Archive for dicembre 2017

Quello che resta

dicembre 15, 2017

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Questo è il tredicesimo piede con scarpa da ginnastica trovato lungo le coste della Columbia Britannica dal 2007 a oggi. È stato scoperto la scorsa settimana da un uomo che portava a spasso il cane su una spiaggia dell’isola di Vancouver. Negli anni sono fiorite le teorie più strampalate per spiegare questo strano fenomeno, dal serial killer feticista alle vittime dello tsunami del 2004, ma pare che la soluzione fosse più semplice e inquietante allo stesso tempo. Tutte queste tibie e peroni con scarpe da ginnastica in realtà secondo la polizia canadese apparterrebbero a vittime di naufragi o di disastri aerei avvenuti nell’Oceano Pacifico e che per un gioco di correnti sono finiti lì. La particolarità anatomica che li accomuna è dovuta al fatto che nei processi di decomposizione le estremità sono le prime parti del corpo a staccarsi, mentre il motivo per cui non sono affondate dipende dalle scarpe da ginnastica, che galleggiano anche in mezzo a una tempesta. A me vedendo le foto mi han colpito molto proprio quelle scarpe, più ancora del macabro osso spolpato. O meglio, mi ha colpito il contrasto netto fra la deperibilità umana, la caducità del fisico rappresentata da quell’osso nudo e crudo, e l’immortalità della plastica, quelle scarpe da ginnastica magari costate una cifra irrisoria in qualche fabbrica del terzo mondo ma resistenti a tutto, quasi eterne nelle loro chiusure ancora intatte. Mi ricordano una frase di Danilo Kis che diceva: “la banalità è indistruttibile come una bottiglia di plastica“.

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Amori, tempeste e altre impossibili assurdità

dicembre 14, 2017

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Insomma, tanto s’immerse nelle sue letture, che passava le nottate a leggere da un crepuscolo all’altro, e le giornate dalla prima all’ultima luce; e così, dal poco dormire e il molto leggere gli s’inaridì il cervello in maniera che perdette il giudizio. La fantasia gli si empì di tutto quello che leggeva nei libri, sia d’incantamenti che di contese, battaglie, sfide, ferite, dichiarazioni, amori, tempeste e altre impossibili assurdità; e gli si ficcò in testa a tal punto che tutta quella macchina di immaginarie invenzioni che leggeva, fossero verità, che per lui non c’era al mondo altra storia più certa.

Il patrono dei falliti

dicembre 13, 2017

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Quando qualcuno s’interessa ai miei libri so che è “fregato”, che in lui qualcosa si è rotto, che nella vita non riuscirà a “cavarsela”. Io non attiro che vinti. Il santo patrono dei falliti. (Quaderni, Adelphi, pag. 1055)

Show and Tell

dicembre 12, 2017

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Questo è un fotogramma di Taxi Driver, tratto dalla scena in cui Travis entra allo Show & Tell, un teatrino di peep show a Manhattan dalle parti della malfamata (a quei tempi) Hell’s Kitchen, precisamente al 737 dell’ottava avenue (fra la 46esima e la 47esima). Oggi quel locale non c’è più, hanno demolito l’intero isolato, e tutta la zona è praticamente irriconoscibile rispetto a com’era nel 1976. Peccato, perché qui Robert De Niro conobbe la sua prima moglie, l’attrice Diahnne Abbot, che faceva una piccola comparsata come stand girl del locale. Il loro matrimonio durò dodici anni ed ebbero un figlio, Raphael,raphche prese il nome dall’albergo romano (quello delle monetine di Craxi) in cui fu concepito poco dopo la fine delle riprese. Show & Tell, mostra e racconta, rammenta in parte la regola aurea della scrittura in America da Carver in poi, che invita a non spiegare nulla al lettore ma a fargli intuire il senso del racconto (o il carattere di un personaggio) dal semplice sviluppo dell’azione. Che poi, l’unica intuizione lecita di ogni storia è che il grande motore delle storie è proprio l’illusione che esista un obiettivo, o una finalità, mentre le storie hanno un corso ma non un senso. Ecco, io in quel punto della città,lottooggi transennato da manifesti pubblicitari in attesa che venga su l’ennesimo glass and steel building, avrei messo un cartello con scritto “qui sorgeva…”, per raccontare il corso di una storia che ha emozionato tante persone e per restituire una traccia del suo passato a questa città senza memoria. Una storia fatta di affreschi di un’epoca lontana e di piccoli sentimenti privati, di luoghi scomparsi e di amori finiti, ma che qualcosa di importante e duraturo ha lasciato lo stesso.

Come vorrei essere ricordato

dicembre 7, 2017

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Prove tecniche di epurazione

dicembre 5, 2017

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Una petizione on line lanciata giovedì 30 novembre dalla sig.ra Mia Merrill, e che al momento conta quasi novemila firme, ha chiesto ufficialmente al Metropolitan Museum di New York di rimuovere l’opera di Balthus intitolata Thérèse Dreaming, del 1938, perché “the artist had a noted infatuation for pubescent girls and the painting is undeniably romanticizing the sexualization of a kid”. La nuova arte degenerata.

Eh già

dicembre 4, 2017

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Non ricordo bene dove, se in un libro o in
un'intervista, ma a un certo punto DeLillo 
dice: "C'è un tipo di esistenza piatta che 
assomiglia alla meditazione".

omaggio al modello

dicembre 1, 2017

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Il vecchio calvo che fece da modello a Orazio Gentileschi per le figure di Abramo e San Gerolamo si chiamava Giovanni Pietro Molli ed era un pellegrino palermitano settantatreenne che nel 1611 si trovava a Roma. Sappiamo molto di lui perché testimoniò nel processo per stupro contro Agostino Tassi, e raccontò che il padre di Artemisia quel giorno era assente perché stava ritraendo lui, in sedute di posa lunghissime dato che era molto lento nel dipingere (e forse per questo la posa di San Gerolamo era stabile, con gli appoggi del teschio e della roccia).