Archive for the ‘spigolature’ Category

Papaveri e binari

maggio 19, 2018

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Che bella l’incoscienza dei papaveri sui binari.

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Una favola di Cioran

maggio 18, 2018

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La mia Milano

maggio 15, 2018

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Una targa in memoria della povera Rosetta, al secolo Elvira Andrezzi, la prostituta più famosa del Ticinese, che divenne una figura leggendaria della Milano dei primi del secolo, anche per merito di una canzone di Nanni Svampa. Abitava in un anonimo palazzo oggi ambitissimo vicino alla Darsena, in via Gaudenzio Ferrari 7. Non so se le sua bellezza togliesse davvero il fiato, come recita la targa commemorativa posta in piazza Vetra, il luogo dove batteva. Dalle foto d’epoca penso che oggi non farebbe più lo stesso effetto, i canoni estetici cambiano, come tutto il resto.

Processed with MOLDIVRosetta ebbe una vita breve e turbolenta che negli ultimi mesi sembrava essersi riscattata dal marciapiede grazie al teatro. Aveva cominciato infatti a esibirsi con discreto successo come canzonettista ed era in partenza per Genova per una tournée, quando fu picchiata a sangue da un questurino calabrese che le dava il tormento perché si era invaghito di lei senza essere corrisposto. Morì il 27 agosto 1913, pochi giorni prima di compiere diciott’anni. Che bella una città che ha delle targhe così.

Bellagio, Stresa e le soglie del testo

maggio 14, 2018

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E’ morto Gérard Genette, una delle mie bussole letterarie. L’avevo scoperto poco prima dei vent’anni grazie a Borges, perché scorrendo la bibliografia critica sull’argentino un suo saggio (“La Litterature selon Borges”, in Figure III) spiccava su tutti gli altri, specialmente quelli degli ispanoamericanisti più illustri, come Emir Rodriguez Monegal e Jaime Alazraki.

Borges faceva di queste cose, era un autore centrifugo, i suoi scritti invitavano a leggerne tanti altri, a fare mille collegamenti ipertestuali, a invertire genealogie (come per I precursori di Kafka, o gli esegeti del Chisciotte), e infatti per merito suo scoprii grandi critici come Maurice Blanchot e gemme preziose come Wakefield di Nathaniel Hawthorne Bartleby di Hermann Melville. Un esempio opposto di autore centripeto invece è Céline, una meraviglioso finisterrae, come Bellagio, luogo bellissimo oltre il quale non puoi andare (in questo senso Borges somiglierebbe a Stresa, altrettanto bella ma naturalmente attraversabile).

Dopo Figure III arrivai a Soglie, e lì capii che i paraggi del testo erano il cuore delle mie ossessioni letterarie, fin da quando alle medie andai in gita scolastica a Recanati e vidi la casa di Leopardi, o più tardi, al liceo, quando sempre in gita visitai il pomposo Vittoriale di D’Annunzio. Paratesto, tutto paratesto, al pari di una prefazione, un esergo, una quarta di copertina. Anzi, forse proprio quella era la soglia principale, la soglia di casa, il punto ideale tramite il quale accedere a un’opera, perché fra quelle mura domestiche fu concepita, nacque, prese forma. E lo stesso discorso vale per La fenomenologia dei ringraziamenti letterari, che analizzava la soglia di uscita, il suo commiato definitivo, come se la spigolatura fosse il mio destino, più che il corpo a corpo col testo.

il crooner della psicanalisi

maggio 14, 2018

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andare a Roma

maggio 10, 2018

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Alla fine del 2009, quando mancavano pochi mesi al mio trasferimento a Roma, cominciai a leggere i resoconti dei miei più illustri predecessori, da Rutilio Namaziano a Goethe, Keats, fino a Julio Cortazar e Giorgio Manganelli. Scoprii così che intorno al viaggio a Roma si era sviluppata nei secoli una sterminata letteratura fatta di mirabilia, guide per pellegrini, cataloghi di monumenti e racconti di viaggio, tutti nel segno di un comune sentimento di ammirazione e di rimpianto. Mi rammentai all’improvviso le parole di Borges, quando nell’ottobre 1983 chiacchierammo un po’ nella sua suite all’Hotel Ambasciatori Palace di via Veneto. L’argentino era a Roma per una serie di incontri e interventi che sarebbero culminati nella cerimonia di consegna della laurea honoris causa alla Sapienza. Pur avendone ricevute parecchie dalle più prestigiose università del mondo, Borges mi sembrò particolarmente emozionato, e questo lo attribuii al fascino della città eterna, alla sua storia millenaria a cui un uomo di cultura come lui non poteva restare indifferente. Giunti nel suo albergo, dopo una conferenza nel secentesco Palazzo Corsini sede dell’Accademia dei Lincei, la più antica accademia scientifica del mondo, gli chiesi se conosceva Roma e ci era venuto altre volte. Lui mi rivolse un bel sorriso e, con lo sguardo perso nell’aria, disse con un soffio di voce: “Amico mio, a Roma non si viene, si torna”.

Leggere con i piedi

maggio 6, 2018

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Le città per me sono libri che leggo con i piedi. E infatti quando posso preferisco camminare ed evito taxi, autobus o metropolitane. New York e Parigi le amo anche per questo, per i marciapiedi larghi e il teatro della strada che offre mille spunti e stimola la flanerie del pensiero.

La lista della spesa di Leonardo

aprile 23, 2018

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Il ceto di provenienza

aprile 22, 2018

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Quando ho letto su Repubblica la frase “Il livello di educazione, di padronanza dei gesti e delle parole, di rispetto delle regole, è direttamente proporzionale al ceto sociale di provenienza”, ho pensato che gli scrittori della mia generazione che stimo di più, per intelligenza, cultura e sensibilità, cioè Tiziano Scarpa, Mauro Covacich e Tommaso Pincio, provengono tutti da famiglie di estrazione operaia o piccolo borghese.

Fai tu

aprile 15, 2018

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Una volta ho visto un’invocazione alla Madonna su un muro di Roma, credo davanti al Ministero dell’Istruzione. Stava in mezzo a tante altre, ma spiccava per la laconicità della preghiera e il tono rassegnato, come quello di un novello Giobbe angustiato da così tanti problemi da non saper neanche da che parte incominciare. E infatti diceva soltanto: “Fai tu”.

Io in questo momento ho una vita molta tranquilla, come forse non mi era mai successo prima. Le mie giornate scorrono placide e indolori, ho un buon lavoro, non ho particolari ambizioni, problemi economici, sentimentali o di salute, giusto qualche acciacco e un po’ di apatia condita da rimorsi, ma alla Madonna, se ci credessi, le rivolgerei quella stessa invocazione.