Archive for marzo 2018

Marai

marzo 29, 2018

marai

Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio

(Sandor Marai, una vida en imágenes, di Ernö Zeltner, edito dall’Università di Valencia)

almanacco dei giorni perduti

marzo 23, 2018

(Vorrei scrivere un libro così, e vorrei che un editore lo volesse da me)

alma

19 gennaio

                                                           FINE

sto piangendo, non so se di gioia; sono le ore sei e sei minuti del 19 gennaio 1961; sto scrivendo in casa Magnoni, nella mia stanza, e sono solo in casa; è un freddo giovedì, sereno di cielo; alle otto e venti devo vedere Ebe a Porta Pia, davanti al Cinema Europa; non so ancora se le dirò che

                                             HO SCRITTO UN LIBRO

                                                                                                                ore 6 e 8 minuti

 

Al culmine della felicità si piange, come succede a Giorgio Manganelli, l’estensore di queste righe concitate. Il libro di cui aveva appena terminato la prima stesura era il suo esordio narrativo, Hilarotragoedia, che uscirà più di tre anni dopo. Chissà se poi lo disse a Ebe, la sua paziente compagna, quando la incontrò di fronte al cinema Europa. Il cinema è rimasto lì, io ci passo davanti quasi tutti i giorni in macchina quando esco dall’ufficio. Se potessi andare indietro nel tempo mi piacerebbe fare un salto in quel momento preciso, spiare l’atto di nascita di un grande scrittore, o meglio la sua autocertificazione, una delle poche che il tempo non ha sbugiardato. Sarei curioso di assistere a quell’istante fondativo, a quella sensazione travolgente che fa capire che tipo di investimento emotivo ci sia dietro un libro. Tuttavia, salvo rari casi come questo, di solito sono più attratto dalle pause e dagli inciampi di una biografia che non dai suoi momenti capitali, dalle sue “scelte irrevocabili”. Insomma, se posso lascio volentieri ai grandi critici come George Steiner il piacere di baloccarsi con le grammatiche della creazione e mi accontento di scandagliare quelle, ben più sottili e impervie, della ricreazione.

 

8 febbraio

Sono le sei del mattino ed è buio pesto. A Parigi Julio Cortázar e sua moglie Aurora dormono in una delle due stanze che hanno preso in affitto da M.me Champion, un’insegnante d’inglese che vive al secondo piano di rue Mazarine 54. Sul tavolo in cucina sono posati la macchina da scrivere, un dizionario di francese aperto e Le Memorie di Adriano, il libro che Julio sta traducendo per conto dell’editore Sudamericana. Aurora ha l’influenza da un paio di giorni. La fronte le scotta, respira con la bocca aperta e russa un po’. Lui la sveglia per farle bere uno sciroppo che deve prendere quattro volte al giorno ma lei si arrabbia, protesta che voleva continuare a dormire, stava sognando uno stupendo romanzo poliziesco ed era sul punto di scoprire il colpevole.

 

22 marzo

Alle ore 19 del 22 marzo 1842, camminando sul marciapiede di rue des Capucines, a Parigi, Stendhal veniva colto da un infarto e si accasciava a terra all’altezza del civico 24, dove adesso c’è un negozio di abbigliamento Tommy Hilfiger. Poi, va beh, l’indomani moriva.

Storia di un fotografo

marzo 23, 2018

FRANK-HORVAT.-STORIA-DI-UN-FOTOGRAFO

Gli scatti di Frank Horvat ai Musei Reali di Torino.

I preparativi per la partenza

marzo 21, 2018

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Devo ancora mettere ordine nelle giornate come meglio posso, barcollando, mezzo cieco; ma la mia non è più vita, sono soltanto i preparativi per la partenza. E in questa condizione non vi è nulla di angoscioso: l’unica cosa che mi preoccupa è di riuscire a farla finita, prima che sia la situazione a finirmi.

(Sandor Marai, L’ultimo dono. Diari 1984-1989, Adelphi)

Dissipatio G. M.

marzo 20, 2018

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Nessuno si è mai tolto volontariamente la vita. Il suicidio è una condanna a morte della cui esecuzione il giudice incarica il condannato.

Domande impertinenti

marzo 19, 2018

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Durante un party a casa dell’editore Samuel Fischer, a Berlino, Robert Walser, probabilmente alticcio, chiese a Hugo von Hofmannsthal, che pur ammirava: “Scusi, non potrebbe scordarsi per un attimo di essere famoso?”

Il grido dell’acqua prima di cadere

marzo 17, 2018

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(Lettera di Antonia Pozzi a Vittorio Sereni, Pasturo, 20/6/35)

Quanto mi piacerebbe andarci

marzo 14, 2018

lancioinvito

silence

marzo 11, 2018

sil

La cosa bella di stare zitti è che stai zitto sia quando sei molto a disagio che quando sei molto a tuo agio

iniezioni di autostima

marzo 10, 2018

botti

In tintoria, dopo mesi che non ci andavo

– Sergio Garufi, giusto?

– Giusto, complimenti per la memoria!

– Ah, io le cazzate me le ricordo tutte