Archive for ottobre 2018

inclinazioni

ottobre 30, 2018

bolla

Io sarei favorevole alla realtà diminuita, altro che aumentata. Quella che c’è mi basta e avanza. Meno realtà e più immaginazione, ecco cosa vorrei, che poi mi sa che è proprio il principio della realtà aumentata.

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Suggerimenti

ottobre 23, 2018

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I pochi gradini di una scala salvata dal trascorrere inesorabile del tempo e del gusto, dalle speculazioni immobiliari e dall’oblio. Su quei gradini in legno, nel luglio 1923, salirono e scesero spesso Franz Kafka e Dora Diamant al tempo in cui si erano appena innamorati. Questa scala stava a Graal_Müritz, una località turistica sul mar Baltico, in un edificio che ospitava una colonia ebraica presso la quale lavorava Dora come volontaria e che in seguito fu demolito. Ora il pezzo di scala è custodito in un piccolo museo privato dedicato alla memoria dello scrittore praghese. Quanto mi piacciono questi cimeli, sono suggerimenti di un altrove, rinviano a qualcosa di nascosto misterioso e alto, come per i gradini moquettati che s’intravedono oltre le tende del cinema di Edward Hopper, un altrove inaccessibile e per questo irresistibile, che custodisce tutte le storie anonime che attendono di essere ascoltate e trasmesse.

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come un abbraccio

ottobre 22, 2018

enricotesta

La sua eleganza mattutina

ottobre 21, 2018

Mammiferi

ottobre 17, 2018

lett6

Le cose che amo di più fare: leggere, oziare, stare con le mie bestiole.

Nessun incidente

ottobre 16, 2018

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Game di una volta

ottobre 15, 2018

FB_IMG_1539428135682Da piccolo ogni tanto facevo un gioco da solo. A un certo punto mi fermavo a fissare attentamente un oggetto, un angolo di strada, un dettaglio qualsiasi, meglio se banale e scontato come una piccola crepa nel muro, la fuga di una mattonella del marciapiede, il riflesso di una casa in una pozzanghera, oppure mi mettevo ad ascoltare con attenzione una musica, ad annusare qualcosa, e mi concentravo, chiudevo gli occhi e pensavo: chissà se da grande mi ricorderò di questo momento. Era una specie di scommessa, o forse uno scongiuro. Una sera in autostrada, seduto nell’Alfa di mio padre, guardavo il paesaggio padano che fuggiva rapido alle mie spalle. Eravamo sull’A1 all’altezza di Parma, di ritorno dalle vacanze al mare, e d’un tratto notai una lunga striscia nera che culminava con la scritta “SCIC”. 
scic
Trattenni il fiato e contai i secondi che impiegammo a percorrere tutto quel nastro nero in parallelo alla strada, e quel giorno mi diedi un termine preciso. Pensai: chissà se a cinquant’anni – come se cinquant’anni fosse l’età più lontana e improbabile del mondo, qualcosa ai limite dell’immaginabile, quando mi vedevo vecchio e ormai prossimo alla fine – dicevo, chissà se a cinquant’anni mi ricorderò di questo momento. Beh, ad agosto, con pochi anni di ritardo, sono ripassato da lì e mi sono ricordato di quella lontana scommessa, ho rivisto il nastro nero e ho smesso di respirare fino alla comparsa della scritta. Ebbene, con sollievo e con amarezza ho scoperto che quell’istante interminabile non era cambiato in niente, come se mi avesse aspettato per tutti questi anni.

ordine e forma

ottobre 14, 2018

baci

“E’ nella natura umana cercare di imporre un ordine e una forma alle cose più provocatoriamente caotiche e amorfe della vita. Alcuni di noi per farlo inventano leggi, o disegnano linee sulla strada, o mettono dighe ai fiumi o isolano isotopi o migliorano la qualità dei reggiseni. Altri fanno la guerra. Altri ancora scrivono libri.”

(Asimmetria, Lisa Halliday)

la piantina in cucina

ottobre 13, 2018

IMG_20181014_210834La piantina in cucina mi ama così come sono. Sa che non ho il pollice verde e che l’unica cosa che mi riesce veramente a casa è la pasta all’amatriciana, ma lei resiste, è tosta, non fa drammi, nessuno stelo piegato, nessun petalo ingiallito. E infatti cresce, cresce da tre anni senza sosta sempre più verde e rigogliosa nonostante la mia disattenzione. In cambio però ogni tanto l’accarezzo e le dico: ”come sei bella, guardati, te l’ha mai detto nessuno che sei una meraviglia?” Lei fa finta di niente, è timida, ma continua a crescere bella e silenziosa. Poi qualche volta mi ricordo che guardarla con amore non basta, non basta la tenerezza, i complimenti, l’affetto, ci vuole anche la cura, così le prendo da bere e mentre lo faccio cerco di farmi perdonare: “scusa amore, ho un caratteraccio lo so, ti trascuro, ma senti qua che bel drink ti ho preparato”. E mentre le verso l’acqua sento proprio il gluglu della terra quando non vede l’ora e sono contento.

La mia passione per Leopardi

ottobre 12, 2018

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