Archive for the ‘spigolature’ Category

idealità e iperrealismo

agosto 15, 2017

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Dove trovare fusi insieme idealità e iperrealismo, tipo e individuo, singolo e categoria, lettera e simbolo? Forse solo nelle opere di Duane Hanson, tra i contemporanei.

Autobiografie

agosto 13, 2017

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L’autobiografia è un genere plurale, come quelle di Yeats.

il re è (era) nudista

agosto 7, 2017

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partire dal titolo

agosto 6, 2017

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Se c’è qualche editore interessato, mi offro come ghost writer dell’autobiografia di Celentano. Ho già un titolo che spacca: Le memorie di Adriano.

nemesi

agosto 5, 2017

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Ma non crepa una buona volta quel cane rognoso?“, disse Hermann Kafka di un suo commesso tubercolotico che tossiva spesso in negozio.

come sarebbe stato tutto diverso

luglio 17, 2017

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Si vivi vicissent qui morte vicerunt, diceva Cicerone. Come sarebbe stato tutto diverso, se nella vita avessero vinto coloro che hanno vinto nella morte. Anche per loro, intendo. Per Franz Kafka, Robert Walser, Walter Benjamin, Herman Melville… O forse no. Forse il genio è come il porco, buono solo da morto.

l’ennesimo falso Borges

luglio 11, 2017

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Eccolo, l’ultimo falso borgesiano. Versi (versi?), no, scusate, parole di una bruttezza raccapricciante, che suscitano i commenti estasiati delle tisaniere sui social (“Mi ero dimenticata la frittata sul fuoco per leggere tutta questa verità. Con il tempo impariamo che niente torna indietro“; oppure “Bella. Tremendamente bella. Senza speranza. Il tempo passa e va, ma c’è anche un tempo interno alle volte è medicina , alle volte è rinascita”). Non ci vuole molto: l’anafora, una firma falsa, il tono malinconico, e il gioco è fatto.

Qui la si può gustare integralmente, sebbene con piccole varianti nel titolo e nel testo.

premi letterari e carceri

luglio 7, 2017

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A Lipari in vacanza sono andato per quindici estati consecutive, dal ’76 al 91, e dopo un po’ conoscevo parecchi dei suoi abitanti, come le sorelle proprietarie della discoteca più bella dell’isola, il Turmalin, situata sulla rocca a picco sul mare. Strinsi amicizia pure col buttafuori di quel locale, Franco o’ pazzo, un energumeno tutto tatuato quando i tatuaggi li portavano solo i carcerati. E infatti una notte dei primi anni Ottanta, al tavolino di un bar di Marina Corta, mi disse con fierezza di essere stato più volte in carcere, anzi in diversi penitenziari dellla penisola, e mi spiegò che c’erano grosse differenze fra una prigione e un’altra. Per esempio il fatto che in quelle del Nord Italia comandavano le guardie, mentre al Sud comandavano i detenuti. Ovviamente per detenuti intendeva i vertici, cioè i boss della malavita organizzata, che a suo dire erano serviti e riveriti dai secondini e potevano girare liberamente all’interno, disponendo di donne, cocaina, abiti firmati e cene ordinate nei migliori ristoranti. Tutto tranne uscire, insomma.

Anche i maggiori premi letterari italiani hanno un’impostazione simile, nel senso che al Nord, come il Campiello, comandano i giurati, e quindi il vincitore è imprevedibile, mentre più giù comandano gli editori (a partire dall’indicazione dei candidati al metodo di cooptazione dei giurati fino all’assegnazione del riconoscimento), come allo Strega, che forse a questo punto sarebbe il caso di chiamare Premio Mondadori, dato che tutto si decide a Segrate. In entrambi i casi, cioè sia che governino i giurati/guardie o i grandi editori/boss, il fine è quello di garantire l’ordine, e mi sembra che non ci si possa lamentare.

Va senza dire che questo è un parallelo, non un’equazione. Una cosa non è uguale all’altra, quindi gli editori non sono dei criminali o addirittura dei mafiosi, ci mancherebbe. Semplicemente a volte comandano dove non dovrebbero, e questo, se all’apparenza fa il loro interesse, in realtà alla lunga nuoce alla reputazione di tutto l’ambiente, quindi anche a loro.

 

il test del marshmallow

giugno 22, 2017

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Presente il test del marshmallow? Quell’esperimento di psicologia comportamentale in cui si dava un marshmallow a dei bambini di 4 anni chiedendogli di non mangiarlo per un quarto d’ora e promettendogli in cambio un secondo marshmallow? Intendeva misurare la nostra capacità di autocontrollo, quanto siamo capaci di resistere alle tentazioni, e pare che sia un preciso indicatore di che tipo di adulti saranno quei bambini, perché i più resistenti avranno voti migliori a scuola, un quoziente intellettivo superiore e guadagneranno di più nel loro lavoro rispetto agli altri, ai cedevoli. La determinazione è fondamentale, la goccia d’acqua scava la roccia non per la forza ma per la costanza. Eppure, forse perché so con certezza che avrei scelto di mangiarlo subito il dolcetto, se penso alle tentazioni mi vengono in mente gli aforismi di Oscar Wilde, e mi sento meno sfigato.

farsi i film

giugno 20, 2017

man

Il personaggio letterario in cui mi riconosco di più è il protagonista della XXV centuria di Manganelli, lo scapolo che crede di aver ucciso sua moglie, poi si ricorda che è scapolo, allora si chiede perché non ha una moglie. ce l’hanno tutti, chi è lui, un cane rognoso? perché sua moglie è riuscita a non farsi sposare? che puttana, dice, e cerca la chiave di casa in tasca, lacrimando con una smorfia di disprezzo.