Archive for settembre 2017

Fuori posto

settembre 25, 2017

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Sentirsi fuori posto ovunque, tranne che in mezzo ai libri.

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Il chewing gum degli occhi

settembre 24, 2017

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Proscioglimenti

settembre 23, 2017

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“In ogni caso, quale miglior dono possiamo sperare che l’essere insignificanti, quale maggior gloria per un Dio che quella di essere prosciolto dal mondo?”  (JLB, Discussione, 1931)

che fa ombra con la coda

settembre 21, 2017

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A Castelldefels, nel giardino della casa che affittavamo per la villeggiatura, ogni tanto faceva la sua comparsa qualche scoiattolo, e uno di questi un giorno mi si avvicinò timidamente, forse sperando che gli dessi qualcosa da mangiare. In quel momento con me avevo solo un paio di ciliegie a mo’ di orecchini e gliene porsi una, ma lo scoiattolo scappò appena si accorse che mio padre si stava avvicinando. Per consolarmi del mancato incontro, e per scusarsi di averlo causato, papà mi raccontò l’etimologia della parola scoiattolo, dal greco skiuros, “che fa ombra con la coda”, e mi sembrò una cosa così bella che quando vedo uno scoiattolo mi torna subito in mente.

dizionari interiori

settembre 20, 2017

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Prima di scrivere ho fatto per diversi anni l’arredatore. Avevo un negozio e vendevo tessuti, letti, divani e oggettistica varia. I lavori più redditizi e di maggior soddisfazione erano quelli in cui il cliente mi chiedeva di arredargli una casa vuota dandomi carta bianca. Non capitavano spesso, ma quando capitavano era un piacere cimentarsi con uno spazio totalmente neutro, che poteva diventare qualsiasi cosa. Certo, dovevo tenere presente i gusti del cliente, e già il fatto che si fosse rivolto a me voleva dire che s’identificava con lo stile di arredo che proponevo, per cui i margini di scelta non erano infiniti, ma l’assenza di mobili preesistenti da armonizzare coi nuovi mi consentiva una discreta libertà. Dopo l’incarico c’era il momento del progetto, i disegni in scala e le prospettive di cosa avrei inserito, e in quella fase spesso accarezzavo l’idea di qualche proposta azzardata, e quell’appartamento diventava così un ambiente minimalista, o un rifugio esotico, o una casa calda e lussuosa con qualche pezzo di antiquariato. (more…)

inscape

settembre 19, 2017

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Non sapevo cosa fosse l’inscape. E neppure conoscevo Gerald Manley Hopkins, il gesuita vittoriano che coniò questa parola. L’inscape è il paesaggio interiore, ma più la coscienza del paesaggio, che il paesaggio della coscienza, come la montagna Sainte-Victoire per Cezanne.

 

somiglianze

settembre 18, 2017

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Questo è Vittorio Bonanni con suo figlio Huch, di origine cambogiana. Vittorio era il caporedattore culturale a Liberazione. Quando avevo un’idea per un pezzo chiedevo prima a lui se interessava, concordavo le battute, lo scrivevo e infine glielo spedivo per la pubblicazione sul giornale. Per anni il nostro fu un rapporto esclusivamente epistolare, non sapevo che faccia o voce avesse, poi quando mi trasferii a Roma ci incontrammo in un bar e scoprimmo di avere in comune un ragazzino cambogiano: lui suo figlio, ed io il figlio della mia compagna. Non solo, scoprimmo pure che erano stati nello stesso orfanotrofio insieme, anche se per pochi mesi, dato che suo figlio ha sei anni più del figlio della mia compagna. Il dettaglio più curioso, al di là della coincidenza che frega giusto a me, è la somiglianza impressionante fra padre e figlio, come evidenziato da questa foto. Si dice spesso che la paternità è un fatto culturale più che biologico, tant’è che quando un padre scopre di non essere il padre biologico di suo figlio perché la moglie lo tradì, di solito disconosce la moglie e non il figlio, ma forse bisogna ammettere che le due cose sono meno distinte di quanto si creda.

Dediche che avrei potuto scrivere io

settembre 17, 2017

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l’effetto dei dolci carichi

settembre 16, 2017

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Ci sono persone che mi fanno l’effetto dei dolci molto carichi: al primo morso la delizia e l’entusiasmo, al terzo lo stranguglione, al quinto la mappazza.

 

oblivion

settembre 15, 2017

burton

Grandi sono i tesori dell’oblio, e innumerevoli gli ammassi delle cose in uno stato prossimo al nulla: molto di più è sepolto in silenzio di quanto sia ricordato, e i più sterminati volumi non sono che epitomi di quanto è avvenuto.
(Thomas Burton, Hydriotaphia, 1658)