Archive for the ‘spigolature’ Category

Il Paradiso a Siena nella metà del XV sec.

dicembre 6, 2019

 

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il Paradiso di Giovanni di Paolo, circa 1445, un tempo predella della pala d’altare di San Domenico a Siena e oggi al Metropolitan di New York, da cui si capisce che non c’è niente di meglio di un incontro.

Borgesismi

dicembre 1, 2019

FB_IMG_1572065121405Stasera Chiara parte per Buenos Aires. Se l’avessi accompagnata, la prima cosa che avrei voluto vedere nella capitale argentina è un palazzo che fu demolito negli anni 40 in calle Garay – che poi sulla piantina calle Garay non c’è, esiste solo avenida Juan de Garay – di cui non conosco il numero civico.

sguardi su Giacometti

novembre 25, 2019

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Biennale di Venezia del 1962.

Ultime tendenze dei ringraziamenti letterari

ottobre 26, 2019

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Il ringraziamento col product placement.

In culo al Nobel

ottobre 8, 2019

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Io sono praticamente certo che giovedì prossimo uno dei due Nobel per la letteratura verrà assegnato ad Antonio Lobo Antunes, un autore che amo e sul quale avrei parecchio da dire, tanto da aver pensato di preparare un bell’articolo da proporre al giornale subito dopo l’annuncio ufficiale dell’accademia svedese così da fregare sul tempo la concorrenza, perché questa volta sarà la volta buona, me lo sento, anche i bookmaker lo danno per favorito, questa volta gli accademici svedesi se ne fregheranno dei soliti calcoli geopolitici, del fatto che il Portogallo è già stato premiato pochi anni fa con Saramago, e incoroneranno Lobo con convinzione ed entusiasmo perché lui è il migliore, ammettiamolo, nessuno come lui oggi sa orchestrare partiture polifoniche così complesse e articolate, tenere il filo di tante storie in punta di penna senza mai imbrogliarle, ma tessendole e dipanandole e facendone ordito e rendendo a ciascuna di esse giustizia con una prosa lussureggiante, visionaria, barocca e trasparente allo stesso tempo, piena di fado, di ombre, di rancori, di ferite immedicabili e di remote felicità che irrompono all’improvviso fra le pagine come piazze inondate di luce fra le sagome scure dei palazzi del centro di Lisbona, e io allora non mi farò trovare impreparato, nossignore, devo solo scrivere il pezzo questa settimana per poterlo mandare al giornale un secondo dopo la proclamazione, un pezzo limato e ponderato che tutti invece ammireranno increduli di come abbia potuto scriverlo di getto senza pensarci, ma proprio mentre pregusto il mio momento di gloria, e vedo parenti amici e frotte di lettori sconosciuti che si complimentano con me, proprio in quel preciso istante realizzo che per scrivere questo articolo, un lungo articolo riassuntivo della parabola umana e artistica di Lobo come una specie di bilancio con tanto di citazioni illuminanti da quasi tutte le sue opere e perfino indirizzi di case in cui ha vissuto e che ho visitato, per scriverlo dicevo devo scriverlo per forza la sera, chiuso da solo in studio per concentrarmi, non c’è altra soluzione, dato che di giorno lavoro e torno a casa tardi, soprattutto in questo periodo che siamo sotto evento, e a me la sera piace stare con la mia donna stravaccato sul divano ad accarezzare il cane e guardare la TV, e allora mi vengono mille dubbi e insicurezze, penso che magari non lo premieranno, mica è detto, poi i bookmaker non ci prendono quasi mai, sai quanti ne son rimasti scornati, guarda quel che capitò a Borges e a Philip Roth, gli eterni illusi, e io rischio di farmi un culo così per niente, ma chi me lo fa fare, e insomma alla fine di un lungo travaglio interiore e di una muta negoziazione fra il piacere che mi deriverebbe dalla pubblicazione e la fatica di scrivere giungo all’amara conclusione che chissene e ci rinuncio. Ora applica questo schema a qualsiasi altra cosa e avrai la storia della mia vita.

Dare a Cesare

settembre 3, 2019

gandolf

Sto leggendo un bellissimo saggio su Prosperino delle Grottesche, che investiga la natura della sua ricca collezione d’arte, oltretutto a firma di Riccardo Gandolfi, lo scopritore della biografia di Caravaggio scritta da Gaspare Celio, e mi sono imbattuto in questa frase evidenziata, in cui si irride una persona a causa del suo anonimato, che mi è sembrata gratuitamente stupida e offensiva.

le domeniche d’estate a Roma

luglio 28, 2019

io e PPP

La crudeltà della periferia romana durante le immobili domeniche d’estate. Nell’essere così abituati a far caso ai silenzi da volerne carpire ogni sfumatura, c’è il rischio di ricevere la propria voce intenta a imitare quelle che vorremmo sentire. Come quelle dei senza soldi, dei senza compagnia, dei senza mare con i loro pensieri ruminanti e le loro solitudini inviolate, che cercano un po’ di refrigerio, guardano la tv e non vedono l’ora che arrivi lunedì, quando è meno evidente che si è soli, poveri, inutili, non cercati da nessuno.

Picasso al cesso

luglio 8, 2019

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Un anno dopo aver regalato a Dora Maar un casale antico in Provenza come buonuscita per la loro separazione (si veda Sans Picasso. Dora Maar a Ménerbes, di Stephan Levy-Kuentz, Editions Manucius), Picasso le chiede le chiavi di casa per passare un weekend assieme a Françoise Gilot, la donna con cui l’aveva sostituita. Per ringraziarla, alla fine del soggiorno le lascia alcuni disegni della camera e le ridipinge l’asse del water, verde a piccoli fiori, ma quel cimelio “degno della piscia di un papa” (a detta di Pablo) Dora non lo conserva, perché “c’è un limite anche alla idolatria”.

non solo motori di ricerca

giugno 26, 2019

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le nespole

giugno 25, 2019

nespole

Amo le nespole che danno il meglio di sé e acquistano le ali cadendo. Quelle che maturano soltanto nel breve spazio tra il ramo e il suolo; che si staccano acerbe, maturano violentemente nel tempo di un respiro e trasmigrano come anime, lasciando sul terreno solo una poltiglia silenziosa.