Archive for the ‘spigolature’ Category

l’edicola del villaggio

settembre 29, 2017

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L’edicola del mio quartiere ha chiuso. Era l’unica. In teoria stava in un’ottima posizione, davanti all’uscita del Carrefour aperto 24 h, quindi con un traino fenomenale, ma ci vedevo lo stesso pochissima gente. Ora mi toccherà fare un chilometro a piedi e andare in quella di via Pinturicchio a comprare i giornali. In genere ci passavo il sabato o la domenica mattina presto per prendere gli inserti letterari. Quell’edicola era gestita da due ragazzi sui 35 anni e dai loro genitori. Con uno dei ragazzi avevo legato un po’, ci scambiavamo quattro chiacchiere sul cane, le vacanze, cose così. Con la sua barba folta e il codino aveva l’aria di un fricchettone serafico, molto pis&lov, sempre gentile e disponibile con tutti. Negli anni da lui comprai migliaia di figurine per il piccolo, e poi Gardenia o Dove per Chiara e riviste letterarie per me. Gliel’avevo detto che scrivevo, e infatti a volte mi faceva controllare se era uscito un mio articolo su l’Unità così da comprarlo solo in caso affermativo. Poi gli raccontavo dei miei problemi coi giornali che fallivano, chiudevano o non pagavano o pagavano una miseria, speravo con questo di fargli sentire la mia vicinanza, dato che la sua attività non poteva dar utili ed era evidente che avesse le ore contate, ma lui ascoltava senza far commenti, glissando educatamente, come se quei casini non lo riguardassero. Mi faceva un po’ tenerezza, perché avevo l’impressione che non fosse sincero, tipo sulle vacanze, che diceva di voler fare in posti esotici con viaggi costosi, come se si vergognasse ad ammettere di avere difficoltà. Forse ai suoi occhi ero solo un cliente, e coi clienti non si parla dei propri problemi. Anch’io quando avevo il negozio facevo lo stesso. Non è facile riconoscere il proprio fallimento, si tira fino all’ultimo fingendo tranquillità e benessere, eppure quanto siamo più vicini agli altri quando mostriamo le nostre debolezze. Ora chissà dov’è finito, che lavoro fa.

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Fuori posto

settembre 25, 2017

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Sentirsi fuori posto ovunque, tranne che in mezzo ai libri.

(foto di Gabriel Casas, El dia del libro, Barcelona, 1932)

somiglianze

settembre 18, 2017

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Questo è Vittorio Bonanni con suo figlio Huch, di origine cambogiana. Vittorio era il caporedattore culturale a Liberazione. Quando avevo un’idea per un pezzo chiedevo prima a lui se interessava, concordavo le battute, lo scrivevo e infine glielo spedivo per la pubblicazione sul giornale. Per anni il nostro fu un rapporto esclusivamente epistolare, non sapevo che faccia o voce avesse, poi quando mi trasferii a Roma ci incontrammo in un bar e scoprimmo di avere in comune un ragazzino cambogiano: lui suo figlio, ed io il figlio della mia compagna. Non solo, scoprimmo pure che erano stati nello stesso orfanotrofio insieme, anche se per pochi mesi, dato che suo figlio ha sei anni più del figlio della mia compagna. Il dettaglio più curioso, al di là della coincidenza che frega giusto a me, è la somiglianza impressionante fra padre e figlio, come evidenziato da questa foto. Si dice spesso che la paternità è un fatto culturale più che biologico, tant’è che quando un padre scopre di non essere il padre biologico di suo figlio perché la moglie lo tradì, di solito disconosce la moglie e non il figlio, ma forse bisogna ammettere che le due cose sono meno distinte di quanto si creda.

l’effetto dei dolci carichi

settembre 16, 2017

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Ci sono persone che mi fanno l’effetto dei dolci molto carichi: al primo morso la delizia e l’entusiasmo, al terzo lo stranguglione, al quinto la mappazza.

 

tipi di felicità

settembre 11, 2017

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Per gli anglosassoni happy deriva da happen, nel senso che è felice colui a cui succedono tante cose. Io mi riconosco di più in quella pagina del diario del Pontormo che dice “oggi feci non so che”, o nel Perec del Tentativo di esaurimento, che preferisce osservare quello che accade quando non accade nulla.

50 sfumature di noce

settembre 9, 2017

Le boiserie intagliate dei Palazzi ducali di Urbino e di Gubbio - qui Urbino

Le tarsie dello studiolo di Urbino, la Cappella Sistina dell’ebanisteria, sono state realizzate con lo stesso tipo di legno, il noce, ovviamente in diversi tagli e stagionature.

Il vuoto improvviso

settembre 7, 2017

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Il gesto del neonato di stirarsi, soprattutto le braccia, è perché nella placenta era compresso, e l’espressione di sorpresa e di terrore nasce da questo vuoto improvviso, pieno di grandi potenzialità ma anche terrorizzante.

anagrammi

settembre 6, 2017

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Fuggir ariose

Figurarsi ego

Si furoreggia

Gorgiera sufi

L’hotel tribunale

settembre 4, 2017

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Qui iniziò il Processo (e finì la storia con Felice).

in cauda venenum

settembre 2, 2017

21L’amaro paradosso del finale de Le particelle elementari: l’uomo nuovo non è più un uomo, è privo di tutti gli elementi che lo definiscono come tale. Se l’individuazione è il peccato originale che ci trasciniamo dietro dai tempi dei tempi, allora è un peccato che può essere estirpato solo a prezzo del peccatore, col ricorso a un’eutanasia su scala planetaria.