Archive for luglio 2018

merda secca

luglio 31, 2018

pontina

L’altro giorno, mentre guidava sulla Pontina e io schiacciavo un pisolino, C. ha visto passare “un’auto color merda secca“. Io ho chiesto lumi sulla sfumatura di colore e lei ha ribadito “merda secca” senza ulteriori spiegazioni. Dopo alcuni minuti è passata un’auto marrone e ne ha approfittato per aggiungere qualche informazione. “Era marrone tipo così, ma questa è fresca”. Io ho obiettato che quella era color tabacco. Il color merda fresca non esiste. Risposta: no, c’è ma devi bere molto. Ho replicato che mi pareva una scemenza: “forse si ottiene bevendo dell’olio di ricino, se esiste ancora”. Silenzio. Sono passati altri minuti finché non abbiamo incrociato un’altra auto marrone. “Ecco, questa è merda fresca” ha detto. No, ho detto io, questa è testa di moro. E come sarebbe testa di moro?, ha domandato. È come quella che è passata ora, ho risposto io per ripicca. Silenzio. Sono passati altri minuti. I minuti sono diventati un’ora, nel mentre sono passate decine di macchine color tabacco, color merda fresca, color testa di moro. L’unica macchina color merda secca era passata mentre dormivo. Probabilmente è l’unica al mondo. Merda.

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vampate

luglio 30, 2018

confranz

A vita è ‘na fuchiata. ‘N sospiru, ‘n’anticchia ‘i ligna, e poi u ventu ca trema ammenzu e fraschi e poi a vampa, a cinniri c’arresta, l’occhiu ‘i Diu ca talìa ammenzu o pruulazzu e ci sapi viriri biddizza

(La vita è una vampata. Un fiammifero, un po’ di legna, e poi il vento che trema in mezzo alle frasche e poi la fiamma, la cenere che resta, l’occhio di Dio che guarda in mezzo alla polvere e ci sa vedere bellezza)

 

Even after all

luglio 28, 2018

non ci si immerge mai due volte nello stesso sogno

luglio 27, 2018

gadda

“Ma sognare è un fiume profondo, che precipita a una lontana sorgiva”

trascendenze nel sottopasso

luglio 26, 2018

sottopasso-ferroviario-via-tiburtina-chiuso-lavori-1

L’altra sera nel sottopassaggio della Tiburtina echeggiavano i lamenti di una ragazza stesa a terra. Aveva le gambe tatuate, su cui scorrevano due rivoli di sangue. Si muoveva poco, ondeggiando su un fianco, mentre due paramedici cercavano di calmarla e bendarle la fronte. Attorno, come evocato dai suoi pianti, un capannello di due poliziotti e un militare col mitra puntato a terra, qualche curioso, un ambulante e un ragazzo col cappellino da baseball che ripeteva piano “Mi dispiace”, forse rivolto a lei, forse ai paramedici oppure a tutti noi. Non so. Sono passato oltre perché non volevo essere l’ennesimo guardone, eppure mi ha attraversato la solita paralisi di quando vedo uno sconosciuto piangere o soffrire, come se quei momenti racchiudessero qualcosa di superiore, di assoluto, di trascendente.

giochi

luglio 25, 2018

l’appuntamento

luglio 24, 2018

murales

“Non sfiora forse anche noi un soffio dell’aria che spirava attorno a quelli prima di noi? Non c’è, nelle voci cui prestiamo ascolto, un’eco di voci ora mute? […] Se è cosi, allora esiste un appuntamento misterioso tra le generazioni che sono state e la nostra. Allora noi siamo stati attesi sulla terra.”

Grande Bucchi

luglio 23, 2018

bucchi

il toro bianco fuggito dal mattatoio

luglio 21, 2018

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Due anni fa circa lessi su Repubblica.it un trafiletto con foto che mi colpì. Parlava di un toro bianco scappato da un mattatoio mentre veniva condotto al macello. L’animale era ritratto in un apparente momento di pace, immobile in un giardino incolto, come se si stesse riposando; un’immagine bucolica, che non faceva sospettare il dramma imminente. Il fatto era avvenuto a Lecce, e inutili erano stati i tentativi di bloccarlo effettuati dal personale dell’azienda e poi dalla polizia nel giardino dell’emittente televisiva Telerama in cui si era rifugiato, tanto che alla fine gli agenti avevano dovuto abbatterlo con le pistole d’ordinanza.

L’animale era fuggito dal mattatoio intorno alle 11 dopo aver divelto i camminamenti in ferro che delimitano il percorso obbligato verso la macellazione. Aveva poi varcato il cancello dell’azienda cominciando a correre terrorizzato sul vialone dell’area industriale fra gli automobilisti increduli e impauriti. I poliziotti avevano delimitato l’area e chiesto l’intervento del Servizio veterinario dell’Asl nella speranza di sedare l’animale, ma il personale specializzato non era intervenuto in quanto “privo della strumentazione necessaria”, così, dopo averlo ferito in modo lieve, avevano deciso di abbatterlo.

Lo so che con tutte le tragedie che succedono in giro per il mondo queste storie di animali sono quisquilie, ma lo sguardo di quel toro sotto l’ulivo poco prima di essere ucciso non l’ho più dimenticato. Forse ora che ne ho scritto riuscirà a passarmi di mente. Forse quando non mangerò più carne smetterò di sentirmi in colpa.

idem con patate

luglio 20, 2018

mc

Oggi ero in coda in un McDonald’s dietro a uno sconosciuto, e quando è arrivato il mio turno alla cassa ho detto “idem con patate”.