da un po’ che progettava questo viaggio, ma ha dovuto attendere che i figli diventassero grandi per concedersi questo lusso. Dei suoi amici invece non sappiamo granché.

Uno si chiama Gigi, ed è un saggista e un gastronomo. Poi c’è Amedeo, uno scienziato, più precisamente un sedimentologo, che sta stendendo una relazione sulle sorgenti del grande fiume mitteleuropeo, per cui nel suo caso quel viaggio riveste anche un interesse professionale. Ha la corporatura massiccia ma la sua penna non è priva di grazia, “si posa lieve e precisa sui particolari come una farfalla sui fiori”.

Assieme a loro viaggiano due sorelle: Maddalena e Maria Giuditta. La caratterizzazione di queste donne è molto diversa da quella degli uomini. Gli uomini s’identificano con il sapere, la cultura, il loro ruolo pubblico, in sostanza sono ciò che sanno e fanno, e il dettaglio della corporatura massiccia di Amedeo serve solo a bilanciare l’ariosità della sua scrittura. Delle due sorelle invece non ci viene detto cosa fanno. Forse sono soltanto le mogli degli altri due. La descrizione con cui ci viene presentata Maddalena si sofferma sul suo aspetto: il rosa intenso del volto, l’oro un po’ spento dei capelli, le labbra imbronciate quando presta attenzione a qualcosa.

Di Maria Giuditta invece sappiamo poco o niente, eppure quel niente basta a farci capire lo spirito del gruppo. Questo per esempio è uno dei rari episodi che la riguardano. La compagnia di amici è riunita in un’osteria e conversa davanti a una bottiglia di Gutedel, un vino bianco locale. Discorsi alti, filosofici, intorno alla questione se esista ancora la natura o se sia stata esautorata dall’artificiale. A un certo punto Maria Giuditta interviene, “cercando di difendere, a dire il vero approssimativamente”, l’opposizione dei Verdi alla realizzazione di una grande centrale idroelettrica, che metterebbe a rischio il fragile equilibrio biologico del Danubio. Ma più che gli argomenti usati, è il lessico di Maria Giuditta, il suo ricorso a frasi fatte, ad automatismi verbali, a indispettire Gigi. L’espressione incriminata è “uscire dal tunnel”, e questo basta, come un riflesso pavloviano, a metterlo di cattivo umore.

Ogni tanto compaiono sulla pagina altre figure, semplici nomi, accompagnatori occasionali come Francesca, “misteriosa e leggera”, o la sessantenne Paola, o l’amico Roberto, e una volta un personaggio noto, il giornalista Alberto Cavallari, comunque tutti comparse prive di una personalità e una voce propria.

Dopo pranzo il gruppo visita il sanatorio in cui morì Kafka il 3 giugno 1924. Quello è il momento clou, ma meno per lo scrittore praghese che per la passione per le abitazioni degli scrittori, che ispira a Magris i brani migliori del suo libro. La memoria delle case, vedere gli edifici in cui hanno vissuto, scritto o sono morti gli autori amati, è un’ossessione trasmessami proprio da Danubio, che lessi appena ventenne, cioè nel periodo dell’imprinting letterario, quello più formativo.

E c’è un’altra cosa che ho preso da lì, quasi una visione del mondo, un modo di rapportarsi agli altri, ed è l’attenzione per la luce riflessa che circonfonde come un nimbo alcune esistenze marginali. Mi riferisco ai satelliti delle vite illustri, quelle figure che hanno accompagnato o incrociato i grand’uomini per qualche tempo, come le tre anonime pazienti del sanatorio di Kierling ricoverate negli stessi giorni dell’agonia di Kafka, i cui nomi Cavallari annota scrupolosamente sul proprio taccuino come un tributo postumo a queste donne che non lasciarono traccia del loro passaggio: Bianca Kovacs, Olga Kraus ed Etelka Kisfaludi.

Annunci

Tag: , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: