Archive for the ‘citazioni’ Category

Il y a toujours quelque chose d’absent qui me tourmente

febbraio 20, 2018

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Autopromozione

febbraio 9, 2018

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Ma che sapore ha, una vita non spesa

dicembre 16, 2017

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Non riesco a ricordare di essermi mai sforzato – nella mia vita non si rintracciano segni di lotta, io sono l’opposto di una natura eroica e combattiva.

(Nietzsche, Ecce homo)

Amori, tempeste e altre impossibili assurdità

dicembre 14, 2017

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Insomma, tanto s’immerse nelle sue letture, che passava le nottate a leggere da un crepuscolo all’altro, e le giornate dalla prima all’ultima luce; e così, dal poco dormire e il molto leggere gli s’inaridì il cervello in maniera che perdette il giudizio. La fantasia gli si empì di tutto quello che leggeva nei libri, sia d’incantamenti che di contese, battaglie, sfide, ferite, dichiarazioni, amori, tempeste e altre impossibili assurdità; e gli si ficcò in testa a tal punto che tutta quella macchina di immaginarie invenzioni che leggeva, fossero verità, che per lui non c’era al mondo altra storia più certa.

Il patrono dei falliti

dicembre 13, 2017

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Quando qualcuno s’interessa ai miei libri so che è “fregato”, che in lui qualcosa si è rotto, che nella vita non riuscirà a “cavarsela”. Io non attiro che vinti. Il santo patrono dei falliti. (Quaderni, Adelphi, pag. 1055)

Eh già

dicembre 4, 2017

del

Non ricordo bene dove, se in un libro o in
un'intervista, ma a un certo punto DeLillo 
dice: "C'è un tipo di esistenza piatta che 
assomiglia alla meditazione".

parole che avrei voluto scrivere io

novembre 29, 2017

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“Occhi neri, come la pena di chi non li ha visti”  (Macedonio Fernandez)

Dead word walking

novembre 3, 2017

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“la tristeza espectral de la palabra escrita”
(José Ortega y Gasset)

Viaggio al termine del paesaggio

ottobre 30, 2017

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E ora che avevo cominciato

a capire il paesaggio:

“Si scende”, dice il capotreno.

“È finito il viaggio”.

(Giorgio Caproni, Disdetta)

La nebbia

ottobre 28, 2017

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La chiamano nebbia, se la coccolano, te la mostrano, se ne gloriano come di un prodotto locale. E prodotto locale è. Solo, non è nebbia. No, la nebbia è semmai nelle campagne, viene su dalle rogge fumiganti che vanno ad allagare le marcite, sì da consentire anche dieci tagli di fieno l’anno, e infatti ha odore di stalla, questa nebbia che trovi fuori di città. Ma dentro non è nebbia. È semmai una fumigazione rabbiosa, una flatulenza di uomini, di motori, di camini, è sudore, è puzzo di piedi, polverone sollevato dal taccheggiare delle segretarie, delle puttane, dei rappresentanti, dei grafici, del P.R.M., delle stenodattilo, è fiato di denti guasti, di stomachi ulcerati, di budella intasate, di sfinteri stitici, è fetore di ascelle deodorate, di sorche sfitte, di bischeri disoccupati.

(Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962)