Posts Tagged ‘Carla Benedetti’

il critico innamorato

gennaio 9, 2011

Il professore di italiano di Manganelli era un tipo curioso. Forse per incoraggiare i propri allievi, disse loro che quando sarebbero stati innamorati avrebbero scritto delle bellissime poesie d’amore. Manganelli liquidava queste parole come delle sciocchezze. Sosteneva, per me a ragione, che l’innamorato socialmente è un rompicoglioni, un ossessivo-compulsivo che soffre di nominite, che ammorba chiunque parlandogli della donna amata e citandola a sproposito in ogni occasione. Il critico innamorato è la stessa cosa. Come ogni innamorato è cieco. E’ un critico privo di spirito critico. Identifica la letteratura con l’autore di cui s’innamora. Costui ne è il punto di arrivo, l’apice e l’unità di misura. Di qualsiasi cosa si discuta, in qualche modo quell’autore c’entra. Se il critico viene interpellato da un settimanale frivolo per un sondaggio sull’importanza del culo nella letteratura contemporanea, si può star certi che quell’autore verrà citato. Carla Benedetti fa così con Antonio Moresco, e Gilda Policastro con Tommaso Ottonieri. La quasi totalità dei loro interventi su carta o in rete sono di quel tipo, e io ho l’impressione che facciano un pessimo servizio a quegli autori, ossia che quella nominite produca un effetto contrario: di saturazione o di fastidio, anche in chi non li ha mai letti.

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Il mercato dell’arte e quello del libro

febbraio 5, 2010

 

di Carla Benedetti
 
 
 
 
 
Il mercato dell’arte e il mercato del libro. Due circuiti paralleli, che di rado vengono osservati assieme. Proviamo a farlo – e chissà che il confronto non riservi qualche sorpresa.

Come  privatizzare l’acqua?

 In comune hanno la cosa più importante: mettono entrambi in circolazione dei “beni culturali” che si suppone rivestano un grande valore per la collettività. Perciò da entrambe le parti c’è chi teme che la valenza economica, che è tipicamente quantitativa, possa avere la meglio sulle “qualità” che da sempre sono associate all’arte e alla letteratura: bellezza, vigore, esemplarità, complessità, capacità di prefigurare l’ignoto, radicalità conoscitiva e inventiva. E’ una preoccupazione fondata? Certo non è meno legittima di quella che si nutre per la privatizzazione dell’acqua.
Eppure è stata spesso liquidata come moralistica. (more…)

Il vero sconforto

gennaio 9, 2010

Che sconforto, leggere Contro i maestri dello sconforto (Nancy Huston, excelsior 1881, pp. 413, E 16,50). E che pena, scoprire che un critico importante come Carla Benedetti (qui) abbia trovato “bello” e “coraggioso” questo saggetto dilettantesco e imbarazzante che cerca di liquidare, con argomentazioni risibili, dei giganti della letteratura come Thomas Bernhard (paragonato addirittura a Hitler), Samuel Beckett, Emil Cioran, Milan Kundera, Elfriede JelinekMichel Houellebecq. Due brevi considerazioni: la prima è che a volte dietro un grande uomo (Tzvetan Todorov, per es.) non c’è proprio niente, al massimo un trolley. E la seconda, di Thomas Mann, che ci ricorda che “ogni grande libro contro la vita costituisce un’irresistibile seduzione a viverla ancora più intensamente”.