Archive for gennaio 2019

paesi non allineati

gennaio 25, 2019

lino_banfi

Membri delle Commissioni nazionali UNESCO:

– Austria: Sabine Haag, anglista, americanista e storica dell’arte. Direttore generale del Kunsthistorisches Museum di Vienna.
– Regno Unito: Colin McInness, massimo esperto di sonde spaziali a vele solari, membro dell’Ordine dell’Impero britannico, premiato nel 2014 con il Queen’s Birthday Honours per le sue ricerche sullo spazio, scienze e tecnologie, è professore di Engeneering Science all’Università di Glasgow.
Francia: Daniel Janicot, Membro del Conseil d’administration de la bibliothèque publique d’information del Centre Georges-Pompidou; vicepresidente della Bibliothèque nationale de France; delegato generale dell’Union centrale des arts décoratifs; delegato generale dell’American Center a Parigi; presidente del consiglio d’amministrazione del Centro nazionale d’arte contemporanea di Grenoble; guida i progetti di restauro dell’Ermitage di San Pietroburgo e a Mosca del teatro Bolshoi e della Biblioteca nazionale.
– Germania: Christoph Wulf, professore di antropologia e filosofia dell’educazione e co-fondatore dell’Interdisciplinary Center for Historical Anthropology alla Freie Universität Berlin. Membro dell’International Research Training Group “InterArt”, del Collaborative Research Center “Performing Cultures” and the Cluster of Excellence “Languages of Emotion” at the Freie Universität Berlin; professore honoris causa all’Università di Bucarest; Vicepresidente della Società di Antropologia storica; fondatore della commissione di Educational Anthropology nella German Society for Educational Science; membro del Conseil scientifique dell’Institut National de Recherche Pédagogique (Paris/Lyon) e dell’International Research Centre for Cultural Sciences (Vienna).
Italia: Lino Banfi

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Un uomo pieno di se

gennaio 23, 2019

Credi in te steso

gennaio 20, 2019

Mia madre era spagnola. Per la precisione di Barcellona, quindi catalana, ma non secessionista o indipendentista, e infatti con tutti si presentava così, come una spagnola e basta. Nonostante l’italiano e il castigliano si somiglino molto e sebbene lei vivesse a Milano da tempo, quando parlava o scriveva nella sua lingua di adozione commetteva parecchi errori, come per esempio certe voci del verbo avere con l’acca davanti, il “que” al posto del “che”, o “ll” invece di “gl”. Ma gli sbagli più frequenti riguardavano le doppie, che non riusciva a distinguere bene finendo per toglierle o, più raramente, per metterle a casaccio. Così ogni tanto capitava che mi vergognassi di lei, come quando a scuola dovevo presentare alla maestra una giustificazione per un’assenza scritta di suo pugno. Ricordo che sul mio diario scriveva cose tipo che il giorno prima ero rimasto a casa perché avevo avuto “la febre”, e in quei frangenti temevo che la mia insegnante la considerasse un’analfabeta, ma ero così timido che tacevo il fatto che fosse spagnola. Mia madre mi spronò per tutta la vita a osare di più, a buttarmi nelle cose, ad aver maggior fiducia nelle mie capacità. Di fronte alle mie titubanze mi ripeteva spesso un proverbio spagnolo che dice “El no ya lo tienes”, che significa “il no già ce l’hai”, nel senso provaci, buttati, tanto cos’hai da perdere? Ma siccome ero cocciuto e fifone, e una dimostrazione logica non ha mai convinto nessuno a cambiare carattere, continuavo a non darle retta. Un giorno tornai da scuola in lacrime a causa di un brutto voto, e mi chiusi nella mia cameretta rifiutando ogni contatto con l’esterno. Mamma insistette a lungo perché la facessi entrare, ma io non volli sentire ragione. Dopo un po’, mentre stavo sdraiato sul letto a piangermi addosso con la faccia affondata nel cuscino, avvertii uno strano fruscio provenire dal corridoio. Sollevai il capo e vidi sbucare un biglietto da sotto la porta. L’aveva scritto lei. Diceva che non dovevo prendermela, che quelle cose capitavano a tutti, che mi voleva bene e che dovevo solo imparare a credere di più in me “steso”.

Attrazioni

gennaio 15, 2019

Testate

gennaio 14, 2019

Case senza persone, persone senza case

gennaio 4, 2019