Archive for the ‘spigolature’ Category

protesi

aprile 2, 2020

FB_IMG_1585824272394Non partecipo quasi mai ai dibattiti sui social, perché non sono mai un discorso sull’oggetto, che sia un film, un libro o una disposizione del governo, ma un’occasione di protesta identitaria, in funzione della quale l’oggetto non si dà più come oggetto, bensì come estensione rappresentativa di sé stessi, protesi narcisistica. Non serve a niente invocare argomentazioni sempre più onerose all’interno di dinamiche che tendono per loro natura ad escluderle. Sarebbe come pretendere che Luisa si disamori di Mario se le dimostro che è un imbecille. L’investimento personale produce sempre resistenze e dunque risposte emotive, come tali refrattarie a qualunque argomento razionale. Che è poi la ragione per cui di solito, anche dopo una miriade di repliche e interventi, ciascuno rimane sostanzialmente della propria idea.

senza

aprile 1, 2020

giocondarubata

Mi colpì molto la notizia che nei giorni successivi al furto della Gioconda ad opera di Vincenzo Peruggia (il 21/8/1911), il Louvre registrò un boom di visitatori, tutti accorrevano per guardare lo spazio vuoto lasciato dal quadro, come per vedere se senza quel capolavoro tutto il resto aveva ancora senso.

Quel che resta del giorno

marzo 2, 2020

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Ave Maria a trasbordo,  Giovanni Segantini, Sankt Moritz, Segantini Museum
Questo dipinto fu realizzato in due versioni, e questa risale al 1886. Il trasbordo è quello della famiglia dei pastori, padre, madre e figlioletto, che nella piccola imbarcazione trasportano un gregge di pecore da una riva all’altra del lago. “Ave Maria” fa riferimento al momento della giornata: l’Ave Maria è quella suonata, alle sei del pomeriggio, dal campanile del paesello che si vede in lontananza sulla sponda del lago.

veni etiam

febbraio 8, 2020

venietiam

Ogni tanto mi ricordo cosa significa per me il nome Venezia. Significa veni etiam, vieni ancora, torna da me, come se mi aspettasse.

effetto decadrage

febbraio 5, 2020

deca

A volte Chiara mi fa queste foto bellissime. Questa l’ha scattata due giorni fa a Gent, nelle Fiandre, la città di Van Eyck. Stavo uscendo da una pasticceria, in mano avevo un piccolo sacchetto con delle meringhe. Il motivo per cui amo questa foto è l’effetto decadrage, quando si spinge un personaggio al limite esterno del campo visivo per sottolineare la sua natura marginale. Quel personaggio è a tutti gli effetti il protagonista della composizione, eppure ne occupa solo una piccola porzione, la più esterna. Che poi è quello che ho sempre cercato di fare: ritagliarmi unn ruolo laterale, ma da chiave di volta.

quello che si dice un incipit folgorante

febbraio 4, 2020

vane

(dal catalogo della mostra su Jan Van Eyck a Gand)

Classici rivisitati

gennaio 13, 2020

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Pippe come noi

gennaio 6, 2020

 

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George Harrison che gioca a tennis con Bob Dylan nel 1969.

Il Paradiso a Siena nella metà del XV sec.

dicembre 6, 2019

 

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il Paradiso di Giovanni di Paolo, circa 1445, un tempo predella della pala d’altare di San Domenico a Siena e oggi al Metropolitan di New York, da cui si capisce che non c’è niente di meglio di un incontro.

Borgesismi

dicembre 1, 2019

FB_IMG_1572065121405Stasera Chiara parte per Buenos Aires. Se l’avessi accompagnata, la prima cosa che avrei voluto vedere nella capitale argentina è un palazzo che fu demolito negli anni 40 in calle Garay – che poi sulla piantina calle Garay non c’è, esiste solo avenida Juan de Garay – di cui non conosco il numero civico.