Archive for the ‘spigolature’ Category

L’alba in aereo

maggio 22, 2020

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L’alba in aereo l’ha dipinta Rothko.

Il chewing gum degli occhi

maggio 21, 2020

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Una quarantena di SVOD chiarisce in modo evidente che le serie TV sono il chewing gum degli occhi.

Quel gran genio del mio amico

aprile 30, 2020

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Impacientes en una conferencia porque Bioy no llegaba a tiempo, Borges le dijo a los nerviosos: “Hay dos cosas seguras, una que Adolfo llegarà, otra que llegarà tarde. Cuanto màs tarde sea, màs segura es su llegada; si llegarà ahora, quizà no llegue”.

Sentieri maestri

aprile 25, 2020

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L’inganno è che esista soltanto un Rinascimento: quello puro, solenne, raziocinante e geometrico alla Piero della Francesca, che fece piazza pulita delle bizzarrie tardogotiche, ma per capirlo bisogna rinunciare all’idea della storia progressiva e della via maestra, perché esistettero anche grandi maestri non attardati, non minori – come Bartolomeo della Gatta, discepolo di Piero – ma eccentrici, laterali, che percorsero sentieri sterrati eppur sontuosi.

prossimità

aprile 3, 2020

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Ora che il prossimo nostro non bisogna più amarlo come sé stessi, ma diffidarne al punto da tenerlo bene alla larga e considerarlo alla stregua di un potenziale pericolo, volevo dire che io ho sempre pensato che la prossimità, anche quella minima intendo, inorganica, sia qualcosa cui prestare grande attenzione, qualcosa d’importante e illuminante. Però bisogna saperla vedere, riconoscerla acquattata nell’ordinario. Come il fatto che accanto alla sede romana di Forza Italia c’è un night club, o che di fianco al negozio di scarpe Louboutin c’è un podologo. Per dire.

protesi

aprile 2, 2020

FB_IMG_1585824272394Evito i dibattiti sui social perché non sono mai un discorso sull’oggetto, che sia un film, un libro o una disposizione del governo, ma un’occasione di protesta identitaria, in funzione della quale l’oggetto non si dà più come oggetto, bensì come estensione rappresentativa di sé stessi, protesi narcisistica. Non serve a niente invocare argomentazioni sempre più onerose all’interno di dinamiche che tendono per loro natura a escluderle. Sarebbe come pretendere che Luisa si disamori di Mario se le dimostro che è un imbecille. L’investimento personale produce sempre resistenze e dunque risposte emotive, come tali refrattarie a qualunque argomento razionale. Che è poi la ragione per cui di solito, anche dopo una miriade di repliche e interventi, ciascuno rimane sostanzialmente della propria idea.

senza

aprile 1, 2020

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Mi colpì molto la notizia che nei giorni successivi al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia (il 21/8/1911), il Louvre registrò un boom di visitatori, tutti accorrevano per guardare lo spazio vuoto lasciato dal quadro, come per vedere se senza quel capolavoro tutto il resto aveva ancora senso. O forse è la pienezza del nulla che ci attrae e ci sgomenta tanto, come nella foto epocale Il-vuoto-di-piazza-San-Pietro-mi-ha-ricordato-che-non-sono-i-corpi-a-riempire-i-luoghi_articleimagedi papa Francesco che celebra l’adorazione dell’Eucaristia da solo, in una piazza San Pietro deserta battuta dal vento e dalla pioggia.

Quel che resta del giorno

marzo 2, 2020

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Ave Maria a trasbordo,  Giovanni Segantini, Sankt Moritz, Segantini Museum
Questo dipinto fu realizzato in due versioni, e questa risale al 1886. Il trasbordo è quello della famiglia dei pastori, padre, madre e figlioletto, che nella piccola imbarcazione trasportano un gregge di pecore da una riva all’altra del lago. “Ave Maria” fa riferimento al momento della giornata: l’Ave Maria è quella suonata, alle sei del pomeriggio, dal campanile del paesello che si vede in lontananza sulla sponda del lago.

veni etiam

febbraio 8, 2020

venietiam

Ogni tanto mi ricordo cosa significa per me il nome Venezia. Significa veni etiam, vieni ancora, torna da me, come se mi aspettasse.

effetto decadrage

febbraio 5, 2020

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A volte Chiara mi fa queste foto bellissime. Questa l’ha scattata due giorni fa a Gent, nelle Fiandre, la città di Van Eyck. Stavo uscendo da una pasticceria, in mano avevo un piccolo sacchetto con delle meringhe. Il motivo per cui amo questa foto è l’effetto decadrage, quando si spinge un personaggio al limite esterno del campo visivo per sottolineare la sua natura marginale. Quel personaggio è a tutti gli effetti il protagonista della composizione, eppure ne occupa solo una piccola porzione, la più esterna. Che poi è quello che ho sempre cercato di fare: ritagliarmi unn ruolo laterale, ma da chiave di volta.