Archive for ottobre 2018

Scic

ottobre 15, 2018

scic

Da piccolo ogni tanto facevo un gioco. A un certo punto senza motivo mi fermavo a fissare attentamente un oggetto, un angolo di strada, un dettaglio qualsiasi, meglio se banale e scontato come una piccola crepa nel muro o una mattonella del marciapiede, oppure mi mettevo ad ascoltare con attenzione una musica, ad annusare qualcosa, e mi concentravo, chiudevo gli occhi e pensavo: chissà se da grande mi ricorderò di questo momento anche se non è importante. Una sera in autostrada, steso sui sedili posteriori dell’Alfa di mio padre, mia sorella che dormiva sul seggiolino, dal finestrino guardavo il paesaggio padano che fuggiva indietro, mentre mia madre diceva di essere stanca e papà le chiedeva se anch’io mi fossi addormentato. Eravamo sull’A1 all’altezza di Parma, di ritorno dalle vacanze, e d’un tratto vidi una lunga striscia nera che culminava con la scritta “SCIC”. Era un grande capannone di una marca di cucine. Trattenni il fiato e contai i secondi che impiegammo a percorrere tutta quella striscia nera in parallelo, e quella volta ricordo che fui più preciso del solito nel mio giochino autoreferenziale. Pensai: chissà se a cinquant’anni – come se fosse l’età più lontana e improbabile che potessi pensare, qualcosa ai limite dell’immaginabile, quando mi vedevo prossimo alla fine – dicevo, chissà se a cinquant’anni mi ricorderò di questo momento. Beh, la scorsa settimana, con soli cinque anni di ritardo, sono ripassato da lì e mi sono ricordato. All’improvviso ho visto il nastro nero e ho smesso di respirare fino alla scritta. Quell’istante interminabile non era cambiato in niente, come se mi avesse aspettato per tutto questo tempo.

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ordine e forma

ottobre 14, 2018

baci

“E’ nella natura umana cercare di imporre un ordine e una forma alle cose più provocatoriamente caotiche e amorfe della vita. Alcuni di noi per farlo inventano leggi, o disegnano linee sulla strada, o mettono dighe ai fiumi o isolano isotopi o migliorano la qualità dei reggiseni. Altri fanno la guerra. Altri ancora scrivono libri.”

(Asimmetria, Lisa Halliday)

la piantina in cucina

ottobre 13, 2018

IMG_20181014_210834La piantina in cucina mi ama così come sono. Sa che non ho il pollice verde e che l’unica cosa che mi riesce veramente è l’amatriciana, ma lei resiste, è tosta, non fa mai drammi, nessuno stelo piegato, nessun petalo ingiallito. E infatti cresce, cresce da tre anni senza sosta sempre più verde e rigogliosa nonostante la mia disattenzione. In cambio però ogni tanto l’accarezzo e le dico: ”come sei bella, guardati, te l’ha mai detto nessuno che sei una meraviglia?” Lei fa finta di niente, continua a crescere bella e silenziosa. Poi qualche volta mi ricordo che guardarla con amore non basta, non basta la tenerezza, i complimenti, l’affetto, ci vuole anche la cura, così le prendo da bere e mentre lo faccio cerco di farmi perdonare: “amore scusa, ho un caratteraccio lo so, ti trascuro, ma senti qua che bel drink ti ho preparato”. E mentre le verso l’acqua sento proprio il gluglu della terra quando non vede l’ora e sono contento.

La mia passione per Leopardi

ottobre 12, 2018

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Letteratura Eatalyana

ottobre 11, 2018

oceano

Il curioso

ottobre 10, 2018

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Avevo sette anni quando cominciai a scrivere un giornalino che s’intitolava “Il Curioso”. Era un semplice foglio a quadretti di quattro facciate strappato dalle graffette al centro di un quaderno. Ci scrivevo sopra a biro, all’inizio notizie della scuola, della mia attività, i giochi, le gare di atletica con gli amici, i voti. Il font del titolo era quello del settimanale “Il Monello”, con le lettere grosse e gonfie. Lo portai avanti fino alle medie assieme a un amico, che ne corserva ancora gelosamente i primi numeri. A quel tempo era scritto a macchina e avevo pure qualche collaboratore saltuario (free lance) come mio cugino, che scriveva di musica e di cui m’è rimasto impresso chissà perché un articolo su Crocodile rock di Elton John, mentre io azzardavo addirittura analisi politiche sul terrorismo, recensioni, pezzi di costume, tutti con toni da vecchio saggio ed equilibrato, oggi si direbbe moderato. “Il Curioso” lo spedivo in abbonamento a quattro zii rassegnati che all’inizio pagavano in francobolli a Natale, poi addirittura con soldi. A volte penso che non son cambiato molto da quei giorni lontani. La curiosità resta ancora oggi la qualità che cerco di più nelle persone, e pure il mio tratto distintivo. Le mazzate della vita mi hanno tolto tante cose, come la progettualità, la fiducia in me stesso, ma non mi hanno spento il desiderio di saperne di più sulle cose e sulle persone.

Salini di ieri e di oggi

ottobre 9, 2018

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Tommaso Salini era un pittore dei primi del Seicento attivo a Roma e allievo di Giovanni Baglione, passato alla storia soprattutto per qualche scazzo con Caravaggio (tanto che in un’occasione il Merisi lo chiamò “becco fottuto”). A me ricorda molto Gianni Biondillo, un mio fratello d’inchiostro dei gloriosi tempi di Nazione Indiana. In questo ritratto dell’Accademia di San Luca sono evidenti le somiglianze fisiche tra i due, dai capelli ricci al viso tondo e paffuto, ma la verità è che anche il carattere doveva essere simile, se il suo maestro Baglione di lui disse che “fu di favella soverchiamente libero, ed in gran parte mordace”.

Segreti

ottobre 8, 2018

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“Una fotografia è un segreto che parla di un segreto. Più racconta, meno è possibile conoscere”.
Diane Arbus

 

Out

ottobre 7, 2018

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A volte mi sento come quei prodotti che al supermercato la gente prima mette nel carrello e poi, qualche corsia dopo, cambia idea, non li vuole più e li appoggia a caso in posti che non c’entrano niente.

Legàmi

ottobre 6, 2018

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Magari fosse davvero possibile “legarsi” a qualcuno. Prima o poi tutti vanno via, tutti ci lasciano, per sempre ci dicono addio.