Archive for the ‘spigolature’ Category

inclinazioni

ottobre 30, 2018

bolla

Io sarei favorevole alla realtà diminuita, altro che aumentata. Quella che c’è mi basta e avanza. Meno realtà e più immaginazione, ecco cosa vorrei, che poi mi sa che è proprio il principio della realtà aumentata.

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la piantina in cucina

ottobre 13, 2018

IMG_20181014_210834La piantina in cucina mi ama così come sono. Sa che non ho il pollice verde e che l’unica cosa che mi riesce veramente a casa è la pasta all’amatriciana, ma lei resiste, è tosta, non fa drammi, nessuno stelo piegato, nessun petalo ingiallito. E infatti cresce, cresce da tre anni senza sosta sempre più verde e rigogliosa nonostante la mia disattenzione. In cambio però ogni tanto l’accarezzo e le dico: ”come sei bella, guardati, te l’ha mai detto nessuno che sei una meraviglia?” Lei fa finta di niente, è timida, ma continua a crescere bella e silenziosa. Poi qualche volta mi ricordo che guardarla con amore non basta, non basta la tenerezza, i complimenti, l’affetto, ci vuole anche la cura, così le prendo da bere e mentre lo faccio cerco di farmi perdonare: “scusa amore, ho un caratteraccio lo so, ti trascuro, ma senti qua che bel drink ti ho preparato”. E mentre le verso l’acqua sento proprio il gluglu della terra quando non vede l’ora e sono contento.

Out

ottobre 7, 2018

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A volte mi sento come quei prodotti che al supermercato la gente prima mette nel carrello e poi, qualche corsia dopo, cambia idea, non li vuole più e li appoggia a caso in posti che non c’entrano niente.

Legàmi

ottobre 6, 2018

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Magari fosse davvero possibile “legarsi” a qualcuno. Prima o poi tutti vanno via, tutti ci lasciano, per sempre ci dicono addio.

seguaci

ottobre 5, 2018

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la luce timida

ottobre 2, 2018

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A volte mi manca quella luce timida, di un sole che si alza cauto sulle distese di pannocchie vicino alla ferrovia, sui pioppeti e i fossi e le strade tra i campi con le biciclette un po’ scassate, tutto il muto gravame della mia terra, quella luce chiara filtrata da una tenue foschia che sa di autunno e soste solitarie vicino alle chiuse, quella luce che non so fotografare e ritrovo solo dalle mie parti.

As time goes by

settembre 30, 2018

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Non mi ha mai rassicurato la consapevolezza che il tempo, come usa dire, sia galantuomo. È vero che lo è, ma lo è sempre troppo tardi, quando ormai non serve più a niente.

La storia della mia vita

settembre 28, 2018

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il lettore al tramonto

settembre 25, 2018

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Quella sensazione tipicamente estiva in cui è quasi buio ma non abbastanza buio da dire “è buio”, e però cominci a non vederci abbastanza e dovresti spostarti in casa per continuare a leggere bene ma sei così concentrato e sereno e ti stai godendo il vento, il fresco, la solitudine e l’indaco profondo che piuttosto di muoverti continueresti con le candele. Magari in qualche lingua esiste il nome di questo stato d’animo da lettore in estate.

Buon viaggio

settembre 21, 2018

treni al gemelli

Che bell’idea mettere al Gemelli un distributore automatico per comprare biglietti ferroviari. L’idea del viaggio può essere una medicina portentosa. Partire è rinascere diversi, è il vagheggiamento di un’altra vita, un modo per carezzare un’idea, il sogno di una palingenesi avventurosa e indolore (evitando le buche più dure), come se bastasse l’altrove per diventare altri, e tutto questo in un ospedale lo trovo perfetto. Anche per l’umore, che ogni progetto migliora all’istante, come per l’agognato viaggio in Palestina di cui discorrevano spesso Dora Diamant e Franz Kafka durante la sua agonia, sognando il basso costo della vita laggiù che gli avrebbe permesso di aprire un ristorante e il clima secco ideale per i suoi polmoni malati. Il viaggio alla fine non lo fecero, e la sua malattia se lo portò via poco dopo, ma “buon viaggio” resta l’augurio migliore che si possa fare a chiunque.