Posts Tagged ‘Elsa de’ Giorgi’

chiarimenti su un post

giugno 28, 2018

calvini

Qualche precisazione riguardo al post su Chichita Calvino, da alcuni considerato irriguardoso tenuto conto che era appena deceduta e che io l’ho usata come pretesto per parlare di Elsa De Giorgi, la sua “rivale”. Il mio post non era dedicato a Chichita, anche perché chi voleva leggere un coccodrillo sulla vedova di Calvino l’altro giorno ne poteva trovare a bizzeffe dappertutto, in tv, in rete o sui giornali (qui uno molto bello). Con quell’accostamento volevo solo mostrare come una strenua volontà di damnatio memoriae avesse infine sortito l’effetto opposto, generando un menage a trois che non c’era mai stato in vita. Ma il primato di Chichita non si discute, lei era la first lady. Calvino sposò lei, con lei fece una figlia, lei era la vedova e l’erede di tutti i diritti, compresi quelli sulle lettere che lui, prima di conoscere Chichita, spedì a Elsa De Giorgi (perché ricordiamo che i due rapporti non si sovrapposero mai). Il suo diritto di veto non si esaurì con la mancata pubblicazione dell’epistolario, ma si esercitò anche ponendo il vincolo su metà delle lettere che oggi non si possono neppure consultare al Fondo Manoscritti di Pavia dove sono custodite (non diversamente dalla sua gestione dell’archivio calviniano ufficiale, tuttora precluso agli studiosi). Nell’aspra contesa legale fra le due donne di Calvino non nascondo che trovai di cattivo gusto certe esternazioni di Chichita, supportate anche da un bullistico articolo di Citati che ironizzava sulle false contesse che circuirono il grande scrittore sentimentalmente immaturo. Mi riferisco alle insinuazioni sullo scarso valore letterario dell’epistolario dettato solo “dalla fisiologia” della coppia (e spero che non ci sia bisogno di spiegare); o quando disse che era scritto con uno stile senza valore per adeguarsi allo stile di lei, evidentemente terra terra. Erano battute gratuitamente offensive e false, non degne della vestale di un autore di culto. La De Giorgi non era una bellezza vuota come una conchiglia, ma oltre che attrice fu scrittrice (conobbe Calvino mentre pubblicava con Einaudi, non prima) e amica intima di molti grandi intellettuali che la stimavano. Il fittissimo carteggio dimostra non solo che lui ne era innamorato, ma che con lei Calvino parlava e discuteva di tutto, politica, arte, cultura, senza cedimenti o “abbassamenti” di sorta (si vedano gli stralci che uscirono su Epoca e sul Corriere). E poi basta il giudizio entusiastico di Maria Corti per farci rimpiangere la mancata pubblicazione di quelle lettere. Se non se ne intendeva lei.

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strane associazioni

giugno 23, 2018

elsa

È morta Esther Judith Singer detta Chichita, la vedova di Italo Calvino. Era argentina, traduttrice dell’Unesco, amica intima di Julio Cortàzar quando non lo conosceva nessuno, eppure ogni volta che la sento nominare l’associo sempre a Elsa de’ Giorgi, che lei comprensibilmente detestava. Elsa era la rivale, l’ex onnipresente, la bellissima attrice, il chiodo fisso di Calvino che la chiamava “raggio di sole” anagrammando il suo nome, e alla quale scrisse “l’epistolario d’amore più suggestivo del Novecento” (come ebbe a dire Maria Corti, l’unica a leggerlo interamente); un epistolario che Chichita vietò di rendere pubblico e che fu acquistato dal Fondo Manoscritti di Pavia. Elsa originaria della mia cara Bevagna, Elsa antifascista, sposa del conte Alessandro Contini Bonacossi, l’erede di una delle maggiori collezioni d’arte italiane, con Maria Bellonci e Anna Banti come testimoni di nozze, Elsa amica per la vita di Anna Magnani, che abitava in via Ruggero Fauro 27, dove passo spesso, in una casa che ospitò a lungo Alberto Moravia ed Elsa Morante.
Quant’è forte il legame dell’odio, e “quanto amore c’è nel disamore“, come le disse Italo quando si rividero per l’ultima volta anni dopo la loro separazione, con una battuta degna del finale di The way we were.