il toro bianco fuggito dal mattatoio

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Due anni fa circa lessi su Repubblica.it un trafiletto con foto che mi colpì. Parlava di un toro bianco scappato da un mattatoio mentre veniva condotto al macello. L’animale era ritratto in un apparente momento di pace, immobile in un giardino incolto, come se si stesse riposando; un’immagine bucolica, che non faceva sospettare il dramma imminente. Il fatto era avvenuto a Lecce, e inutili erano stati i tentativi di bloccarlo effettuati dal personale dell’azienda e poi dalla polizia nel giardino dell’emittente televisiva Telerama in cui si era rifugiato, tanto che alla fine gli agenti avevano dovuto abbatterlo con le pistole d’ordinanza.

L’animale era fuggito dal mattatoio intorno alle 11 dopo aver divelto i camminamenti in ferro che delimitano il percorso obbligato verso la macellazione. Aveva poi varcato il cancello dell’azienda cominciando a correre terrorizzato sul vialone dell’area industriale fra gli automobilisti increduli e impauriti. I poliziotti avevano delimitato l’area e chiesto l’intervento del Servizio veterinario dell’Asl nella speranza di sedare l’animale, ma il personale specializzato non era intervenuto in quanto “privo della strumentazione necessaria”, così, dopo averlo ferito in modo lieve, avevano deciso di abbatterlo.

Lo so che con tutte le tragedie che succedono in giro per il mondo queste storie di animali sono quisquilie, ma lo sguardo di quel toro sotto l’ulivo poco prima di essere ucciso non l’ho più dimenticato. Forse ora che ne ho scritto riuscirà a passarmi di mente. Forse quando non mangerò più carne smetterò di sentirmi in colpa.

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Una Risposta to “il toro bianco fuggito dal mattatoio”

  1. Daniela Says:

    uno sguardo di terrore non si dimentica mai; da ragazzina vidi prelevare da una gabbia e uccidere con un colpo secco un coniglio…da allora non riesco nemmeno più a guardarlo nei banchi macelleria e ripenso a quella scena

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