Posts Tagged ‘Aldo Busi’

chi disprezza fa vendere

dicembre 2, 2016

antonio-moresco-810138

Di recente Aldo Busi s’è lamentato delle recensioni entusiastiche ricevute dal suo ultimo libro, a suo dire “tutte disinnescate e inefficaci”, ed ha auspicato che “qualcuno si decida finalmente a stroncarlo”. I futuristi avrebbero senz’altro approvato. Nel 1905, la prima di un dramma di Marinetti venne voluttuosamente fischiata dal pubblico e pure dal suo autore, perché “ciò che viene subito applaudito è mediocre e banale”. Forse a lui si sono ispirati i Wu Ming, quando hanno messo sulla fascetta di Altai il giudizio di Libero, che lo definiva “una boiata”, rimarcando la contrapposizione ideologica col quotidiano conservatore e appuntandosi quella liquidazione come una medaglia. Pure Antonio Moresco non nascose i suoi attriti con la critica ufficiale, e infatti le sue prime pubblicazioni parlavano dell’impossibilità di pubblicare. In fondo bastava leggere Gli Esordi, che narra di un tizio penosamente indeciso tra il farsi prete, la militanza politica e la vocazione letteraria, per mangiare la foglia. La critica lo caricò di fischi, mentre se l’avesse caricato di fiori forse ce la saremmo cavata con una festante cucciolata di piccoli drammi introspettivi. Invece il mantovano gettò la spugna, si leccò le ferite e, incarognito, inaugurò senza meno la sua fase maggiore: fioretti da mille pagine come dio li manda (tipo Canti del caos e Gli increati), così, tanto per rallegrare le sessioni di italianistica; al punto che la bocciatura di Angelo Guglielmi (“un libro illeggibile”) finì direttamente in fascetta come un’onoreficenza.

Annunci

Busi for president

marzo 20, 2010

Molto universo per nulla

settembre 29, 2009

Uomo-vitruviano

Mi è stato chiesto un pezzo per una rivista. Saggio o racconto, a mia discrezione, per cui ho scritto una cosa ibrida, le mie preferite. La rivista esisteva già tempo fa, poi chiuse e ora rinasce. E’ di quelle monografiche, in cui ogni collaboratore viene invitato a dire la sua su un tema comune, che in questo caso è Gli inizi. Ci ho pensato un po’ e mi sono ricordato dell’ossessione per gli inizi delle mie ex, quel continuo riandare con la memoria a quando tutto incominciò: come eravamo vestiti, dove stavamo, cosa ci eravamo detti. Forse è un tratto tipicamente femminile, soprattutto in ambito sentimentale. Il gusto di rievocare spesso il momento dell’incontro può riflettere il desiderio di scovare qualche segno del destino che legittimi il rapporto; oppure, più prosaicamente, può manifestare la volontà di aggrapparsi a quel mito fondativo per meglio sopportare la monotonia della routine. (more…)

La geocritica del Manga

giugno 14, 2009

manganelli

Mentre la critica letteraria viene data quasi unanimemente per spacciata o agonizzante, e ci si divide tra chi vorrebbe munirsi di vanga e chi farebbe l’ultimo disperato tentativo col defibrillatore, le recensioni invece si moltiplicano e si occupano sempre più spesso di ambiti non strettamente letterari. E’ il caso di Piero Sorrentino, che su Il Giudizio Universale recensisce la legge sull’elezione diretta dei sindaci, e di Camillo Langone, autoproclamotosi critico liturgico, con le sue recensioni delle messe pubblicate su Il Foglio. Che si tratti della riprova di quanto andava scrivendo Aldo Busi ne Le persone normali, quando lamentava la singolare “pretesa che tutto vada letto: quadri, edifici, stoffe, spettacoli musicali, pugilato, segni. Tutto, meno i libri”? O che sia piuttosto quell’ “effetto alka-seltzer” di cui parlava nel ‘74 Enzensberger, una sorta di ermeneutica diffusa, per cui la critica non si trova più nelle sue cornici istituzionali, nelle pagine culturali dei giornali e delle riviste, ma, come la pillola che si è disciolta nell’acqua rendendola frizzante, ora sta dappertutto, nei commenti dei blog letterari e nel chiacchiericcio dei talk-show televisivi? (more…)